Aziz Abbes Mouhiidine, è italiano l’Argento ai mondiali di boxe di Belgrado

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Classe ’98, 92 kg, l’atleta Aziz Abbes Mouhiidine detto “il gigante buono” ha rappresentato l’Italia nella finale dei mondiali AIBA all’Arena di Belgrado. E’ sceso sul ring nella categoria Elite sfidando il campione olimpico cubano Julio La Cruz.

Aziz Abbes Mouhiidine argento mondiale boxe


Mouhiidine vs. La Cruz: una finale a suon di precisione e potenza

La 21esima edizione dei mondiali di boxe è stata parecchio chiacchierata. Dopo la vittoria di La Cruz, in molti hanno sottolineato la perfezione nei colpi dell’italiano Mouhiidine. Abbiamo dunque chiesto a lui in prima persona cosa pensasse a riguardo e come è stato vivere questa esperienza. Ci racconta Aziz: “Ho disputato una finale e per me è stato un onore combattere con un talento come La Cruz. Sono un tipo di atleta che non guarda al risultato in maniera disonesta però confesso che non è stato facile; nella prima ripresa ho subìto una testata sull’arco sopracciliare che mi ha condizionato l’intero match”. Dopo il verdetto l’atleta cubano è andato da Aziz per sussurrargli qualcosa perciò ci siamo fatti confidare il segreto. “A fine partita La Cruz si è avvicinato e mi ha detto you win! Per me è stato un onore, quasi non ci cedevo”.

Per un atleta come Aziz Abbes Mouhiidine, l’olimpiade è sicuramente il ring più ambito. Quanto può aver bruciato o quanto può bruciare ancora non essere salito su quel ring in prospettiva di Parigi 2024? “Ho ancora tanta amarezza, sono sincero, dopo la mancata qualificazione a Tokyo 2020 è stato difficile riprendersi ma questa medaglia per me è e sarà il trampolino di lancio. Secondo le statistiche, negli anni precedenti all’interno delle qualifiche mondiali gli atleti migliori risultano essere sempre gli europei, proprio per questo la classifica richiede dei lunghi tempi di preparazione fisica e psicologica”.

Aziz Abbes Mouhiidine
Aziz Abbes Mouhiidine

Parola d’ordine “RISPETTO”: il ruolo della disciplina sportiva

Mai come in questo periodo si sente parlare di cronaca in cui è presente la violenza. In realtà, uno sport come la nobile arte dovrebbe avere come missione quella di guidare i ragazzi alla vita di strada, facendoli avvicinare sempre di più a possibili scenari di vita quotidiana. Capita di affrontare la questione ‘violenza’ all’interno degli sport da combattimento; per sensibilizzare sul tema cerchiamo di capire il background di Aziz facendoci raccontare come è stato il suo percorso di avvicinamento al pugilato, una disciplina che fa della violenza fisica la base di tutto. “Ho iniziato a 4 anni praticando karate dai fratelli Moffa. Successivamente ho iniziato kick boxing e infine ho scoperto il mondo della boxe all’età di 17 anni. Non tollero l’associazione della parola violenza accostata allo sport che pratico. La prima cosa che ci insegnano è il rispetto di chi hai di fronte. Dopo il rammarico di una sconfitta in un match c’è sempre l’abbraccio tra i due sfidanti, il fair play è tutto!

Essere un’atleta di questo livello implica anche delle responsabilità. Cosa rappresenta per il campione indossare la maglia azzurra? “Ho da poco iniziato il mio percorso all’interno della Polizia di Stato, sono ufficialmente una fiamma oro; motivo in più per essere onorato di rappresentare la nazione. E’ un sogno che si corona, sono sempre emozionato e bacio ogni volta la bandiera sulla maglia. Sotto gli occhi dei miei maestri Moffa ho sempre cercato di ottenere i risultati impegnandomi al massimo.” Dopo i mondiali di boxe, la prossima tappa saranno gli europei di marzo 2022 che si terranno in Armenia e poco dopo, nel mese di luglio, i giochi del mediterraneo in Algeria. Con l’augurio di vedere sul ring il nostro Aziz, continuiamo a sostenere sempre l’Italia specialmente dopo quest’anno all’insegna dell’oro.

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