F1 Australia: la spunta Verstappen nel caos di Melbourne. Continua l’incubo Ferrari

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Succede di tutto all’Albert Park, nel terzo Gran Premio della stagione. Tre bandiere rosse e tante polemiche, ma alla fine vince sempre la Red Bull, con Max Verstappen. Ferrari fuori dai punti con entrambe le auto

F1 Australia Max Verstappen

Prosegue il dominio Red Bull, ma questa è stata una gara diversa

E’ quasi passato in secondo piano il successo di Max Verstappen nel terzo Gran Premio della stagione di Formula 1, in scena all’Albert Park di Melbourne. In una gara caretterizzata da un susseguirsi di episodi inattesi e scelte della direzione gara piuttosto discutibili, a vincere è stato il campione del mondo del 2022. E se nei primi due round del campionato ci eravamo soffermati sulla superiorità del Red Bull rispetto a tutte le altre monoposto, oggi è più difficile farlo. In primis perché in questo caso la differenza tra i piloti del team austriaco e gli altri è sembrata ridursi leggermente; in secondo luogo, perché le innumerevoli situazioni che si sono create nel corso della gara, hanno reso molto difficile valutare i reali valori espressi in pista dai protagonisti.

Il primo colpo di scena è avvenuto a pochi giri dall’inizio, quando un incidente di Alexander Albon ha portato alla bandiera rossa, con conseguente sospensione della corsa. Il problema è che, prima di prendere questa decisione, la FIA aveva optato per l’ingresso della safety car. Quindi George Russell – che in partenza aveva soffiato il primo posto a Verstappen – aveva deciso di rientrare ai box per sfruttare il “jolly”. Con la bandiera rossa, tutti i piloti hanno potuto però cambiare gomme, e a quel punto la gara del britannico era praticamente compromessa. Situazione simile ha coinvolto Carlos Sainz Jr., visto che anche lo spagnolo della Ferrari aveva optato per il pit stop prima della red flag. Alla ripartenza Verstappen ha preso la leadership – superando Lewis Hamilton, anch’egli riuscito a scavalcare l’olandese in avvio di gara – e l’ha mantenuta fino a quella che doveva essere la fine del GP.

Un finale durato un’eternità. Le polemiche e l’incubo Ferrari

Quello che doveva essere un tranquillo finale di gara, con Verstappen primo davanti a Hamilton e Fernando Alonso, si è trasformato in un disastro della direzione gara. A circa cinque giri dal termine, un incidente che ha coinvolto Kevin Magnussen ha portato a una seconda bandiera rossa. Si è quindi optato per una ripartenza dalla griglia, che ha però causato una serie impressionante di contatti e monoposto danneggiate, e l’ennesima bandiera rossa è stata a quel punto inevitabile. Mancando solo un giro al completamento del GP, si è deciso di far transitare il piloli al traguardo un’ultima volta, dopo averli fatti ripartire dietro alla safety car, rinentrata ai box prima dell’ultima curva. Purtroppo, l’ultima partenza da fermo aveva visto Sainz commettere un errore e colpire l’incolpevole Alonso, che era andato in testacoda. Carlos ha subito una penalità di cinque secondi, che lo ha fatto retrocedere dal quarto al dodicesimo posto.

Nel caos generale, Verstappen ha comunque mantenuto il primo posto, con Lewis Hamilton secondo. Alonso è potuto tornare in terza posizione nonostante l’incidente con Sainz lo avesse fatto retrocedere all’undicesimo posto. Questo è avvenuto perché l’ultima ripartenza è stata fatta con lo stesso ordine di quella precedente. A causa della penalità inflitta a Sainz, al quarto posto ha concluso Lance Stroll. Nonostante la partenza dalla pit-lane, Sergio Perez è finito in top 5, mettendo anche a segno il giro più veloce. In zona punti anche Lando Norris, Nico Hulkenberg, Oscar Piastri, Zhou Guanyu e Yuki Tsunoda. Nella classifica generale, comanda Verstappen con 69 punti, seguito da Perez (54) e Fernando Alonso (45). Quarto è Lewis Hamilton (38), poi ci sono Sainz e Stroll (entrambi a quota 20) e George Russell (18). Ancora fermo a 6 punti Charles Leclerc, oggi fuori al primo giro dopo un contatto con Stroll.

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