Sofia Goggia: le vittorie nascono da dentro

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Sofia Goggia, nonostante le cadute per infortunio è sempre riuscita a rialzarsi, più forte di prima. Dove trova questa forza? Proviamo a scoprirlo.

sofia goggia discesa libera

Una crescita soprattutto interiore

Sofia Goggia mi è entrata nel cuore per un post del gennaio 2021, dopo la caduta di Garmish che le costò i mondiali di Cortina. L’infortunio le aveva causato la rottura del piatto tibiale laterale del ginocchio e in quel post scriveva: “Le cose vanno come devono andare per destino, coincidenze e scelte; voglio pensare che nulla accada mai per caso e che tutto contribuisca al compimento del disegno di ognuno di noi: è sempre stato così, e lo sarà̀ ancora”. Queste parole mi hanno talmente colpito che le ho lette in classe ai miei alunni, perché credo portino con sé un messaggio fantastico, pieno di vita.

Mi insegnano che la prima cosa da fare è accettare l’ostacolo, l’imprevisto o quello che ci troviamo davanti. La seconda, che sta a noi decidere come affrontarlo: se con ottimismo o con rassegnazione. Due vie opposte che portano a mondi completamente diversi. Mi chiedo come Sofia sia riuscita, dopo quell’infortunio, ad avere la lucidità di vedere la luce e non il buio, il lato positivo e non quello negativo. Come sia riuscita a rialzarsi, a riprendere gli allenamenti come se nulla fosse. In quel momento ho capito che si tratta di una grande atleta, che oltre ad essere forte sugli sci ha una forza, ancor maggiore dentro di sé.

sofia goggia

Dentro di sè può trovare la chiave giusta

I risultati recenti lo dimostrano. Dopo il tris di vittorie in tre giorni consecutivi di inizio dicembre nelle varie interviste ha dichiarato di aver trovato la serenità. Nel post su Instagram dopo la terza vittoria ha scritto: “In passato mi era capitato di far doppietta consecutiva in Libera senza però mai confermarmi in Super-G. Dentro di me sentivo che il passo da fare per la mia crescita era proprio lì; saper cambiare registro, interrompere il modulo, adattarmi da una disciplina all’altra con più prontezza. Credere e sentire dentro di me, convincendo anche quella parte più recondita del cuore, che a volte teme di non esserne in grado, di poterlo fare, davvero”. In riferimento a queste righe nell’intervista a Repubblica del 5 dicembre ha precisato: “Gli atleti di élite a un certo punto della loro carriera possono migliorare su un solo aspetto: la crescita interiore.

Quando sei al top, sei in forma, hai ottimi materiali puoi solo lavorare sulla tua personale evoluzione. La mia chiave di volta è stata questa”. Una continua crescita verso la perfezione, smussando quegli angoli che possono rallentare l’ascesa. Superare ogni blocco, fisico e soprattutto mentale. Per un atleta professionista un infortunio è uno stop pesante difficile da mandare giù, soprattutto se arriva poco prima di un evento importante e in uno stato di forma ottimale. Allo stesso tempo però, consente di fermarti, recuperare e ripensare a quanto fatto, riposizionare i tasselli e ripresentarti, come nel caso di Sofia, più forte di prima. Non tutto, come si dice spesso, viene per nuocere. Infatti, dopo neanche un anno da quell’infortunio sta attraversando un momento di forma strepitoso e tra gennaio e febbraio, tra Coppa del Mondo e Olimpiadi è pronta a lasciare il segno. Come farà? Credendo nella sua forza interiore.

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