Gli Stati Uniti spezzano il sogno dell’Italia: termina il mondiale azzurro

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Il sogno mondiale dell’Italia si infrange contro gli Stati Uniti. La nazionale di Pozzecco fa vibrare i cuori di un’intera nazione ma alla fine lo sforzo non basta per superare la corazzata guidata da Steve Kerr. Come spesso si dice, però, non conta l’arrivo ma il percorso e quello degli azzurri è stato travolgente.

Italbasket Mondiale 2023
Italia Mondiale basket 2023 (Credit: Ansa)

Stati Uniti-Italia 100-63, il mondiale azzurro termina ai quarti

Si è interrotto ai quarti di finale il Mondiale di basket dell’Italia. Travolti 100-63 dagli Stati Uniti, i ragazzi di Gianmarco Pozzecco chiudono la competizione con le ossa rotte ma con zero rimpianti. Era utopico pensare di superare Team USA, una squadra composta da un quintetto NBA e guidata da un allenatore capace di vincere 9 anelli in carriera (5 da giocatore, 4 da allenatore). A Manila non c’è quasi mai stata partita; gli Stati Uniti, trascinati da un Mikal Bridges da 24 punti, hanno controllato la gara dal primo all’ultimo minuto, tirando con 17/36 da tre punti. A differenza dell’Italia che ha tirato con il 18% dall’arco (7/38). Non sono bastati i 18 punti di Simone Fontecchio, autentico trascinatore degli azzurri in questo mondiale; un giocatore con uno status decisamente diverso dagli altri che ha potuto contare su un supporting cast di grande livello.

Non da meno Stefano Tonut che ha dato il suo contributo con 11 punti a referto. Così come Marco Spissu, uomo chiave nelle rotazioni. Piccola soddisfazione personale anche per Mouhamet Diouf che ha segnato un paio di canestri, mettendo il suo nome a referto. Nonostante la prestazione poco brillante dell’osservato speciale, Paolo Banchero, gli Stati Uniti sono stati decisamente superiori anche a rimbalzo, grazie anche alla presenza di Jaren Jackson Jr, miglior difensore dell’ultima regular season NBA. Lo spirito degli azzurri, però è stato quello che ha contraddistinto il percorso di questo mondiale asiatico. Un gruppo granitico e profondamente unito. L’Italia sarà ancora in campo per il 5°-8° posto, per tenere alto l’orgoglio e coronare al meglio un percorso che in ogni caso rimarrà nella storia del basket italiano e che getta le basi per la costruzione di un progetto vincente.

Fontecchio, Italia VS Stati Uniti
Fontecchio, Italia-Stati Uniti, Mondiale (foto Fiba)

Il trionfo con la Serbia e la leadership di Fontecchio: la magia dell’Italia di Pozzecco

Un percorso iniziato con la vittoria per 81-67 contro l’Angola e con la successiva sconfitta contro la Repubblica Dominicana. La squadra di Pozzecco ha poi dato la sterzata decisiva nella terza gara, superando le Filippine di Jordan Clarkson. Poi il trionfo sorprendente per 78-76 contro la Serbia di Bogdan Bogdanovic. Una rimonta spettacolare targata Simone Fontecchio. Il cestista degli Utah Jazz ha trascinato gli azzurri con 30 punti e 7 rimbalzi, valsi l’MVP della partita. La stella azzurra ha avuto un supporting cast di alto livello: da Gigi Datome a Stefano Tonut e Nicolò Melli. Sarebbe certamente servito il talento Paolo Banchero che, però, dopo aver illuso tutti i tifosi azzurri, ha scelto la nazionale americana. Un dietrofront che, però non ha inciso nella prestazione dell’Italia. Lo spirito di gruppo ha fatto la differenza, come ha sottolineato al termine di ogni match il nostro commissario tecnico.

Le lacrime di Melli durante la conferenza post-partita e il successivo abbraccio di Pozzecco sono la fotografia del cammino dell’Italia. “I ragazzi sono straordinari, mi hanno emozionato. Con poco credito siamo arrivate tra le prime 8 al mondo, un risultato storico”. Il rammarico di aver incontrato USA così presto nel tabellone rimane, la consapevolezza di aver affrontato la squadra più devastante al mondo, però, offre la possibilità di accettare con serenità il verdetto. La presenza di un veterano come Gallinari avrebbe dato un plus in più agli azzurri ma non avrebbe certamente cambiato il destino della gara. La nazionale ha aperto la strada a un futuro roseo per la pallacanestro italiana che dovrà certamente trovare nuovi talenti per prepararsi alle prossime competizioni. Mouhamet Diouf può essere uno di questi, così come Matteo Spagnolo. Naturalmente non potrà mancare la guida del ‘Poz’, la vera anima di un gruppo che ha fatto sognare un’intera nazione.

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