Fabio Cannavaro: l’ultimo Pallone d’oro italiano, maestro della difesa

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Quando il duro lavoro e la dedizione superano il talento, si concretizza la ricetta del campione. Come quella che ha reso grande Fabio Cannavaro, il difensore capace di trascinare la Nazionale alla conquista del Mondiale 2006. Ancora oggi è l’ultimo italiano ad aver vinto il Pallone d’Oro e nell’immaginario del difensore ideale occupa una delle prime posizioni nella classifica dei migliori di ogni epoca.

Cannavaro alza la coppa del Mondo nel 2006
Italia campione del Mondo, Cannavaro alza la coppa (Credit: Getty Images)

La scivolata come marchio di fabbrica: l’essenza di Fabio Cannavaro

Fabio Cannavaro ha rappresentato il classico difensore vecchio stampo, con un plus a livello tecnico. Nonostante i suoi 176 centimetri, è riuscito a dominare contro i migliori attaccanti della sua epoca, diventando un modello per ogni ragazzo che voglia fare il difensore. Un mix di tecnica, velocità e forza fisica, alle quali si aggiunge una straordinaria lettura delle situazioni. Negli occhi di tutti gli italiani è ancora scolpita l’immagine in cui alza la coppa del Mondo nella notte di Berlino, dopo la finale vinta ai rigori con la Francia. Uno sguardo glaciale nell’attendere l’esito dei calci di rigore, immutabile ad ogni avvenimento di quei minuti. Sono passati 17 anni da quella notte ma la fotografia di Cannavaro con la Coppa tra le mani è ancora profondamente attuale. Un calciatore che ha fatto dell’aggressività e della mentalità le sue armi principali. Le scivolate hanno caratterizzato buona parte del suo gioco, estremamente eleganti e allo stesso tempo efficaci.

Straordinario nel tempo dello stacco, tanto da sovrastare attaccanti molto più alti di lui. Anticipi a tutta velocità che lasciavano gli avversari sul posto, frutto della sua grande esplosività che spesso gli permetteva di diventare anche un portiere aggiunto. Con le gambe si immolava per respingere i tiri, trasformando il proprio corpo in un muro di supporto al portiere o addirittura sostitutivo. Cannavaro è riuscito a colmare il divario fisico e di altezza, grazie a sorprendenti doti atletiche ma soprattutto grazie alla maturazione di una leadership unica nel suo genere. Fabio ha affrontato a petto in fuori giocatori del calibro di Ronaldo Il Fenomeno, Zidane, Vieri, Henry, Torres, senza mai tirarsi indietro o mostrare timore. Nonostante nella sua epoca abbia convissuto con difensori del calibro di Paolo Maldini, Alessandro Nesta, Javier Zanetti, ancora oggi è l’unico difensore puro ad aver vinto il Pallone d’Oro, a coronamento di una carriera troppo unica per non essere celebrata.

Cannavaro vs Ronaldo Italia-Brasile
Fabio Cannavaro VS Ronaldo (Credit: Getty Images)

Dai trionfi col Parma al Mondiale con l’Italia: l’ultimo Pallone d’Oro italiano

Un percorso che ha preso forma nel Parma, con cui ha vinto 2 Coppe Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa Uefa. Insieme a Buffon, Thuram, Veròn, Chiesa e Crespo ha reso grande il club emiliano tra il ’98 e il 2002. Le successive tappe all’Inter prima e alla Juventus poi hanno consolidato il suo status, in Italia e non solo. Seppur nel suo periodo in bianconero abbia vissuto Calciopoli, appena prima del Mondiale in Germania. Lo step definitivo è arrivato proprio nell’estate 2006 con la chiamata del Real Madrid. Con i blancos ha collezionato 2 campionati e una Supercoppa di Spagna, ma la macchia rimane la Champions League, unico trofeo mai vinto in carriera, seppur decisamente colmato con la vittoria del Mondiale. “Tutti riconducono il Pallone d’Oro solo al Mondiale, ma la verità è che ero reduce da una stagione stratosferica alla Juventus. In quei due anni giocai benissimo”.

In realtà, però, il suo primo vero trionfo risale al 1994, quando vinse l’Europeo U21 con l’Italia. Un trofeo replicato due anni più tardi, nel ’96, ancora una volta con l’U21 azzurra e che ha fatto da apri porta ai successivi traguardi personali e di squadra. Da allenatore deve ancora spiccare il volo e al momento vanta una sola esperienza in Italia, quella alla guida del Benevento in Serie B. Replicare in panchina quanto fatto sul rettangolo verde sarebbe un compito troppo complesso e forse utopico. Magari non ci andrà neanche vicino, ma è certo che stiamo parlando di uno dei difensori più fenomenali del calcio italiano. Ancor di più nel giorno del suo 50esimo compleanno è doveroso omaggiare Fabio Cannavaro, un calciatore che ha contributo a rendere il mestiere del difensore una vera e propria arte.

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