Musk, Zuckerberg, MMA e cazzotti. Come ridicolizzare uno sport

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Dovrebbe essere lo scontro del nuovo millennio, Musk vs Zuckerberg a colpi di MMA. Alla fine, nessuno se le darà. In questo marasma di provocazioni, ring scenografici e fantozziane minacce, ad uscirne acciaccate sono solo le MMA, banalizzate e strumentalizzate dai capricci di due miliardari.

Musk Zuckerberg MMA
Musk vs Zuckerberg nelle MMA (fonte Vocket)

L’essenza di uno sport va ben oltre il banale “Io sono il più forte”

Le MMA sono discipline dai valori profondi, nobili e puri, sport dove sacrificio, passione e impegno sono elementi fondanti. Tutto questo può essere banalizzato, strumentalizzato e ridicolizzato da un qualcosa che di sportivo ha ben poco? Certo che sì. In passato è successo, dai regimi totalitari che utilizzavano lo sport per controllare il popolo, alla politica che se ne serviva per la propaganda. Nel 2023 questi episodi accadono ancora, con forme diverse e sotto altre sfumature, ma fanno sempre parte della nostra società. L’episodio della fantomatica sfida tra Musk e Zuckerberg a colpi di MMA, è un esempio. Uno scontro dalla connotazione epica che non dà lustro alle arte marziali miste, ma attira solo attenzioni su due degli individui più potenti al mondo. In una infinita diatriba tra metaverso e macchine elettriche, tra social network tirati a lucido e tweet per ricconi, i due multimiliardari si servono di questo sport come palcoscenico per crearsi nuovi seguaci e attirare una fetta di pubblico ancora maggiore.

Che stessero in lotta l’uno contro l’altro si sapeva. Musk è l’uomo più ricco al mondo e il patron di Facebook segue a ruota, essendo tra i primi 8 individui dal portafoglio infinito. Lo scontro, prima di spostarsi sull’ottagono, si è giocato a colpi di mosse economico-finanziarie. Il fondatore di Tesla ha monopolizzato Twitter e aperto alla conquista del sistema solare con un mastodontico potenziamento di SpaceX. Di riflesso Zuckerberg, oltre alla creazione di Meta e del metaverso, da qualche settimana ha introdotto il social Threads, una copia dell’uccellino azzurro. Da qui Musk ha lanciato la sfida con toni del tipo: “Se sei così bravo, perché non lo dimostri anche sul ring?”. Il papà di Facebook ha accettato. Ma perché proprio le MMA? È lo sport più in crescita degli ultimi anni, conta un costante aumento di fan e secondo i loro canoni è perfetto per sancire chi è il più forte. Durezza, violenza, colpi e botte. Le MMA, tuttavia, vanno ben oltre questo, sono uno sport dove il rispetto dell’avversario è fondante.

(fonte TheTelegraph)

MMA, Musk vs Zuckerberg. Chi è il migliore? “M’hai provocato? E io me te magno, forse…”

Una sfida che sa di scazzottata fuori dal cortile tra due bulletti poco educati. Facciamo fatica a trovare il lato sano dello sport in tutto questo. Che lo scontro del millennio (come è stato ribattezzato dai media d’oltreoceano) abbia portato pubblicità alle MMA, è indubbio. Uno sport, che da diversi anni punta ad entrare nelle Olimpiadi, ha sfruttato la situazione subito. Campioni e atleti professionisti hanno ricondiviso e rilanciato il ‘Musk vs Zuckerberg’, trovando il consenso degli appassionati, impazienti di vedere la scazzottata. D’altronde questa era la volontà che, molto probabilmente, volevano i due fin dall’inizio. Anche la scelta dell’eventuale location conferma lo scopo, ovvero far parlare di sé. Da Musk che approccia con “Sfidiamoci al Colosseo”, tentando di contattare anche il Ministero della cultura italiano, a Zuckerberg che rilancia proponendo come scenario Las Vegas. In questa assurda catena di eventi c’è tutto il capriccio di due multimiliardari che sentono il potere fare ciò che vogliono.

Chi dei due uscirà peggio dallo scontro? Nessuno, perché non se le daranno. Da questo circo ad uscirne acciaccate sono solo le MMA. Una disciplina così nobile e dai valori profondi, che a fatica è riuscita a scrollarsi di dosso la nomea di sport ultra-violento, è stata ridicolizzata e strumentalizzata da due omoni vogliosi solo di trovare un nuovo giocattolo da spaccare. Scontrarsi solo per sancire chi è il più forte, non vuol dire amare uno sport. Praticare uno sport significa impararne il valore, conoscere i propri limiti e rispettare l’altro. La vicenda Musk-Zuckerberg, invece, ha mostrato le MMA solo come un termine di paragone, un mero mezzo di confronto tra due che avevano finito i banchi di prova su cui sfidarsi, avendo già monopolizzato il mondo. Alle nuove generazioni non andrebbe insegnato a sconfiggere il migliore, ma a rispettarlo e comprendere come migliorarsi a vicenda.

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