Aspettando l’Elfstedentocht, la gara di pattinaggio che non si riesce a correre

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L’origine è antica e la tradizione forte: l’Elfstedentocht è la gara di pattinaggio tra canali e fiumi ghiacciati che tocca ben 11 città nei Paesi Bassi. Ma dal 1997 non si corre più. Il motivo? Le condizioni meteorologiche. Così la gara è diventata il Godot di Beckett, è attesa ma non arriva.

Elfstedentocht: giro delle 11 città

199 chilometri e 11 città, sono alcuni dei numeri che caratterizzano l’Elfstedentocht, la leggendaria gara di pattinaggio sul ghiaccio della Frisia, provincia a nord dei Paesi Bassi. Il significato della parola spiega di che si tratta: giro (tocht) delle 11 (elf) città (steden). Localmente è una leggenda, ma ultimamente anche un miraggio. E’ dal 1997 che non si corre più, causa condizioni meteo. Infatti conditio sine qua non della gara è il ghiaccio. Negli ultimi anni per il riscaldamento globale e nel 2021 per la pandemia (sembrava un anno meteorologicamente propizio) gli uomini di coraggio che vorrebbero gareggiare non hanno potuto farlo. Senza le rigide temperature sui vari canali, fiumi, laghi non si forma più il ghiaccio, che tra l’altro deve essere di almeno 15 cm. L’attesa aumenta il desiderio, ma questa è davvero lunga e rischia di diventarlo ancora di più.

Già nei suoi primi 50 anni, l’Elfstedentocht era stato un evento piuttosto raro, organizzato solo in 11 occasioni. Ma il vero problema è arrivato negli ultimi 50 anni, durante i quali le edizioni sono state solo tre: due negli anni Ottanta e poi una, l’ultima, nel 1997. Esiste ufficialmente dal 1909, quindi da 15 anni prima delle prime Olimpiadi invernali, ma le vere origini risalgono a un paio di secoli prima. Le prime prove accertate di qualcuno che si mise a pattinare sui canali ghiacciati tra le diverse città olandesi risalgono al 17esimo secolo. Secondo le ricostruzioni dello storico e meteorologo Jan Buisman, il primo evento simile organizzato nella Frisia il cui percorso toccasse 11 città – quindi il primo Elfstedentocht – fu nel freddissimo inverno del 1740. Secondo Buisman, la prova principale sta in una poesia che ne parlò nel 1749 e in alcune analisi su quali anni, tra quelli precedenti a quella data, fossero stati i più freddi.

Passato e presente della corsa

Dalla data di inizio ufficiale, il 1909, fu organizzato di nuovo nel 1912, poi nel 1917 e poi altre sei volte da lì fino alla fine degli anni Quaranta, durante i quali ci furono addirittura tre edizioni consecutive tra il 1940 e il 1942. Alla prima edizione furono 22 i partecipanti, poi ci si muoveva su una decina. Nel 1940, pochi mesi prima dell’occupazione nazista dei Paesi Bassi, i pattinatori al via furono circa tremila. Negli anni 50 ci furono due edizioni, nel ’54 e nel ’56. Ma è quella del 1963 ad essere ricordata come una delle corse più ostiche per via del gelido vento. Partirono in 10mila, solo 127 raggiunsero il traguardo finale. Quella gara è nota come “l’inferno del ’63”, e un po’ di anni fa nei Paesi Bassi fecero pure un film drammatico per raccontarne gli eventi. Dopo quel pessimo ricordo e forse per relegare nell’oblio quell’inferno del ’63, si dovranno attendere oltre 20 anni per l’edizione successiva.

Nel 1985 con oltre 15mila partecipanti, pattini e indumenti migliorati, e la febbre da Elfstedentocht altissima, si corse la tredicesima edizione di questa folle corsa. In un paese in cui il pattinaggio su ghiaccio è una grandissima passione, oltre che uno sport nazionale, l’Elfstedentocht è quindi un grande rito collettivo e un attesissimo evento sportivo. Si corse anche nel 1986 e a vincere fu lo stesso dell’anno precedente: Evert van Benthem. L’edizione del 1997 fu possibile grazie ad un’eccezionale bassa pressione che portò verso i Paesi Bassi aria particolarmente fredda in arrivo dalla Russia. Da quell’ anno Wiebe Wieling, presidente dell’associazione responsabile della gara, deve far partire la macchina organizzativa senza portare a compimento l’evento tanto atteso. L’istituto meteorologico dei Paesi Bassi calcola che oggi c’è l’8% di probabilità di avere un Elfstedentocht, contro il 20% di un secolo fa. Ciò deluderà gli abitanti della Frisia che vorrebbero rivivere questa tradizione sportiva, ma accende un faro su un drammatico cambiamento climatico che riguarda l’intero pianeta.

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