Ibrahimovic dice addio al calcio: l’uscita di scena di Ibracadabra

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Non poteva che congedarsi con uno dei suoi colpi da teatro. Zlatan Ibrahimovic ha spiazzato tutti, annunciando il suo addio al calcio nel giorno del saluto ai tifosi del Milan. Il 4 giugno 2023 rimarrà una data storica, non solo per il popolo rossonero, ma per tutto il mondo del calcio che saluta un personaggio iconico, capace di segnare un’epoca nella storia del gioco e di rivoluzionare il ruolo dell’attaccante. Ibracadabra esce di scena e per la prima volta mostra tutte le sue fragilità.

Ibrahimovic addio al calcio
Zlatan Ibrahimovic lascia il calcio ©www.imagephotoagency.it

L’annuncio improvviso di Ibrahimovic: lascia il calcio uno dei migliori attaccanti di sempre

Quando si pensa a Zlatan Ibrahimovic viene subito in mente la sua straordinaria personalità che, nel bene e nel male, ha determinato il suo percorso nel mondo del calcio. Una freddezza quasi glaciale che lo ha accompagnato nel corso di tutta la sua carriera, permettendogli di venir fuori dal ghetto svedese di Malmö e di approdare in Europa. Una rabbia agonistica che si è tatuato addosso quasi come un’armatura per resistere alle difficoltà che la vita gli ha messo davanti. Ibra ha sfidato tutti a viso aperto, senza paura, sin dai tempi dell’Ajax e ancora prima dell’incontro con Mino Raiola. Spesso è stato definito mercenario, per la quantità di maglie che ha indossato nel corso della carriera. Da quella della Juventus, a quelle di Inter, Milan, Barcellona, Psg, Manchester United e Los Angeles Galaxy. Ibra ha rivoluzionato il mestiere dell’attaccante, arricchendolo di fisicità e acrobazie mai viste prima.

Nel giorno del suo addio al calcio a San Siro, Zlatan per la prima volta ha mostrato tutte le sue fragilità, non riuscendo a trattenere le lacrime. Persino un uomo glaciale come lui è crollato in quello che rimane il momento più difficile per un calciatore. Persino i suoi compagni di squadra sono esplosi in una profonda commozione, consapevoli di aver perso una guida che ha permesso al Milan di risorgere dalle ceneri. Un faro che ha riportato i rossoneri sul tetto d’Italia dopo 11 anni, chiudendo un cerchio che si era interrotto proprio dopo lo scudetto del 2011 nel quale Ibra aveva giocato un ruolo fondamentale. Di giri ne ha fatti tanti ma Milano è diventata casa sua, in particolare la Milano rossonera. “E’ arrivato il momento di dire ciao al calcio, non a voi”. Un messaggio d’amore verso il popolo del Diavolo, davanti al volto commosso di una leggenda come Paolo Maldini, prima avversario e dopo amico.

Ibrahimovic rovesciata Svezia
Zlatan Ibrahimovic (Rai Sport)

La macchia della Champions League e l’immortalità col Milan

Sarebbe superfluo raccontare Ibrahimovic attraverso i gol e i trofei vinti. Sicuramente è stato il Re dei campionati: 2 con l’Ajax, uno con la Juventus (revocato), 3 con l’Inter, 2 col Milan, uno col Barcellona, 4 col Paris. Ovunque è andato ha vinto il titolo, tranne che col Manchester United dove, in compenso, ha alzato l’Europa League. La macchia eterna della sua carriera rimarrà la Champions League. Una maledizione che si è manifestata in tutta la sua crudeltà nel 2010, quando nello scambio di mercato con Eto’o, lo svedese ha visto trionfare proprio l’Inter dopo 45 anni. Anche il Pallone d’Oro è un riconoscimento che gli è sempre mancato e che avrebbe meritato per quanto dimostrato in campo. Anche un campione assoluto come lui ha dovuto arrendersi alla grandezza di Messi e Cristiano Ronaldo ma non ha mai smesso di considerarsi il migliore. Un ego smisurato che gli ha permesso di innalzare il suo status, diventando a tutti gli effetti un brand.

Anche nel giorno del suo addio ha voluto fare le cose diversamente da tutti gli altri. Nessuno sapeva che il saluto al Milan a San Siro sarebbe stato anche il saluto definitivo al calcio. Fino all’ultimo ha voluto avere il controllo della situazione, muovendo i fili a suo piacimento. Anche Ibra, però, è umano e le sue emozioni sono venute fuori in modo inequivocabile. Per la prima volta Zlatan si è mostrato in tutta la sua essenza. La sua storia ha ispirato intere generazioni di atleti: quella di un ragazzo che è partito dal complicato quartiere di Rosengard, arrivando a ottenere l’immortalità. A 41 anni, infatti, è diventato il calciatore più anziano a realizzare un gol in Serie A. I record lo hanno accompagnato per tutta la sua carriera e adesso è impossibile ipotizzare cosa abbia in mente per il futuro. In ogni sua mossa ha sempre cercato di stupire, diventando anche uno showman. Ibracadabra è pronto a incantare il mondo anche fuori dal rettangolo verde. Il come e il quando stanno solo nella sua mente geniale.

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