Home CURIOSITÀ La nuova era del tennis italiano. Siamo i migliori?

La nuova era del tennis italiano. Siamo i migliori?

(fonte fortyLove)

Sinner sulla cresta dell’onda, temuto da tutti, è il più in forma del 2023. Dietro di lui solidità, sicurezza, talento e futuro con Musetti, Arnaldi, Sonego e Berrettini. Tra i primi 200 al mondo, 17 sono italiani. Se non è un record poco ci manca. Tra le ragazze discrete aspettative. Perché il tennis italiano è cresciuto così tanto?

tennis italiano
Musetti e Berrettini (fonte supertennis)

Dal disastro degli anni 2000 alla rinascita 20 anni dopo. Quante cose sono cambiate

Nel giro di qualche mese, il tennis italiano ha raggiunto e bissato risultati che qualche stagione fa sembravano lontani anni luce. Il fulcro di questo exploit ha un nome e cognome, Jannik Sinner. Il 22enne altoatesino ha vinto il masters di Toronto, riportando in patria un 1000 che mancava dai tempi del miglior Fognini e si è preso la 4^ posizione del ranking vincendo a Pechino, eguagliando il record di un certo Panatta. Per comprendere la grandezza di queste gesta, va detto che prima di Jannik solo due erano stati i tennisti italiani a vincere un torneo 1000, ovvero proprio Fabio Fognini e Adriano Panatta. Allo stesso tempo, un così alto ranking mondiale, per un atleta nostrano, non si vedeva da ben 47anni. In altre parole, Sinner ha impresso il suo marchio nella storia del tennis. Insieme al suo ‘best moment’, vanno inseriti l’exploit di Matteo Arnaldi, entrato nella top 50 riscuotendo successi prestigiosi e la stagione della conferma di Musetti.

A fare da cornice, il sempre presente Lorenzo Sonego, un potenziale top ten come Berrettini, condizionato però dai troppi infortuni e via via tanti italiani di considerevole talento. Tra i primi 200 tennisti al mondo, ben 17 sono italiani, un risultato davvero notevole. L’Italia è al passo di Nazioni ben più grandi e quotate come Usa o Russia. Volgendo lo sguardo all’indietro, sembrano lontani gli anni bui, quando retrocedevamo nella Serie B di Coppa Davis (luglio 2000) o facevamo un’enorme fatica a vincere anche tornei minori. Il movimento tennistico italiano si è evoluto, è migliorato, è cresciuto grazie ad una Federazione più strutturata e con un operato capillare e coordinato con Circoli e Associazioni territoriali. Il tennis non è più lo sport d’elitè che si praticava tra ricconi, ma una disciplina che appassiona sempre più le nuove generazioni e si sta sostituendo, con pieno merito, a realtà storiche come il calcio. Il notevole upgrade avuto in questo ultimo periodo è figlio della nuova verve data all’intero movimento.

(fonte tennisWorldItalia)

Jannik Sinner emblema di un tennis italiano rinato. Fin dove possiamo spingerci?

Tennisti di buon livello come Volandri, Seppi, Lorenzi, o Gaudenzi e Camporese, hanno tenuto alto il tricolore, ma, senza sminuirli, sono stati sverniciati dalla nuova generazione. Per intenderci, gente come Sinner e Musetti hanno ottenuto risultati mai raggiunti dagli ex colleghi ed i margini di miglioramento sono enormi rispetto alla vecchia nidiata del tennis nostrano. Già con Fognini si era avuta l’impressione che qualcosa stesse cambiando, ma ora c’è la conferma. Questo aspirale positivo non è frutto del semplice caso, per la serie “Fortunata l’Italia a ritrovarsi un paio di giocatori forti”. Tutt’altro. Il nuovo tennis tricolore è nato grazie a programmazione, investimenti sugli atleti del domani e promozione totale dell’intero movimento. Una ventina d’anni fa, la Federazione scommetteva su un massimo di 2 potenziali giocatori alla volta (lo stesso Fognini è rientrato in questo sistema a suo tempo). Investiva risorse e fondi sulla loro carriera, puntando al professionismo, ma se il talento non si concretizzava, si rimaneva con un nulla di fatto.

Oggi, invece, grazie a maggiore organizzazione, ci sono più progetti dedicati ad under 14, under 16, under 18, che coinvolgono a pioggia Circoli ed Associazioni. Ampliando la gittata, matematicamente aumentano i possibili futuri giovani campioni. È il caso, ad esempio, di Sonego e Berrettini, che, qualche anno fa, furono tra i primi a rientrare nei nuovi progetti under 18. Lo stesso si può dire di coetanei come Arnaldi, Sinner o Musetti. L’intero sistema tennis italiano ha compiuto un importante salto di qualità non solo perché si è puntato su millennials talentuosi, ma anche perché si è curato e migliorato ogni aspetto. Ad esempio, l’unico sport che in Italia è possibile vedere in chiaro anche ad altissimo livello, è proprio il tennis, grazie al canale FIT Supertennis. Non è un dettaglio da poco, perché questo ha permesso al pubblico di seguire tanti campioni, di tifarli e di attirare nuovi appassionati. In altre parole, non saremo i migliori in assoluto, ma di sicuro siamo nella cerchia dei più bravi dopo tanti anni.

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