Mirco Casassa, la locura di un portiere di futsal

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Come ogni mercoledì, Futsal Arena porta gli ospiti e i contenuti più interessanti della settimana di futsal. Questa volta abbiamo parlato con Mirco Casassa, portiere del Ciampino Aniene, rivelazione di questo inizio di stagione di Serie A

Il Ciampino Aniene di MIrco Casassa festeggia la vittoria contro il Manfredonia
Il Ciampino Aniene di Mirco Casassa festeggia la vittoria contro il Manfredonia

La formazione nel calcio a 11 portata nel futsal

Ho cominciato nel calcio a 11. Ho scelto subito di essere portiere perché è un ruolo che ti permette di essere più distaccato dagli altri – inizia così la nostra chiacchierata – Per essere portieri di calcio a 5 bisogna essere matti, perché avendo gli avversari più vicino e il campo più ristretto, si ricevono spesso pallonate. Non devi assolutamente avere paura della palla. Come dargli torto, basta assistere ad una partita di Serie A per rendersi conto di quanto i portieri si avvicinino letteralmente a un eroe, che come super potere ha quello dei riflessi. “Già nel calcio a 11 ero più bravo sui riflessi e sulle parate da vicino rispetto ad altri fondamentali – ammette Casassa – Devi essere portato per fare il portiere di futsal ma per rimanere ai massimi livelli devi allenarti tanto”.

Una delle più grandi particolarità di quest’annata del calcio a 5, è sicuramente la poca produzione offensiva degli attaccanti e proprio con Mirco Casassa abbiamo cercato di capire se fosse solo demerito della fase offensiva delle squadre o le loro manone fossero parte del ‘problema’. “Se una partita finisce con pochi gol in un campo così piccolo dove sicuramente ci saranno molti tiri, credo che buona parte del merito sia del portiere. Inoltre credo che il livello si sia alzato, di conseguenza si commettono meno errori. Non ci sono più le goleade”.

La presentazione di Mister Ibanes
La presentazione di Mister Ibanes

Mister Ibanes e il periodo di forma del Ciampino

Quest’anno a Ciampino è arrivato in panchina una figura importantissima per il futsal mondiale, Daniel Ibanes. Il Mister vanta tra i tanti titoli nel palmarès: 3 Champions League, 1 Mondiale, 4 Europei. Porterà sicuramente la sua esperienza e la sua caratura mondiale a Ciampino. “Lui trasmette molta tranquilltà – ci confida Casassa – E’ stato tra i migliori calciatori del mondo e sà come è stare nei nostri panni. Sà perfettamente cosa ci può passare per la testa e di conseguenza sa come comportarsi. Ci dice spesso di cercare il più possibile di rimanere in partita perché nel futsal 1 secondo può fare la differenza”. Come successo nel derby contro il Lido di Ostia, quando il Ciampino è riuscito ad acciuffare la vittoria proprio negli istanti finali. “Secondo me la vittoria con il Sandro Abate è frutto della vittoria nel derby. Siamo andati ad Avellino fiduciosi. Con il Lido dovevamo vincere per forza entrambi. Noi venivamo da 1 punto nelle ultime tre gare, loro erano in fondo alla classifica. Siamo stati fortunati ma anche bravi”.

Ciampino che sta stupendo tutti per l’ottimo campionato fin qui svolto. In pochi si aspettavano di vedere Casassa e compagni in zona playoff a questo punto della stagione. Forse i primi a essere stupiti dai risultati ottenuti sono proprio i ragazzi di Ibanes: “pensavamo di fare bene ma non così tanto. Non ci aspettavamo di essere con in alto in classifica ma dobbiamo continuare così perché ci sono molte squadre in pochi punti. Basta perderne una che non sei più in zona playoff. L’obiettivo è quello di mantenere la categoria, ma sarebbe molto bello partecipare alla Coppa Italia o ai playoff”.

Wilde, compagno di squadra di Mirco Casassa, in azione contro il Catania
Wilde, compagno di squadra di Mirco Casassa, in azione contro il Catania

Professionisti e professionismo

Come ci ha raccontato Mirco, il livello del campionato si è senza dubbio alzato grazie a ragazzi che hanno fatto il salto di qualità e che ora rappresentano le loro nazionali e grazie anche e soprattutto a quei fenomeni che nonostante siano avanti con l’età fanno ancora la differenza. “Mi ritengo fortunato perché ovunque sono andato, lottavo per il titolo e di giocatori forti ne ho visti tanti. Dal nulla mi ritrovavo con atleti campioni del Mondo o d’Europa come Wilde. A 40 anni riesce ancora a fare la differenza e a competere con ragazzi di 15/20 anni più giovani. Cerco di prendere esempio da atleti come lui o Stefano Mammarella”. Il portiere del Pescara futsal è un pilastro di questo sport, non solo a livello italiano ma anche in ambito mondiale e Mirco ci ha confessato come fosse da sempre il suo idolo. “Mammarella l’ho sempre visto come il migliore. Mi ha insegnato l’umiltà. Il difficile non è arrivare ma rimanere a certi livelli e lui ha vinto per 3 volte il premio di miglior portiere del mondo e a 37 anni è ancora lì”.

Uno dei temi più caldi nell’ambiente futsal è quello del professionismo. Cercare di elevare questo sport da dilettantistico a professionistico non sembra essere un passo semplice da fare. “Sulla carta non siamo professionisti. Nello spogliatoio abbiamo compagni che lo sono stati – ad esempio lo stesso Wilde – Qui lo viviamo come un lavoro, ci alleniamo una o due volte al giorno”. E sulle rinunce fatte da un claciatore ammette:” Ci sono tanti sacrifici. Ti dicono che sei un privilegiato ma c’è anche del merito. Ci sono tanti sacrifici da fare prima di arrivare. E’ capitato di allenarmi a Natale o a Capodanno ma lo accetti, per passione e amore di questo sport”.

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