Samuel Eto’o, il Re Leone che ha conquistato il mondo

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Sembra ieri quando Samuel Eto’o alzava al cielo l’ultima Champions League della sua carriera nella notte di Madrid del 22 maggio 2010. Eppure sono passati già 13 anni e oggi il Re Leone di anni ne compie 42. Il camerunese è stato uno dei centravanti più maestosi della sua epoca e anche fuori dal campo ha continuato a fare la differenza, soprattutto nel sociale. Oggi, infatti, è il presidente della Federazione calcistica del Camerun e ambasciatore UNICEF, oltre che un simbolo nella lotta al razzismo. Una carriera gloriosa che forse meritava un finale diverso.

Eto’o, il leone più temuto d’Africa: re delle finali

Al contrario di molti attaccanti della sua epoca, Samuel Eto’o non è stato un giocatore chiacchierato per le sue vicende extra-campo. La sua professionalità è stata sempre granitica e ancor di più la sua disponibilità verso i compagni, sia tattica che umana. Nasce come centravanti classico ma in alcune circostanze ha vestito i panni dell’attaccante esterno, se non addirittura del terzino aggiunto nell’anno del Triplete con l’Inter. Un ragazzo col gol nel sangue che, però, ha messo sempre davanti gli obiettivi di squadra rispetto ai traguardi personali. Tutt’ora è considerato il miglior giocatore africano della storia. Basti pensare che un mostro sacro come Paolo Maldini ha dichiarato di considerarlo come uno dei tre attaccanti più pericolosi da affrontare e in questo trio sono compresi Diego Armando Maradona e Ronaldo Il Fenomeno. Che fosse un predestinato era chiaro sin da subito, quando a soli 15 anni entra nel settore giovanile del Real Madrid. Dopo i prestiti al Leganes e all’Espanyol, il suo esordio in Liga arriva nel 1998. Nel 2000 lascia definitivamente la Capitale e da lì inizia la sua ascesa.

Approda al Maiorca e inizia a dare i primi segnali del suo enorme talento. Colleziona 54 gol in 5 stagioni, diventando il miglior marcatore nella storia del club in Liga. La strada era ormai tracciata e nel 2004 arriva la chiamata del Barcellona. Gli basta appena una stagione per conquistare il titolo di capocannoniere con 25 gol, a pari merito con Forlan. L’anno successivo si riconferma il re dei cannonieri in Spagna con 26 reti totali e tutta Europa inizia a comprendere la sua portata. Nel Barça diventa un bomber letale e insieme al ‘partner in crime’ Ronaldinho forma una delle coppie più spettacolari della storia del gioco. Dinho creava, Eto’o trasformava. Samuel timbra il cartellino anche nella finale di Champions contro l’Arsenal che gli regala la sua prima Coppa dalle grandi orecchie. Le finali diventano il suo habitat naturale e anche nel 2009 mette la firma in quella contro il Manchester United.

Eto'o Messi e Ronaldinho
Eto’o Messi e Ronaldinho (Squawka twitter)

Eto’o simbolo di calcio e di lotta al razzismo

L’esplosione di Leo Messi porta anche la firma di Eto’o che ha vissuto la sua massima espressione proprio nel periodo di fioritura della ‘Pulce’. A 28 anni era già uno degli attaccanti più devastanti del panorama mondiale. Neanche lui, però, si immaginava che di lì a poco avrebbe scritto un’altra pagina indelebile della sua carriera. Nell’estate 2009 passa all’Inter nello scambio iconico con Ibrahimovic. Al primo anno realizza lo storico ‘Triplete’ conquistando la sua terza Champions League. Eto’o entra nell’olimpo del calcio e nella storia dell’Inter che nel 2021 lo inserisce nella Hall of Fame del club. Il Re Leone diventa il soldato per eccellenza di Mourinho che lo plasma a sua immagine e somiglianza. Le successive parentesi all’Anzhi, al Chelsea e all’Everton si rivelano poco brillanti. Tenta anche un romantico ritorno in Italia, alla Sampdoria ma gli anni iniziano a farsi sentire.

Le ultime stagioni in Turchia e Qatar sono un triste epilogo per un campione che meritava una chiusura di carriera gloriosa. Oggi Eto’o è considerato una divinità per il popolo camerunese che grazie a lui ha conquistato 2 coppe d’Africa. Anche fuori dal campo continua a fare la differenza: da dicembre 2021 è il presidente della Federazione calcistica del Camerun e il suo impegno nel sociale è profondo. Insieme al suo agente e amico ha creato la Fondazione privata Samuel Eto’o per aiutare i giovani del Camerun e nel 2009 ha ricevuto anche il premio l’Altropallone per il suo straordinario contributo. Un altro aspetto che lo contraddistingue è la sua personale lotta al razzismo che ha intrapreso con fermezza già da quando era calciatore. Ancora oggi è uno degli atleti più attivi in questo ambito e anche per questo la sua figura va ben oltre il rettangolo verde.

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