NBA, James Harden lascia Philadephia: un’altra estate turbolenta per il Barba

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Si preannuncia un’altra estate turbolenta per James Harden. Il cestista statunitense ha deciso di lasciare i Philadelphia 76ers ed è alla ricerca della sua prossima destinazione. Una notizia arrivata alla vigilia della free agency e che scuote il mercato NBA. Per la terza volta di fila Harden ha chiesto la cessione e adesso tre franchigie sono pronte a contenderselo.

James Harden lascia i Philadelphia 76ers
James Harden lascia i Philadelphia 76ers (Credit: David Butler II-USA TODAY Sports)

James Harden chiede la cessione: terza volta consecutiva

Per la terza volta consecutiva James Harden ha chiesto la cessione. Era già successo a Huston e a Brooklyn e questa volta è toccato ai 76ers. Quando sembrava che la permanenza del Barba a Philadelphia fosse solo una formalità, è arrivata la decisione che ha scosso la franchigia e ha modificato lo scenario del mercato NBA. Harden ha deciso di esercitare l’opzione in suo favore da 35.6 milioni di dollari. Il giocatore ha avuto il benestare dei Sixers che stanno già lavorando alla sua cessione. Rispetto alla telenovela Ben Simmons, la situazione di Harden dovrebbe definirsi in breve tempo e già tre squadre lo hanno puntato. Secondo i principali insider la candidata principale corrisponde al nome dei Los Angeles Clippers. Una tentazione forte per il Barba che è nato a LA e potrebbe aver voglia di giocare per la sua città natale in un momento cruciale della sua carriera.

Nonostante avesse ritrovato, in parte, una condizione accettabile, Harden non ha visto nella franchigia di Philadelphia il progetto giusto per provare a vincere un titolo, quello che ancora non ha mai raggiunto e che insegue da troppo tempo. Harden potrebbe raggiungere Kawhi Leonard e Paul George per provare ad arrivare all’anello. Si tratterebbe di un all-in totale da parte dei Clippers che hanno le ultime cartucce per arrivare alla meta e con il Barba si giocherebbero l’ultima chance prima della vera e propria rifondazione. All’orizzonte si intravede una nuova nascita di ‘Big Three’ con Harden, P.George e Leonard. In precedenza l’MVP 2018 aveva provato a creare il trio delle meraviglie con Durant e Irving a Brooklyn ma l’esperimento si è rivelato del tutto fallimentare. Ai Sixers ha trovato una discreta intesa con l’MVP dell’ultima stagione, Joel Embiid, ma non sufficiente per arrivare in fondo. Chissà che nella sua Los Angeles non possa essere la volta buona.

James Harden Huston Rockets
James Harden Huston Rockets (Getty Images)

La carriera di Harden è ad un bivio: dal prime a Huston al declino

Anche i Phoenix Suns stanno pensando a James Harden ma prima devono trovare una franchigia a cui cedere Deandre Ayton. Dall’America considerano anche i New York Knicks tra le pretendenti, con l’inserimento di R.J Barrett nella trade. Non è ancora chiara quale sarà la prossima destinazione del Barba ma è evidente che la sua carriera si trovi ad un bivio. A 33 anni potrebbe avere ancora poche frecce da estrarre dal proprio arco e sarà fondamentale fare la scelta giusta per provare a indossare quell’anello che rincorre dai tempi di Oklahoma. Sembra passata una vita da quando i Thunder (subentrati ai Seattle SuperSonics) lo selezionarono come terza scelta al Draft 2009. Insieme a Durant e Westbrook arriva a disputare le Finals nel 2012, uscendo sconfitto contro i Miami Heat di LeBron James, Dwyane Wade e Chris Bosh. Nella stagione successiva si trasferisce a Huston, diventando il front-man dei Rockets.

Mike D’Antoni nel 2016 rivoluziona il suo ruolo, rendendolo un playmaker straordinario. Harden diventa immarcabile in isolamento e le sue percentuali da 3 punti si alzano vertiginosamente. Uno spartiacque decisivo che nel 2018 lo porta a vincere il premio di MVP della Regular season e a sfiorare le Finals NBA, grazie alla partnership di Chris Paul. Dopo 9 stagioni in Texas, a gennaio 2021 accoglie la sfida dei Nets dove ritrova l’ex compagno Durant. In una squadra dove vige l’anarchia e il caos, Harden non riesce a riprendersi quel ruolo di leader che lo aveva reso grande a Huston. Le cose non migliorano a Philadelphia e ad oggi l’ex MVP è chiamato all’ultimo sprint della carriera, per provare a rimanere nella storia. D’altronde parliamo di un giocatore in grado di segnare 61 punti in una partita e di essere il 1° per triple doppie da 50 punti siglate in Regular season (4). Il Barba può ancora scrivere delle pagine significativa nella Lega.

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