Proplayer, sportivo, può l’eSport definirsi uno sport?

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Esport, nuova frontiera dello sport. Gli esports stanno assistendo ad un progressivo ed esponenziale aumento di interesse. I giochi elettronici competitivi hanno attirato gli occhi di milioni di spettatori, e con questi si sono mossi sempre più ingenti flussi di sponsor, giornalisti, opinionisti ed organi sportivi. Fin qui, tutto bene. La domanda che fa vibrare gli animi, però, il fulcro delle discussioni che animano l’eterno scontro tra detrattori e sostenitori, è sempre la stessa: l’Esport è uno sport?

Una gara della New Balance F1 Pro Esports Series 2019, campionato mondiale di eFormula 1

Sport ed eSport, dalla definizione all’emozione

La mera definizione di sport, secondo l’enciclopedia Treccani, è: “Attività intesa a sviluppare le capacità fisiche e insieme psichiche, e il complesso degli esercizi e delle manifestazioni, soprattutto agonistiche, in cui tale attività si realizza, praticati nel rispetto di regole codificate da appositi enti, sia per spirito competitivo (accompagnandosi o differenziandosi, così, dal gioco in senso proprio), sia, fin dalle origini, per divertimento, senza quindi il carattere di necessità, di obbligo, proprio di ogni attività lavorativa”. Ma lo sport è molto più di una definizione, lo sport è passione, lo sport è emozione, lo sport è tutto quello che lo circonda: tifosi, storie da raccontare, competizione.

L’eSport si presenta all’appuntamento con il confronto senza mancare di nessuna di queste caratteristiche. Con eSport si vuole intendere il “giocare ai videogiochi nell’ambito di una competizione”. Un occhio esterno non vede altro. L’occhio esterno si ferma a frasi prefabbricate come “I videogiochi sono per bambini”, “Ma alla tua età ancora a queste cose pensi?”, “Per quale motivo saper muovere le dita su un joystick dovrebbe essere considerato sport?”. Un occhio esterno è solo un occhio, perché non guarda con entrambi, oscurato da un velo spesso come il marmo di pregiudizi e ignoranza.

Rekkles ai mondiali di LoL del 2017, dopo il passaggio del turno in extremis dei Fnatic

L’allenamento di un proplayer, non solo eSport

Un proplayer, ovvero un videogiocatore a livello competitivo, passa gran parte della sua settimana allenandosi, come abbiamo già saputo in un’intervista fatta a Pencil, coach eSport. L’allenamento non è solo giocare al gioco in cui si compete. Gli allenatori fanno in modo che i proplayer non si limitino ad un’attività che li tenga chiusi e chini su uno schermo per ore e ore. Basta seguire un giocatore su un qualsiasi profilo social per scoprire come tattica, attività all’aperto, esercizi di teambuilding ed altro facciano parte della routine quotidiana.

“Mens sana in corpore sano” è uno dei punti cardine di ogni sportivo, e così è anche per un eSportivo. In Europa, Asia, e America, si può vedere come moltissimi proplayer e streamer siano testimonial di brand come Nike, Adidas, Gucci, mostrando al mondo che dedicare il proprio lavoro ai videogames non sia sinonimo di pessima forma fisica.

Twitch.tv, la piattaforma degli eSport

Twitch è una piattaforma che consente a chiunque di iniziare un percorso nell’ambito dei videogames, come intrattenitore o come esportivo. Su Twitch, come sul più celebre Youtube, si trovano dei canali, solitamente corrispondenti ad uno streamer, dove si trasmette live il gioco a cui si sta giocando. Milioni di persone ogni giorno affollano Twitch, esattamente come fosse una televisione con un numero illimitato di canali. Qui si può trovare di tutto: da chi che gioca con le persone che lo seguono e intrattiene il pubblico con innate capacità oratorie, al proplayer che mostra a tutti come migliorarsi nel gioco in cui lui è riuscito ad avere successo, alla trasmissione di tornei ufficiali di determinati eSport.


Il campionato mondiale di League of Legends, nel 2018, aveva registrato un picco di 2 milioni e 50.000 spettatori contemporanei, superato l’anno dopo, nel 2019, con 3 milioni e 700mila. Questi enormi numeri non sono sfuggiti a Sky Sport, che nel 2020 ha trasmesso in diretta televisiva la finale del PG Nationals, campionato italiano del medesimo gioco. Le Olimpiadi del 2020 non si sono svolte, ma il Comitato Olimpico Internazionale (CIO) aveva in programma di inserire delle partite di esibizione di Fifa ed NBA2k, che per la prima volta nella storia sarebbero stati visti e vissuti in un ambito estremamente diverso dal solito.

I Proplayer di eSport non sudano”. Anche gli scacchi hanno le loro olimpiadi. “Alcuni eSport istigano alla violenza, con l’utilizzo delle armi”. E qui si apre tutt’altro discorso che con sport ed esport non c’entra nulla. L’esport è competizione, è divertimento, è tifo, passione e storie meravigliose. E fortunatamente, il mondo sta cominciando ad accorgersene.

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