Leandro Lo, dalle medaglie d’oro ad una morte assurda

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Fenomeno e icona mondiale di jiu-jitsu, il campione brasiliano, a 33 anni, è stato ucciso la scorsa notte con due colpi di pistola alla testa. “Si era tirato fuori da una rissa, scoppiata in un locale di San Paolo – si legge dai quotidiani brasiliani – poi, però, il suo assassino, estratta la pistola, ha sparato”. Leandro è stato 8 volte campione mondiale di jiu-jitsu in 5 diverse categorie. Una vera leggenda per il suo Paese. “Leandro Lo avrebbe usato la sua arte per difendere, nel modo più onorevole per un Jiujitero” commenta Roberto Pulito di MMA Lunch.

Leandro
Leandro Lo ai Mondiali in California

Dagli schienamenti sul tatami alla morte sul pavimento di una discoteca. Sotto shock l’intero mondo sportivo

Era il più forte di tutti, su questo non c’è alcun dubbio. Un atleta che primeggia nella sua disciplina, giganteggiando in 5 diverse categorie, non può altro che essere definito “il migliore”. Leandro Lo era un vero e proprio simbolo del jiu-jitsu. Con il suo carisma ed il suo innato talento, ha portato questo sport oltre i confini convenzionali delle arti marziali, facendolo conoscere in tutto il mondo ed attirando nuovi appassionati. A giugno il suo ultimo trionfo, al “World Championship” in California. Lo, dopo un sorteggio non fortunato, ha sbaragliato la concorrenza, sconfiggendo atleti tosti come Pedro Marinho e portando a casa il suo ottavo mondiale, nella categoria 88 Kg. Sul tatami era una vera sentenza, sicuro di sé, non si lasciava mai cogliere dagli imprevisti. Stavolta, però, la sorte gli ha giocato un imperdonabile scherzo.

Nella notte del 7 Agosto, nella sua San Paolo, durante una serata di svago con amici e conoscenti, qualcosa va storto. Nel Clube Siria, uno dei locali più in della Città brasiliana, uno dei presenti, tale Henrique Otávio Oliveira Velozo, poliziotto fuori servizio, visibilmente ubriaco, inizia a comportarsi in modo inopportuno e particolarmente fastidioso, importunando il gruppo dove è presente Lo. Dopo una prima lite, l’uomo ubriaco ha afferrato una bottiglia, per utilizzarla come arma. Dalle ricostruzioni, Leandro, affidandosi alle sue abilità di arti marziali, ha immobilizzato l’aggressore, cercando di allontanarlo. Dopo qualche attimo di stasi, però, l’assassino ha estratto una pistola e colpito con due colpi alla testa l’atleta brasiliano, che è crollato a terra, morendo di lì a poco. Un epilogo ingiusto e davvero assurdo per Leandro Lo, che, oltre ad essere un campione di livello mondiale, era prima di tutto un giovane ragazzo di soli 33 anni.

Leandro
Leandro Lo dopo l’ultimo trionfo a giugno

Leandro: una carriera stellare. I trionfi nel jiu-jitsu e quel talento cristallino

Fin da ragazzino Leandro Pereira do Nascimento Lo, questo il suo nome all’anagrafe, mostra una predisposizione naturale per le arti marziali. Dal judo al kung fu, dal tai chi alla capoeira brasiliana, tante sono le discipline che compongono questo antico sport, ma è nel jiu-jitsu che Leandro da sfoggio del suo grande talento. In breve tempo, completa tutto gli step propedeutici ed ottiene la cintura nera, iniziando a competere sui vari tatami dei tanti tornei brasiliani. Il 2011 è l’anno del definitivo salto di qualità. In quei mesi, tra Abu Dhabi e Rio de Janeiro, Lo vince le sue due prime medaglie d’oro, rispettivamente alla Coppa del Mondo e al Campionato Nazionale Brasiliano. A soli 22 anni, il nome di Leandro è già entrato negli annali del jiu-jitsu. A questi traguardi seguiranno tantissimi altri trionfi.

La sua carriera è foriera di record. Il più importante quello che raggiunse nel biennio 2011-2013, dove ottenne una serie incredibile di vittorie consecutive. Da lì in poi, il palmares del fighter brasiliano si arricchisce sempre più. Medaglie d’oro a pioggia tra Campionati mondiali, Coppe nazionali e tornei brasiliani. Gli è mancata solo l’Olimpiade, visto che il jiu-jitsu non è stato ancora riconosciuto come sport olimpico. Oltre ad essere riconosciuto come l’atleta più vincente di sempre in questa disciplina, Lo ha sempre mostrato grande versatilità e capacità di adattamento. Leandro, infatti, è riuscito a primeggiare in 5 diverse categorie di peso (dalla 74kg alla 94kg), sottoponendo il suo fisico a cambiamenti e sforzi fuori dal comune. Solo un autentico fuoriclasse poteva riuscirci. Oltre alle prodezze sul tatami, negli occhi degli appassionati è rimasta la sua tecnica di guardia, che ne ha fatto uno dei migliori “grapplers” di tutti i tempi.

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