Raffaella Manieri, l’esempio di un calcio femminile d’avanguardia

Ultime notizie

Group Stage: disastro Europa

I Group Stage dei Worlds sono finalmente giunti al...

MMA’s Lunch, cosa è successo tra McGregor e Facchinetti

Nell'appuntamento del lunedì di MMA's Lunch, in onda sul canale...

l’Olimpus Roma e i settori giovanili raccontati da Francesco Semeraro

In questa puntata del mercoledì di Futsal Arena ci...

Red Bull Half Court: la prima finale mondiale è al playground di San Lorenzo

A rappresentare l’Italia nel Red Bull Half Court due...

Share

Per una sportiva come Raffaella Manieri non servirebbero presentazioni: 7 scudetti tra Italia e Germania, 6 Supercoppe italiane, 1 Coppa Italia arricchite da 65 presenze con le Azzurre. E’ stata tra le prime calciatrici del nostro Paese ad intraprendere un’esperienza all’estero spianando la strada ad altre colleghe che vorranno seguire lo stesso percorso.

La standing ovation riservata a Raffaella Manieri dopo la sua ultima partita con il Bayern
La standing ovation riservata a Raffaella Manieri dopo la sua ultima partita con il Bayern

Le differenze tra l’Italia e la Germania

“La differenza tra l’Italia e l’estero è banalmente l’essere considerate professioniste. Avevamo a disposizione tutte le strutture della prima squadra. Da questo punto di vista non c’erano differenze tra noi e loro, c’era ovviamente solo in termini economici”. Differenza enorme rispetto a come viene seguito e gestito il calcio femminile in Italia. Da pioniera di un’esperienza all’estero Raffaella ha potuto constatare sulla sua pelle la reputazione di cui godono le nostre calciatrici fuori dalla Penisola. ”Prima del mio arrivo non conoscevano le calciatrici italiane. Qui ero una delle più forti, lì ho dovuto seguire un “addestramento” di sei mesi per recuperare il gap soprattutto a livello fisico. In Germania hanno una grande esperienza in ambito femminile e questo fa la differenza”. Dopo 3 anni e 2 scudetti conquistati in Germania, Raffaella ha sentito il richiamo di casa, ma non sempre le decisioni prese con il cuore si rivelano se migliori.

“Dopo 3 anni di over training con stress psico-fisico, ho fatto fatica ad accettare un ritorno al dilettantismo. Sono tornata per preparare l’Europeo con le mie compagne anche se alla fine non sono riuscita a partire con loro a causa di un infortunio”. Le differenze tra Germania e Italia non finiscono però qui. Anche nello stile di allenamento Raffaella ha trovato enormi differenze.In Germania lavoravamo su distanze brevi e gli allenamenti duravano massimo 90 minuti ma alla massima intensità, esattamente come in partita. Da noi invece, ci si allena su distanze più lunghe e gli allenamenti durano molto di più con pause meno frequenti“. Insomma come avete potuto constatare dalle sue parole la differenza di qualità, non solo in termini tecnici, tra il nostro Paese e l’estero, è enorme.

Raffaella Manieri con la maglia e la fascia da capitano del Milan accanto a Romagnoli, capitano del Milan maschile
Raffaella Manieri con la maglia e la fascia da capitano del Milan accanto a Romagnoli, capitano del Milan maschile

La Raffa Manieri Academy

Da ormai 3 anni Raffaella ha messo a disposizione di tutti gli interessati al mondo del calcio femminile, e soprattutto di uno sport che sappia includere anche i ragazzi più fragili, tutta la sua esperienza. Nel 2018 Ha creato la Raffa Manieri Academy, con lo scopo di sensibilizzare allenatori, genitori e società ad uno sport inclusivo e non esclusivo come lei stessa ci racconta.L’Accademia è una società di consulenza che aiuta e sensibilizza società e famiglie, dando la possibilità di inizializzare il calcio femminile. Ho ritenuto opportuno dare il mio contributo perché io stessa, da bambina amante del calcio, ho vissuto delle difficoltà”.

L’attività principale che viene svolta è la formazione degli adulti ad un calcio a rose miste, maschi e femmine insieme. Come ci spiega Raffaella, un bambino vuole solo giocare. Non pensa se lo sta facendo con una ragazza o con un ragazzo o se lo pensa è perché ha ricevuto degli input sbagliati dall’esterno. E’ questo il passo che bisogna obbligatoriamente fare per far sì che il calcio esca da questo alone di sessismo che è da sempre presente in questo meraviglioso sport. Dal prossimo anno anche le nostre calciatrici saranno tutelate come atlete professionistiche e speriamo che questo cambiamento porti il movimento femminile ad un livello superiore.

spot_img