Luminosa Bogliolo: “Gli ostacoli non mi fanno paura e per Parigi 2024 sogno la finale”

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Ha conquistato infatti il primato italiano femminile con il tempo di 12.75. Collezionatrice di ori, per Parigi 2024 sogna la finale olimpica, mancata per pochissimo a Tokyo. Ha ereditato la sua natura sportiva dai genitori: dopo aver iniziato con lo sci alpino ha provato ginnastica artistica, karate, per poi dedicarsi all’età di 20 anni totalmente e definitivamente all’atletica, di cui ha fatto la storia. Prossimo obiettivo: i Giochi del Mediterraneo. E’ Luminosa Bogliolo, nata ad Alassio ma amante della carbonara

Luminosa di nome e di fatto

Luminosa Bogliolo ha appena inaugurato la nuova stagione a Savona, una stagione ricca e molto lunga che si porta degli spostamenti pregressi dovuti alla pandemia. “Ci saranno i Mondiali, gli Europei e i Giochi del Mediterraneo. E’ lunga e la prima gara è sempre una grande incognita. Serve a capire a che punto si è. Comunque l’inizio è stato buono ma spero di migliorare“. Inizia così la chiacchierata con Luminosa Bogliolo, ostacolista da record che oltre ad aver collezionato prevalentemente ori nella sua, ancora breve, carriera, ha già stabilito il record italiano a Tokyo. 12”75 per fare i 100m ed entrare nella storia dell’atletica italiana. Atletica che a Tokyo la scorsa estate ha trionfato e coinvolto tutti gli italiani.

L’atletica è già di per sé la regina delle Olimpiadi. Si dice che il mondo si ferma per quei pochi secondi. Dai giochi di Tokyo in poi, i campi e le piste da atletica si sono riempite di bambini e adolescenti che vogliono praticare questo sport. Questo fermento aiuta anche noi atleti.” racconta Luminosa. Di nome e di fatto. Sorridente, determinata, sicura. Luminosa Bogliolo è l’incarnazione della positività e dell’amore per lo sport, che si pone un solo obiettivo: migliorare sempre. “Dopo ogni obiettivo raggiunto ce n’è già subito un altro. E’ un istinto naturale per un atleta. Infatti sono felice che dopo il record in Giappone non avevo altre gare. Me lo sono potuto godere appieno. Le prime persone che ho chiamato sono state i miei genitori che erano insieme ai miei allenatori.” confida l’atleta.

Luminosa Bogliolo e le caratteristiche di un’ ostacolista

Classe ’95 ne ha di motivi per essere sorridente. E ne dà agli altri per definirla anche determinata e sicura. “La gara di Tokyo è stata lineare e pulita, posso apportare miglioramenti tecnici ma non credo di aver fatto errori. Non ho ottenuto la finale ma sul record ci lavoravo da un anno e l’ho ottenuto. Per le prossime l’obiettivo è la finale olimpica.” ammette. Si definisce lei stessa con un altro aggettivo oltre a quelli già utilizzati. Emotiva. “Tranne che prima di una gara, se l’allenamento è stato fatto bene sono molto concentrata sulla gara“. Concentrata sugli ostacoli quindi, gli stessi che poi si possono incontrare nella vita. Ma non che li viva diversamente da come li supera in pista.

Cerco di superare i problemi in modo rapido, rimanendo attiva e dinamica. Esattamente come nello sport.” Forse è questo il segreto che le ha fatto superare un momento in cui i risultati non arrivavano come voleva, poco prima dei Giochi di Tokyo. “L’ho superato senza paturnie continuando ad allenarmi e grazie all’aiuto dei miei allenatori.” Un allenamento che è prevalentemente in pista più che in palestra, eccezion fatta per il pilates, come forma di prevenzione per gli infortuni. Parlando di allenamento Luminosa chiarisce quali sono, secondo lei, le caratteristiche di un’ostacolista. Perché se è vero che esiste l’impegno e il sacrificio che portano ai risultati, è altrettanto vero che una predisposizione c’è. “Per superare gli ostacoli servono velocità, elasticità, coordinazione” spiega la Bogliolo. Dopo averla conosciuta diremmo anche il sorriso.

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