Ousmane Dembélé, storia di un talento giovane e viziato

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C’era una volta un giovane viziato e talentuoso. Ora c’è solo un giovane talentuoso. Almeno questa è la speranza. Certo Ousmane Dembélé ha 25 anni quindi potrà avere cadute di condotta ma intanto si gode i complimenti di Xavi, il giorno dopo la vittoria contro il Real Sociedad con una rete firmata proprio dall’ala francese. E il Barça vola in semifinale di Copa del Rey.

Ousmane Dembélé, un talento da 100mln

Bello, giovane, ricco. E’ la descrizione del giocatore medio. Non che questo debba intrappolare la figura in uno stereotipo negativo e fuorviante, ma a volte può avere effetti negativi sul comportamento dell’atleta. La concomitanza dell’essere molto ricco e molto giovane ha un peso non indifferente nella condotta sbagliata che può assumere. Non è sempre così. Ma è successo, succede, succederà. Il talento del Barcellona Ousmane Dembélé è uno di quelli, talentuoso ma viziato. Almeno questa l’etichetta che è stata affibbiata a colui che avrebbe dovuto segnare il passaggio generazionale all’interno del club. Per lui, il Barcellona aveva sborsato 100 mln più 40 di bonus al Borussia Dortmund, ultima squadra nel quale il giovane francese aveva brillato. Eppure questo passaggio ha mostrato luci e ombre del 25enne francese. Genio e sregolatezza? Sì a volte questo è il marchio dei grandi artisti ma può diventare un’arma a doppio taglio.

Andiamo con ordine. La sua parabola è ascendente e brillante. Cresciuto nelle giovanili del Rennes, fa il suo esordio in prima squadra nella stagione 2015/16, ad appena diciotto anni.  In 26 presenze in rossonero, il giovane transalpino mette a segno 13 reti. Celebre è la sua prima tripletta quello stesso anno nella vittoria fuori casa contro al Nantes, terminata 1-4. Il passaggio al Borussia Dortmund dunque diventa il degno scalino per un talento in rampa di lancio. Qui, con Reus Aubameyang, costituirà uno dei tridenti più temibili dell’intera Bundesliga. Nasce così la volontà, quasi compulsiva, del Barcellona di accaparrarselo ad ogni costo. Entrare a far parte dei blaugrana è il coronamento di una carriera che appena iniziata già fa invidia ai più. Il ventenne giocherà con Messi e Suarez.

Xavi: “Dembelé è una delle migliori ali del pianeta”

Tanto va la gatta al lardo che ci lascia lo zampino, recita un detto popolare. Eppure il ragazzo è troppo forte, quel posto lo merita. Ma è troppo giovane. E troppo ricco. Non c’è neanche il modo di valutarlo in campo perché alla seconda partita arriva il primo infortunio e uno stop di 4 mesi. Quello sarà solo uno dei tanti stop del francese. In 5 anni di Barça, sono state 102 le partite saltate con 695 giorni passati in infermeria. Non può essere solo sfortuna. Si è parlato di scarsa professionalità, ma il problema è forse nella beata gioventù. Un carattere ancora acerbo per gestire tutto il patrimonio e la visibilità. Le attenzioni del giocatore sono rivolte verso i videogiochi, Fortnite soprattutto, e le serate fino a notte fonda con gli amici, culminate poi davanti al Mc Drive.

Il climax di questa condotta sregolata è arrivata un anno fa quando i rapporti sembravano essersi definitivamente rotti tanto da costringere allenatore e presidente a non considerarlo più benvenuto all’interno dei blaugrana. Tempesta passata. Oggi Xavi è più fiero che mai del suo pupillo che li ha portati in semifinale di Coppa del Rey. E’ grazie ad una sua rete che il Barça ha battuto 1-0 la Real Sociedad al Camp Nou. Un motivo valido per tornare a riempire le prime pagine dei giornali. Non come una settimana fa che invece parlavano delle sue 30 uova fritte e della cottura del suo salmone indicati alla struttura che ospitava l’intera squadra a Ceuta. Una realtà difficile dove loro sono arrivati con due elicotteri e tante richieste, anche culinarie. D’altronde si sa, chi nasce tondo non muore quadrato. Colpa della giovane età?

Intanto si gode i complimenti del suo alleantore. Ecco il commento di Xavi dopo la partita di ieri sera.

Dal mio arrivo, il ragazzo è migliorato molto. Al momento vedo che i terzini che giocano contro di lui sono costretti a soffrire. Ho sempre creduto in lui e sapevo che poteva dare molto al suo club. In precedenza era stato criticato, non volevano vederlo al Barça. Ora lo applaudono con tanto di standing ovation. Sono estremamente felice per Ousmane. Dembelé è una delle migliori ali del pianeta. Lo so da molto tempo e ora lui stesso ha finalmente iniziato a crederci”.

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