Klay Thompson è il “Best Comeback” dell’anno. Emozionanti le sue parole su Kobe Bryant.

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Il campione NBA dei Golden State Warriors Klay Thompson è da poco tornato in campo dopo quasi 3 anni di assenza dovuti a due infortuni gravi; questo nuovo rientro è stato premiato per la categoria “Best Comeback”. Il campione ha dedicato il suo discorso di ringraziamento a Kobe Bryant e sua figlia Gianna facendo commuovere tutti.

941 giorni dopo… Guess who’s back again!

Si è conclusa in questi giorni una stagione indimenticabile nel mondo del basket. I riflettori sono stati puntati sui Golden State Warriors, miglior squadra dell’anno e con il migliore giocatore dell’NBA: Steph Curry. Il fatto che ha però destato più successo è stato l’appartenenza a questa maglia dell’ormai 32enne Klay Thompson. Il campione è fortunatamente tornato in campo dopo un lunghissimo periodo di riabilitazione durato 941 giorni per via di due infortuni, crociato e tendine d’Achille. Il suo è stato un ritorno a livelli altissimi che lo ha portato aricevere il premio di “Best Comeback”, ovvero come miglior rientro dell’anno. I premi ESPY (Excellence in Sports Performance Yearly) sono negli USA l’equivalente degli Oscar per il cinema dunque il prestigio è molto alto per chi lo riceve.

Il suo è stato un ritorno a livelli altissimi che lo ha portato a ricevere il premio di “Best Comeback”, ovvero come miglior rientro dell’anno. I premi ESPY (Excellence in Sports Performance Yearly) sono negli USA l’equivalente degli Oscar per il cinema dunque il prestigio è molto alto per chi lo riceve. Dopo i ringraziamenti di rito a tutte le persone a lui vicine, Thompson ha infatti dedicato parole meravigliose allo scomparso Kobe Bryant e a sua figlia Gianna.Klay ha ricordato i tempi di quando era un ragazzo e aveva la fortuna di assistere da molto vicino alle prodezze in campo di Kobe, essendo figlio dell’ex giocatore e commentatore dei Lakers Mychal Thompson. All’epoca aveva un posto in prima fila per godere del miglior spettacolo del mondo e adesso capisce quanto è stato fortunato.

Vivo il basket e seguo Kobe da quando sono piccolo, mio padre era un commentatore dei Lakers” racconta Klay Thompson

“I ricordi più belli che ho, quando sono cresciuto in California, erano le volte che andavo allo Staples Center con mio padre. Ho avuto una vita privilegiata – racconta Thompson – Mio padre era un commentatore per i Lakers e andavo a tutte le partite molto prima solo per vedere Kobe allenarsi”. Il campione di Golden State ha rivelato di aver letto spesso il libro di Kobe mentre recuperava i due infortuni. Thompson, peraltro, non ha imparato da Kobe Bryant solo guardandolo da giovane a bordo campo o leggendo il suo libro, i due si sono anche affrontati in campo.

“Vorrei ringraziare la famiglia Bryant, Vanessa e le sue tre bellissime ragazze – non so se Vanessa è là fuori a guardare – noi pensiamo a loro ogni giorno”, ha detto Klay col cuore in mano. La vedova di Bryant ha assistito al discorso e ne è rimasta commossa, ripostandolo poco dopo sul proprio profilo Instagram assieme a un messaggio per il giocatore dei Warriors: “Klay Thompson, sei un atto di classe.
Grazie per il tuo supporto e amore per Kobe, la mia Gigi e la nostra famiglia.
Grazie per includere sempre la mia Gigi quando pensi a Kobe. Congratulazioni”.

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