Mike Tyson, la storia di un uomo tormentato e di uno sportivo leggendario

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Mike Tyson è uno dei personaggi più controversi nella storia dello sport. Un bambino timido cresciuto nei quartieri malfamati di Brooklyn e che grazie allo sport è riuscito ad uscire da un destino che sembrava scritto. Da “Little Fairy Boy” a “The Baddest Man on the Planet”. Il 28 novembre tornerà sul ring a 54 anni per affrontare Roy Jones Jr.

Mike Tyson durante un match di boxe
Mike Tyson durante un match

L’infanzia

Un bambino timido, insicuro e sovrappeso. Questo è l’aspetto fisico e caratteriale di Mike Tyson in età infantile. Deriso da tutti per il suo aspetto e per la sua voce quasi in falsetto che gli valse il soprannome di “Little Fairy Boy”, letteralmente la piccola fatina. Riuscite ad immaginare come uno degli uomini più spaventosi del pianeta potesse avere questo soprannome? La “fatina” cresce a Brownsville, quartiere a sud est di Brooklyn dove spacciatori, prostitute, gang e alcool ne fanno da padrona. Nel 2003 in questo quartiere è stato inaugurato un ospedale d’emergenza per curare i 600 feriti d’arma da fuoco che si presentavano ogni anno. Giusto per far capire l’aria che tira da quelle parti. Mike è un ragazzo insicuro e sensibile che soffre di fronte al decadimento in cui vive, non avendo nemmeno in casa un rifugio dove evadere dalla realtà crudele che lo circonda.

Il padre ha abbandonato la famiglia quando aveva solo 2 anni e la madre Lora, alcolista, non è in grado di tenere le redini della casa, lasciandolo solo all’età di 16 anni a causa di un tumore. Non potendo contare sul calore della famiglia, il piccolo Mike coltiva una particolare passione. Ogni volta che qualcuno lo sbeffeggia, si rifugia sul tetto di una casa dove alleva dei piccioni. Questa è la prima grande passione di uno dei pugili più famosi di sempre. Un pomeriggio però un ragazzo più grande di lui, prende pesantemente di mira lui e i suoi amici piumati, uccidendone uno davanti ai suoi occhi. Quello è stato il primo momento in cui il mondo è venuto a conoscenza della rabbia e della forza che quel ragazzino poco curato, “Dirty Mike”, aveva dentro di sé. Da quel giorno in poi la sua vita prende una strada completamente diversa. Da fatina a “Iron Mike”. Entra in una gang, “The Jolly Stompers”, gli allegri picchiatori, collezionando circa 38 arresti prima dei 13 anni.

Mike insieme ai suoi inseparabili amici
Mike insieme ai suoi inseparabili amici

La Boxe

Durante uno dei soggiorni al riformatorio, incontra Bobby Steward, ex pugile e allenatore. Ed è proprio lì che Mike si fa notare. Nonostante la giovanissima età aveva una forza disumana e una cattiveria che se incanalata nel mondo giusto avrebbe potuto essere un’arma in più per un pugile. Lo segnala a Cus D’Amato, già manager di pugili affermati, il quale rimane colpito dal ragazzo. Fa il suo esordio nella boxe professionistica il 6 Marzo 1985, annientando il suo avversario con un K.O. dopo 107 secondi. L’anno successivo, più precisamente il 21 novembre 1986, a vent’anni diventa il più giovane a conquistare un titolo dei pesi massimi, battendo Trevor Berbick. Vincerà i suoi primi 19 incontri per K.O. 12 dei quali alla prima ripresa.

Ha difeso le sue cinture in nove occasioni, fino alla sconfitta contro Buster Douglas, definita una delle più grandi sorprese nella storia dello sport. Nel 1992 viene accusato di stupro e costretto a scontare 3 anni di reclusione. Una mazzata per Mike e per i suoi sostenitori. Una condanna arrivata proprio nel momento d’oro della sua carriera. Torna sul ring nel 1996 riconquistando ciò che aveva perso anni prima. Vince i titoli WBC e WBA mandando al tappeto rispettivamente Franck Bruno e Bruce Seldon senza particolari difficoltà.

Tyson contro Trevor Berbick

Mike Tyson Vs Evander Holyfield

Per chi non è appassionato di boxe, il nome di Mike Tyson porta dritto all’episodio del 28 giugno 1997, ma facciamo un passo indietro. Nel novembre del 1996 è chiamato a difendere nuovamente il titolo di campione dei pesi massimi. Di fronte a lui Evander Holyfield, un pugile molto forte e anche molto difficile da affrontare. Il match si conferma duro, Mike si lamenta spesso con l’arbitro dell’atteggiamento a suo dire scorretto dell’avversario, che era solito abbassare pericolosamente la testa colpendolo al volto ripetutamente. L’arbitro non è però della stessa opinione e così l’incontro andò avanti fino all’undicesima ripresa, quando Mike cadde al tappeto, consegnando il titolo di campione all’avversario.

Arriviamo dunque a quel 28 giugno 1997, giorno in cui è fissata la rivincita tra i due. Lo scontro è sempre molto duro e Holyfield non cambia la sua strategia, abbassando la testa e rompendo il sopracciglio destro a Mike che al terzo round torna il ragazzo di strada reagendo come se facesse parte ancora dei “Jolly Stompers”. Una reazione rabbiosa e istintiva. Morde l’orecchio dell’avversario strappandogli parte della cartilagine. Inutile dire che perderà quel match per squalifica, sarà accusato di “violenza gratuita e ingiustificata”, gli verrà revocata la licenza di pugile oltre che costretto al risarcimento di 3 milioni di dollari all’avversario

Mike e Holyfield un attimo dopo il morso
Mike e Holyfield un attimo dopo il morso

Il ritiro e il ritorno in scena

L’ascesa di Mike nel mondo della boxe è stata rapida quanto la discesa. Successivamente alla sconfitta contro Holyfield, torna di nuovo in carcere per 5 mesi per un’aggressione a due automobilisti a seguito di un tamponamento. L’anno successivo torna sul ring per contendere nuovamente il titolo di campione dei pesi massimi contro Lennox Lewis. L’aria è fin da subito tesa, l’ormai trentaseienne Mike lo aggredisce durante la conferenza stampa scatenando una maxi rissa. Ormai sembra essere la fotocopia di sé stesso, resiste fino all’ottava ripresa per poi arrendersi. Nel 2005 annuncia il ritiro, ma proprio negli ultimi mesi ha fatto marcia indietro.

Ad ormai 54 anni, Mike Tyson sembra essere pronto a tornare sul ring per affrontare Roy Jones Jr allo Staples Center di Los Angeles il prossimo 28 novembre. Iron Mike non smetterà mai di stupirci, come quando decise di buttarsi nell’industria cinematografica o quando annunciò di aver aperto un intero ranch adibito alla coltivazione di marijuana o della sua dipendenza dalla cocaina durata per molti anni anche a ridosso degli incontri. Tyson è un personaggio controverso, per molti un esempio molto lontano dai modelli di sport sano ed educativo, ma come biasimare un uomo che dentro di sé porterà sempre le cicatrici di un’infanzia passata in strada, senza una famiglia e senza una persona con cui sfogarsi. Questa è la storia di Mike Tyson, uno di quegli sportivi che nel bene e nel male ha fatto sempre discutere e parlare di sé.

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