Mondiale Femminile, Italia eliminata: i veri motivi della disfatta

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Il sogno dell’Italia femminile sfuma già ai gironi il sogno azzurro. Il Sudafrica elimina le ragazze di Milena Bertolini che non sarà più alla guida della nazionale.

La partita del Mondiale femminile Italia-Sudafrica (Credits: FB nazionale)
La partita del Mondiale femminile Italia-Sudafrica (Credits: FB nazionale)

I problemi di fondo della nazionale italiana eliminata al mondiale

Il Sudafrica batte l’Italia e stronca sul nascere l’entusiasmo per il mondiale di calcio femminile. Italia eliminata. Sconfitta evitabile e inaspettata quella subita dalle azzurre a Wellington. Così finisce il mondiale in Australia e Nuova Zelanda. E pensare che sarebbe bastato un pareggio per raggiungere gli ottavi, vista la vittoria della Svezia contro l’Argentina. Nonostante la buona partenza e l’iniziale vantaggio, i troppi errori individuali hanno compromesso una partita già scritta. Un palo e qualche contestata scelta arbitrale non possono bastare a giustificare la disfatta. I problemi sono sempre gli stessi, alcuni comuni anche alla rappresentativa maschile. Il principale? Poco cinismo sotto porta e l’assenza di un centravanti “di razza”(Mancini è corso ai ripari con Retegui). Infatti, nella vittoria contro l’Argentina, è stato proprio l’ingresso di Cristiana Girelli ad essere determinante. Forse, la capitana di questa spedizione, avrebbe potuto giocare qualche minuto in più?

Si aggiunge la mancanza di contromisure tese ad arginare evidenti doti avversarie (vedi la Svezia). Persino problemi nei passaggi sullo stretto rasoterra, tipo di gioco che ci è congeniale. A condire il tutto, la difficoltà di reagire immediatamente alle difficoltà (sia all’autogol, sia al 5 a 0). Insomma, c’è ancora tanto su cui lavorare e i risultati dovrebbero far riflettere tutti. Sia le protagoniste, sia chi agisce dietro le quinte ma non ci mette la faccia. Tornando su un piano più generale, la sconfitta della nazionale femminile può essere accostata al fallimento dell’under 21 (anche in Italia-Norvegia sarebbe bastato un pareggio). I punti in comune? Entrambi i tecnici erano in scadenza. Forse, anche questa mancanza di serenità e di appoggio potrebbe aver influito? La salute del calcio italiano va misurata dai risultati delle squadre di club (tre finaliste nelle maggiori coppe) o dai risultati a ribasso delle rappresentative nazionali?

La partita del Mondiale femminile Italia-Sudafrica (Credits: FB nazionale)
La partita del Mondiale femminile Italia-Sudafrica (Credits: FB nazionale

Le polemiche contro Milena Bertolini e l’Italia eliminata come occasione mancata

Alla luce di tutto ciò pare riduttivo cercare le responsabilità nei singoli. Nonostante questo, Milena Bertolini è stata fortemente criticata. Effettivamente le sue scelte non sempre sono state gradite ai tifosi e agli appassionati. Basti pensare alla grande esclusione di Sara Gama. Anche le giocatrici hanno qualcosa da ridire. In questo post di Cristiana Girelli, condiviso dalla maggior parte delle convocate, si legge, tra le righe, anche una polemica con l’allenatrice. In particolare, a fine partita l’uscente selezionatrice ha parlato della paura che ha impedito alla nazionale di esprimersi a meglio. La risposta della squadra è stata, parafrasando: noi non avevamo paura tuttavia non sentivamo fiducia. La frase si può interpretare così ma anche in tanti altri modi. Il messaggio delle ragazze sembra voler accusare qualcosa o qualcuno tuttavia resta fumante. Non ci sono nomi o esempi di problemi.

Se alla nazionale del 2019 è stato riconosciuto il grande merito di aver portato il calcio femminile nelle case degli italiani grazie ad un percorso entusiasmante, purtroppo lo stesso metro di paragone deve essere utilizzato per i mondiali di quest’anno. La mancata qualificazione delle azzurre alla fase successiva ha diversi significati. Da un lato, lascia l’amaro in bocca agli appassionati che sono riusciti, nonostante il fuso orario, a seguire la nazionale. Dall’altro rappresenta un’occasione mancata per la diffusione ancora più capillare della passione riservata al calcio femminile. Nonostante questo, non tutto è da buttare. Abbiamo visto una Arianna Caruso all’apice della sua forma. In alcuni sprazzi sono venute fuori le potenzialità di una nuova Italia. All’esordio ai mondiali da dimenticare (ma comunque non da buttare) per Benedetta Orsi, autrice dell’autogol, si contrappongono le prestazioni di Giulia Dragoni e Chiara Beccari titolari inamovibili e calciatrici di grande personalità.

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