Olympic Esports Series: i punti poco chiari

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L’annuncio del CIO, il Comitato Olimpico Internazionale che supervisiona lo sport a livello globale, Giochi Olimpici inclusi, sulle nuove Olympic Esports Series che inizieranno a giugno 2023 a Singapore, ha destato non poche sorprese, soprattutto per gli addetti ai lavori del mondo gaming. Non tanto per l’avvicinarsi dello sport tradizionale agli esports quanto, soprattutto, per le nove discipline che ne faranno parte.

olympic esports series
Il calendario delle Olympic Esports Series

Tra videogioco e sport simulato

L’aspetto più importante dell’annuncio del CIO è che appare chiara quale sarà la direzione da percorrere nei prossimi anni, o almeno la volontà degli organi esecutivi dello sport globale: videogiochi sì ma solo se rappresentano la simulazione di uno sport già esistente. Più che di esports, infatti, bisognerebbe forse parlare di simulatori sportivi, come già accaduto d’altronde tre anni fa con la presentazione delle prime Olympic Virtual Series, in cui l’Italia può vantare persino una medaglia olimpica con la vittoria di Valerio Gallo nella categoria motorsport.

Il motorsport si presta molto apertamente alla simulazione con apparecchi ormai utilizzati anche dai piloti professionisti per allenarsi, oltre che dai simdriver professionisti. Oltre al motorsport rappresentato da Gran Turismo 7, tornano anche come discipline Virtual Regatta per la vela, Wsbc eBaseball Power Pros per il baseball e Zwift per il ciclismo, tutti che simulano uno sport esistente e gestito da una federazione che ha trovato un accordo con il publisher per essere rappresentato.

Il tweet con cui il CIO ha annunciato le nuove Olympic Esports Series

Le novità delle Olympic Esports Series

Fanno poi il loro ingresso Just Dance per la danza, il portale Chess.com per gli scacchi che non è un videogioco ma appunto una piattaforma online molto popolare, Tennis Clash per il Tennis, titolo mobile inserito anche nel trofeo delle Roland Garros eSeries, e infine Tic Tac Bow per il tiro con l’arco e World Taekwondo per il Taekwondo. Proprio questi ultimi due hanno fatto storcere il naso per diversi aspetti, partendo dal fatto che il primo ha solo da poco superato i 5.000 download a livello globale.

Tic Tac Bow è un titolo mobile in cui tra un grattacielo e un altro bisogna colpire un bersaglio: in questo caso senza alcun tipo di simulatore, in quanto è sufficiente avere un pollice opponibile e uno smartphone per giocare. World Taekwondo, presentato anche come Virtual Taekwondo, invece non è nemmeno un videogioco vero e proprio ma una sorta di ibrido tra sport e gaming: uno sport immersivo senza contatto in cui varie telecamere tracciano i movimenti dei due avversari e li riproducono su schermo, creando una competizione sia fisica che virtuale. Ma la discussione non si esaurisce qui.

World Virtual Taekwondo, l’ibrido sport-videogioco di Refract Technologies

I rapporti con il publisher

Secondo le indiscrezioni raccolte da James Fudge su The Esports Advocate, questi due titoli scelti dal CIO avrebbero una connessione diretta con la Global Esports Federation, un’organizzazione non governativa fondata a dicembre 2019, attualmente con sede a Singapore. Stessa sede del publisher dei videogiochi menzionati in precedenza, la Refract Technologies, il cui Ceo e co-fondatore Michael Chng, il direttore esecutivo Chong Geng Ng, e il co-founder Eugene Koh hanno un ruolo o una connessione proprio con la GEF, con la Singapore Esports Association o entrambe.

Qualora non fosse sufficiente, Fudge ha anche appreso che Chris Chan, l’attuale presidente della GEF, è anche il segretario generale del Singapore National Olympic Council, di fatto il CONI del micro-stato asiatico che in quanto tale ha potere decisionale sulla selezione dei videogiochi per le Olympic Esports Series. Inoltre a partire da luglio 2021 la Global Esports Federation, che ad oggi conta 127 federazioni esports associate, ha accolto la Refract Technologies come Global Partner per le varie attività dell’organizzazione. Tuttavia bisogna anche sottolineare come il CIO, per voce di Vincent Pereira, head of esports del Comitato Olimpico, abbia chiarito che la GEF non è stata inclusa nel processo di selezione delle nove discipline. I dubbi, però, rimangono.

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