L’Italia di calcio femminile si prepara al mondiale

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Le azzurre hanno raggiunto Auckland (Nuova Zelanda) e si preparano al loro secondo mondiale consecutivo. Le scelte della ct e le avversarie da battere.

Credits: FB nazionale di calcio femminile

L’Italia al mondiale. Le venticinque convocate e la Svezia, grande favorita del girone

Presto vedremo sulla Rai le partite della nazionale di calcio femminile, impegnata nel mondiale in Australia e Nuova Zelanda. La lista delle convocate ha già fatto discutere, per l’esclusione di Sara Gama. Ma la capitana non è l’unica. Altre assenze “di lusso”, inaspettate, sono quella di Valentina Bergamaschi, Katja Schroffenegger e, soprattutto, Martina Piemonte. L’ormai ex attaccante del Milan (appena approdata all’Everton) ha condiviso su Instagram il suo dispiacere, mandando un grande in bocca al lupo alla squadra. Le venticinque convocate sono già ad Auckland e si stanno abituando al fuso orario e alla diversa stagione. La prima gara dell’Italia al mondiale, Italia – Argentina, è fissata per il 24 luglio alle 8:00. Il 29 luglio è il turno di Svezia – Italia, alle 9:30. L’ultima partita del girone, Sudafrica-Italia è prevista per il 02 agosto alle 9:00. Si fa riferimento all’ora italiana, in mattinata.

Passano le prime due del girone. Da pronostico la Svezia non dovrebbe avere problemi a qualificarsi in testa, perciò, l’Italia dovrebbe lottare per un secondo posto che, però, non è così agevole come sembra. La nazionale svedese ricopre la terza posizione nel Ranking FIFA, l’Italia si piazza sedicesima. Ventottesima l’Argentina e cinquantaquattresima la selezione sudafricana. L’ultimo incontro tra Italia e Svezia risale al 2022, nella finale dell’AlgarveCup quando le ragazze di Milena Bertolini cedettero soltanto ai rigori, tuttavia, è difficile pensare di far paura a gente esperta come Caroline Seger, al suo quinto mondiale. Nella nazionale gialloblù anche conoscenze italiane: Asllani (Milan), Sembrant e Hurtig (Juventus). Per il reparto difensivo, da arginare, Fridolina Rolfö che probabilmente Linari ricorda molto bene dopo la sconfitta in Champions contro il Barcellona. Se contro le svedesi, terze all’ultimo mondiale, si mette in conto di non vincere, lo stesso non vale con Argentina e Sudafrica.

Credits: FB nazionale di calcio femminile

Argentina e Sudafrica da non sottovalutare. Si lavora già per il futuro

La Selección ha un nuovo allenatore, Germán Portanova, che ha dato una nuova impronta alla squadra. Ha riportato in nazionale una delle calciatrici più incisive, in forza all’Atletico Madrid: Estefanía Banini. La giocatrice argentina, a causa di questioni “politiche” legate al gender gap, ai metodi di allenamento e alle strutture, è rimasta per tre anni fuori dai radar albicelesti, nonostante la FIFA l’avesse inserita nella formazione ideale. Il carisma di Portanova, il ritorno di Banini e il talento sotto porta di Yamila Rodríguez potrebbero dare all’Argentina quella carica decisiva per i tornei come questo. Il Sudafrica si presenta al mondiale dopo la vittoria della Coppa d’Africa conquistata battendo un ostico Marocco. Lo stesso che l’Italia ha affrontato nell’ultima amichevole, portando a casa un modico 0-0. Proprio in questa occasione, a Ferrara, hanno fatto il loro debutto in nazionale maggiore, Giulia Dragoni e Emma Severini.

Le due calciatrici rappresentano la nuova Italia. Una nazionale capace di rinunciare alla propria capitana e cominciare un rinnovamento mentre si gioca un mondiale decisivo per lo sviluppo del movimento. Nel frattempo, la fascia è passata a Cristiana Girelli, definita come una delle leader. Un’altra trascinatrice è Barbara Bonansea che ha scelto di abbandonare la maglia con il numero 11 che la accompagna da tutta la carriera. Ha preso l’8 di Rosucci, costretta a saltare il mondiale per un infortunio. Anche Linari, capitana in amichevole, non è da meno. “Spulciando” i social delle calciatrici si capisce come sia attenta alle “piccolette” Severini, Beccari e, in particolare, a Giulia Dragoni, sedicenne stella nascente del Barcellona. L’Italia al mondiale si presenta come un gruppo unito, caratterizzato da un gioco palla rapido che sfrutta la velocità dei laterali per colpire. Tuttavia, soprattutto nel reparto offensivo, potrebbe soffrire la fisicità delle avversarie.

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