Quando la rimonta è da sogno

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La vita è un gioco di centimetri, e così è il football. Perché in entrambe, il margine d’errore è pochissimo” diceva Al Pacino in Ogni maledetta domenica. Il discorsone motivazionale per eccellenza però, non vale solo per il football ma per ogni sport. Sappiamo che vincere nello sport non è tutto ma, parliamoci chiaro, chi è che si mette a gareggiare senza l’idea, la speranza o l’ambizione di vincere? Abbiamo stilato una piccola lista, indecisi su quale sia stata la migliore rimonta sportiva: atleti e squadre che non si sono arresi. Una lista che andrà sicuramente aggiornata ma questo è il bello dello sport.

Sergi Roberto esulta per il gol storico

Barcellona vs PSG: la remuntada

Iniziamo con la remuntada per eccellenza. 2017, partita di ritorno degli ottavi di finale di Champions League: il Barcellona, guidato da Luis Enrique, ospita il Paris saint-Germain al Camp Nou. I francesi arrivano forti del 4-0 dell’andata e sentono la qualificazione in tasca. La partita si svolge in uno stadio che è una vera ‘pentola a pressione’. I catalani prendono subito le distanze con un gol lampo di Suarez e raddoppiano prima dell’intervallo. La situazione non sembra differente al rientro in campo: il PSG è impallidito e si da la zappa sui piedi concedendo un rigore che Messi concretizza. 3 a 0 ma al Barcellona non basta. 

È Cavani a gelare il Camp Nou, mettendo in rete la palla del 3-1. Per Messi e compagni si fa tutto in salita ma la bolgia dello stadio dà la forza di reagire. Al 43’ Neymar segna il 4-1, poi al 90esimo Marquino atterra Suarez in area, rigore e 5-1. È solo nel recupero che si compie il miracolo sportivo: Sergi Roberto, appena entrato, riceve palla da Neymar e insacca il 6-1 regalando i quarti di finale ai catalani.

Vieri, Recoba, Martins

5 rimonte sportive: Inter vs Samp 3-2

È il 2004, la prima stagione di Mancini sulla panchina nerazzurra e la rosa fa paura: Stankovic, Vieri, Materazzi, Adriano, Zanetti e Favalli sono tra i titolari. Alla penultima del girone d’andata, però, l’Inter ha collezionato ben 12 pareggi e in classifica è appaiata proprio ai blucerchiati, che arrivano a Milano per fare la partita. La storia del primo tempo è Inter che tira e Antonioli che para: il portiere doriano è in grazia e per ben tre volte, nei primi 45 minuti, si oppone alle bordate di Cambiasso e Vieri. Al 42esimo è la Sampdoria ad andare sopra di un gol con un guizzo di Tonetto. 

Si torna dall’intervallo e il canovaccio non cambia: ci si mette anche un palo a dire di no alla rimonta degli interisti. Un contropiede da manuale del calcio, fulmina San Siro al 36esimo: assist di Tonetto e gol del neo-entrato Kutuzov. Qualcuno inizia ad andarsene dagli spalti. Ma da qui il miracolo, in appena 4 minuti. È Oba Oba Martins a dare inizio alle danze con una finta e falcata che lo portano in area, tocco d’esterno che beffa Antonioli, è 1-2. Ancora l’attaccante nigeriano che all’ultimo minuto si mette a fare a sportellate nell’area avversaria, rovesciata dalla linea di fondo e cross in centro per il capoccione di Bobo Vieri che insacca. La partita potrebbe essere salva e così anche la panchina del Mancio ma non è finita. In pieno recupero, pallone a campanile che cade da chi sa da dove, Stankovic spalle alla porta avversaria la mette giù con tutta la freddezza serba e l’appoggia a Recoba che deve solo caricare la bordata: 3-2, miracolo di san Siro e rimonta compiuta.

La formazione francese canta la Marsigliese

Francia vs AllBlacks: la rimonta delle Coqs

Non è solo il calcio a regalare certe emozioni. Nel rugby internazionale, ad esempio, le rimonte non sono comuni, soprattutto se in campo ci sono gli All Blacks. Per questo sono in molti a considerare la semifinale della coppa del mondo 1999, come una delle più grandi rimonte del rugby. Si gioca a Londra, stadio Twickenham e si affrontano Francia e All Blacks: la Marsigliese contro l’Aka. I neozelandesi si presentano da imbattuti contro le formazioni europee e, tra le semifinaliste, la Francia è l’unica nazionale a difendere l’onore del vecchio continente.

Allons enfant de la Patrie, Le jour de gloire est arrivé! Arriverà anche il giorno di gloria del rugby francese ma per ora i pronostici, nonostante le buone prove dei transalpini, vedono favoriti i neozelandesi. Nel primo tempo, la marea nera trascinata dallo strapotere fisico di Jonah Lomu e dai piazzati di Mehrtens, spinge i galli ad asserragliarsi per difendere la propria meta. Si va al riposo sul 10-17 in favore degli All Blacks ma alla ripresa la musica non cambia. Al 44’ il punteggio è 10-24 per i quindici in maglia nera. In soli 3 minuti, però, il piedino fatato di Christophe Lamaison, riporta la Francia in partita sul 16-24. Les Coqs prendono coraggio mentre i neozelandesi, disorientati, concedono due calci piazzati diligentemente concretizzati: 22-24. Dall’essere sotto di 14 punti, i galletti arrivano al pareggio e sorpassano gli avversari con una serie di mete per il punteggio finale di 43-31 per i blues.

Tracy T-Mac McGrady (a sinistra) si prende la sua rimonta

Rockets vs Spurs: rimonta in 33″

È il 9 dicembre 2004, quando nel cuore del Texas viene eseguita la rimonta più incredibile del NBA e viene anche scritto un record tutt’ora imbattuto. La partita è Houston Rockets contro San Antonio Spurs, derby texano. Al Toyota Center di Houston, San Antonio arriva galvanizzato da 16 vittorie su 20, mentre il cartellone degli Houston di Yao Ming e Tracy “T-Mac” McGrady, segna un inglorioso 8-11. I primi due quarti si giocano in relativa parità, con il parziale che oscilla: come se fosse indeciso verso quale parte pendere.

Si arriva così al riposo lungo sul punteggio di 38-34 per i padroni di casa. Il terzo quarto vede un duello serrato tra i due lunghi: Yao da una parte e Duncan per i San Antonio, che mette nel canestro sei punti consecutivi. Si arriva all’ultimo quarto con il punteggio di 54-58 per gli ospiti. Gli ultimi 12 minuti di gara sono da libro di storia. San Antonio mette il turbo e al 47’ si porta sul 64-74. Ma la coppia T-Mac&Yao non ci sta e si porta al 68-74, mentre dall’altra parte Brown fa un 2/2 dalla lunetta. A 35” secondi dalla fine, tiro da tre e fallo subito per McGrady che realizza il 75-78. Duncan porta San Antonio a quota 80 e quando il cronometro segna 11.5” al termine, T-Mac infila un’altra tripla. Ma gioco agli Spurs. La palla arriva a Devin Brown nella lunetta avversaria, deve solo aspettare la sirena o subire fallo. Il ragazzo però vuole mettersi in mostra e chiudere la partita: cade perde palla e, a raccoglierla, c’è il solito Tracy che mangia tutto il campo, infila un’altra tripla strepitosa e consegna la rimonta a Houston per 81-80, realizzando 13 punti in 33”

46 Rossi, 93 Marquez

La quasi rimonta di Valentino Rossi

Ci sono volte in cui lo sport è crudele e magari ci si mette di traverso anche un avversario più che ostico. Il MotoGP 2015 vede una lotta serrata per il titolo. Alle ultime gare del mondiale Valentino Rossi, Marc Marquez e Jorge Lorenzo sono in lizza per il titolo iridato. Il Dottore ha guidato il campionato facendo più volte a carenate con Marquez, mentre Lorenzo bruciava posizioni fino a insidiare quella più ambita. Il circo si sposta a Sepang mentre, tra conferenze stampa avvelenate e punzecchiate via social, Rossi e Marquez se le dicono di tutti i colori. In pista la musica non cambia, i due entrano a contatto già nei primi giri e in un episodio il pilota spagnolo ha la peggio.

Marquez è costretto al ritiro ma Rossi viene penalizzato dai giudici di gara per un movimento innaturale della gamba durante lo scontro. Tre punti di penalità che, aggiunti alla multa subita nel GP di San Marino, gli costano la squalifica: nel successivo, ultimo e decisivo MotoGP di Valencia, Rossi parte ultimo. La gara inizia con Lorenzo in pole position e Marquez che fa la sua gara, senza tirare troppo il gas, concedendo al connazionale totale libertà di movimento. Dal canto suo The Doctor, fanalino di coda in partenza, rimonta infilando ben 22 sorpassi. Non basta però: la rimonta vincente è quella di Lorenzo, durata tutto il mondiale, che trionfa in casa e si aggiudica il quinto mondiale.

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