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Il primo round della Superbike 2024 ha messo in evidenza tutte le difficoltà dei big Bautista, Rea e Razgatlioglu ad adattarsi alle nuove situazioni. Tante le sorprese, per un mondiale che sembra essere più aperto che mai

Primo round Superbike Alex Lowes

Australia, terra dei colpi di scena

Era difficile immaginarsi un primo round così. È vero, il Campionato mondiale Superbike 2024 si è aperto sul circuito australiano di Phillip Island, storicamente in grado di ribaltare gli equilibri rispetto al resto della stagione. Ma era oggettivamente difficile pensare che i tre campioni più attesi potessero fare così tanta fatica. Perché Toprak Ragzatlioglu, che durante i test aveva manifestato grande entusiasmo per la sua nuova BMW, ha avuto risultati poco più che discreti per un campione del suo livello. Quinto in gara-1, terzo nella Superpole Race, e tradito dal motore della sua M1000 RR in gara-2 (in cui non sembrava comunque essere uno dei favoriti per il successo), non può essere soddisfatto di come siano andate le cose. In tutta la scorsa stagione (36 gare) era finito fuori dal podio solo due volte, bottino già pareggiato con un solo round disputato nel 2024.

Ma peggio, anzi molto peggio di lui, ha fatto un Jonathan Rea apparso irriconoscibile su una Yamaha R1 che invece sembrava volare con il suo compagno di squadra Andrea Locatelli. Il nordirlandese ha clamorosamente concluso il primo appuntamento stagionale senza conquistare punti, con un rendimento che nemmeno i più pessimisti potevano prevedere. Certamente meno negativo il week-end del campione del mondo Alvaro Bautista, che sembra però essere rallentato dalla zavorra (dovrebbero essere 5 kg) applicata sulla sua Ducati. Lo spagnolo è tornato ai vecchi vizi, dimostrandosi abbastanza incline all’errore quando è costretto a lottare nel gruppo, come avvenuto in gara-1, con una scivolata che lo ha relegato al quindicesimo posto finale. Poi si è rifatto in Superpole Race (quarto con giro veloce) e in gara-2 (secondo).

Primo round Superbike Nicolò Bulega

Le sorprese: Lowes, Bulega e Iannone

Ad approfittare del vuoto lasciato dalle leggende del campionato, è stato Alex Lowes. Liberatosi dell’ingombrante compagno di squadra che lo aveva dominato (quasi) sempre negli scorsi anni, ha offerto una prestazione da fenomeno sui curvoni di Phillip Island. Il britannico, che su questo tracciato si era già dimostrato molto competitivo in più circostanze – anche nel 2020 era andato via dall’Australia come leader del campionato – ha chiuso il primo round con 50 punti, frutto di un quarto e due primi posti. Ora è lui a comandare la classifica del campionato, seguito da uno strepitoso Nicolò Bulega, diventato il primo pilota della storia a vincere la gara d’esordio in Superbike subito dopo aver vinto il mondiale in Supersport. Quinto in Superpole Race e in gara-2, ma autore del giro più veloce in entrambe le frazioni “lunghe”, l’azzurro sembra essere uno dei pretendenti al titolo.

Altra grande sorpresa nell’emisfero australe è stato Andrea Iannone. Tornato in pista dopo la lunghissima (forse eccessiva) squalifica per doping, l’abruzzese ha confermato di essere tutt’altro che finito, tirando fuori un terzo e un quarto posto in gara-1 e gara-2 che gli valgono il terzo posto in classifica (29 punti) insieme ad un Andrea Locatelli davvero impressionante fino all’ultimo giro della seconda manche. Il pilota di Alzano Lombardo ha buttato al vento una possibile leadership del campionato andando a terra nel tentativo di scavalcare Alex Lowes. ‘Loca’ aveva concluso in seconda piazza le prime due gare e al momento sembra essere il leader di un team che pensava di aver trovato in Rea l’uomo per giocarsi il mondiale. Da segnalare anche l’ottimo terzo posto di Danilo Petrucci in gara-2, in un campionato che sembra essere aperto a qualsiasi possibilità e che deve ancora chiarire quali saranno gli equilibri della stagione.

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