Volley: querelle tra Ngapeth e Travica, quasi un anno dopo il caso non è chiuso

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Era il 13 aprile del 2022, gara uno delle semifinali dei play off scudetto tra Modena e Perugia. Il match finiva con vittoria dei canarini per 3 a 1. Peccato che ci fu una partita dentro una partita, con una querelle tra Leal, Travica e Ngapeth che sui social mise altra benzina sul fuoco.

Dragan Travica
Dragan Travica, ex palleggiatore di Perugia in una delle sfide contro Modena. Ph. Credit: IG Travica

Ngapeth – Travica: cosa accadde ai playoff scudetto

“Traditore, piccolo uomo e razzista“: così Earvin Ngapeth, sulla sua pagina Instagram etichettava l’avversario e rivale di Perugia Dragan Travica dopo la semifianle dei play off scudetto tra Modena e Perugia. Per tutto il match c’erano state tensioni e liti a rete, sfociate in un calcio di Leal ai danni dell’ormai ex alzatore di Perugia. In origine il contenzioso vedeva protagonista l’attuale giocatore di Piacenza e Travica. A Leal, che si giustificò spiegando di aver ricevuti insulti razzisti vennero inflitte quattro giornate di squalifica, poi ridotte a due. Lo schiacciatore Ngapeth in solidarietà al compagno scrisse dei post con parole poco gentili e accuse di razzismo nei confronti del regista avversario. Un danno di immagine non da poco per Travica che replicò con un post spiegando di volere giustizia.

Oltre al calcio, ho subito una gogna mediatica violentissima, condita da centinaia di insulti e minacce di morte. Con la potenza dei social di oggi, e soprattutto di chi non li sa usare, o li usa senza usare il cervello, questa fake news è arrivata in tanti paesi del mondo. Al giorno d’oggi vanno di moda le fake news tanto quanto va di moda strumentalizzare il razzismo.

Tutto ciò, oltre ad avermi condizionato per giorni e avermi profondamente rovinato l’immagine, ha toccato la mia famiglia. Questo è stato il momento più pesante. Ma è stato il momento in cui ho preso la decisione di voler andare fino in fondo. Infine, quella standing ovation dei tifosi gialloblù al PalaPanini in gara 4 a Leal, durante la presentazione dello starting six, è stata l’ennesima dimostrazione di quanto molte persone, non tutte, non abbiano forse capito il volume della gravità di questi atteggiamenti che niente hanno a che fare con lo sport.

Il tifo spesso indossa un paraocchi, ma dietro ogni tifoso c’è una persona, come me, come te, come tutti. E tutti noi abbiamo una responsabilità nel seguire la verità, a qualunque costo.

Inizierà un percorso che ha come scopo la giustizia, la questione si discuterà nelle sedi opportune. Quando si sbaglia, e nemmeno si chiede scusa, si deve pagare. Non posso e non voglio lasciar perdere.

Nella vita c’è sempre una morale, sorretta dai veri valori, colorata di gesti e parole, firmata con la verità. Come in questa mia lettera. Io questi valori voglio farli rispettare per migliorare, anche se solo di una briciola, questo mondo che pian piano stiamo perdendo.

Mi sentivo di voler scrivere pubblicamente, a modo mio, di getto…a voi appassionati di pallavolo, tifosi, giovani e adulti, a chi mi vuole bene e chi no. Per amore della pallavolo ma soprattutto per amore della verità. Sempre e comunque.

Ieri ha vinto Perugia. Vincerà anche la Giustizia”.

Ervin Ngapeth
Lo schiacciatore francese Earvin Ngapeth è stato squalificato per sette giorni. Ph. Credit: IG Ngapeth

La squalifica di Ngapeth

Travica ha così agito sporgendo denuncia per diffamazione e proseguendo sia attraverso la giustizia ordinaria che attraverso quella federale. A distanza di quasi un anno è arrivata la decisione con lo schiacciatore francese squalificato per 7 giorni. Nel mentre, dalla procura federale, sono state archiviate le accuse a carico del registra che con un nuovo post ha espresso la sua amarezza e fatto il punto della situazione.

Aspettando l’esito della Procura Penale, parallelamente, lo stesso Procuratore Federale che a luglio aveva aperto l’indagine nei miei confronti ha chiesto 3 mesi di sospensione a N’Gapeth.
Dopo 7 mesi il Tribunale Sportivo Federale ha chiuso la sentenza con una squalifica di 7 giorni.

Quello che mi ha insegnato questa vicenda è che LA FALSA ACCUSA DI RAZZISMO È PEGGIO DEL RAZZISMO.

Ora aspetto che la Procura Penale faccia veramente giustizia”.

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