VALORANT, rilascio in Cina nel 2023

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Dopo lunghi 18 mesi dalla sua pubblicazione, è stato annunciato il rilascio di VALORANT anche in Cina. Insieme alla pubblicazione di 45 giochi internazionali, il governo cinese ha approvato la licenza dell’FPS di Riot Games. Finalmente i giocatori della Cina potranno dedicarsi all’innesco ed al disinnesco della spike sui server loro dedicati. Circostanza che avrà forte impatto sul mercato cinese degli Esports, uno dei più grandi al mondo.

Il client di Valorant in cinese.

VALORANT approda in Cina

L’ente regolatore dei videogiochi (l’Amministrazione generale della stampa e pubblicazione della CinaNPPA) ha rilasciato lo scorso 28 dicembre la lista dei titoli approvati per il 2023. Tra i 129 videogiochi che hanno avuto il via libera sul territorio cinese, è apparso anche VALORANT. O meglio, 无畏契约 (Fearless Covenant), come è stato rinominato nella sua versione cinese. Dei 129 titoli complessivi, 45 videogiochi sono stati sviluppati da società straniere, mentre i restanti 84 sono il prodotto di società cinesi. Anche VALORANT rientra nella lista dei titoli locali, avendo Tencent acquisito completamente Riot Games nel 2015. Circostanza che fa sorgere interrogativi sul motivo per cui ci sia voluto un periodo di quasi 3 anni per l’approvazione di VALORANT in Cina.

Grazie all’annuncio ufficiale del rilascio di VALORANT in Cina, seguito dalla pubblicazione del trailer su weibo, finalmente anche i fan e i pro-player cinesi avranno 27 server loro dedicati. Prima dell’approvazione, infatti, per poter giocare a VALORANT, era necessario utilizzare la connessione a server esteri, tra cui quello di Hong Kong. Ciò, naturalmente, avrà un forte impatto positivo sulla scena competitiva cinese, considerato che il mercato cinese dell’Esport cinese è uno dei più estesi al mondo. La pubblicazione ed il rilascio gratuito di VALORANT faciliteranno l’organizzazione di tornei ed eventi. Così il panorama competitivo di VALORANT in Cina potràa ambire alla contesa di titoli nei tornei internazionali. L’unico scoglio rimane CrossFire, l’FPS più popolare in Cina da più di 10 anni. Se VALORANT riuscirà a spodestarlo in termini di popolarità, sarà da vedere.

La sede di Tencent a Shenzhen, Cina.

Le restrizioni della Cina verso il mondovideoludico

Il rilascio per il 2023 di Valorant e di altri titoli come Pokémon Unite costituisce un segnale positivo per l’apertura dell’atteggiamento della Cina nei confronti dei videogiochi. L’orientamento del governo cinese nei confronti del mondo videoludico, infatti, è stato decisamente restrittivo negli ultimi anni. In particolare, la crescente preoccupazione della dipendenza da videogiochi in età adolescenziale, ha portato la NPPA a stabilire il divieto per i minori di giocare per più di 3 ore a settimana a videogiochi online. Il numero crescente dei titoli approvati per il 2023, rispetto ai soli 76 del 2021, rappresenterebbe un segnale importante verso la normalizzazione delle politiche del’industria videoludica, secondo quanto affermato da Reuters.

VALORANT sarà in cinese, senza possibilità di cambiare lingua, e per creare un account servirà possedere un numero di telefono cinese, un account QQ ed uno WeChat, tutti mezzi necessari ai fini della verifica dell’identità del giocatore. Tutte queste misure volte alla limitazione del tempo trascorso online dai ragazzi più giovani sono emblematiche dell’orientamento del governo cinese riguardo al mondo videoludico. Tuttavia, questa recentissima apertura conferisce speranza a giocatori ed organizzazioni cinesi. Alcune di queste ultime erano, infatti, costrette a competere nel panorama esportivo estero. Si ricorda in particolare il caso degli FPX, la cui squadra FPX VALORANT competeva in Europa. L’organizzazione ha annunciato ieri che, grazie al rilascio di VALORANT in Cina, continuerà a competere nella scena di VALORANT con la propria squadra ZHUQUE, già partecipante di competizioni asiatiche, con il nome di FPX.

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