Maradona e la partita da 10 milioni di euro

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Città del Messico, 22 giugno 1986. Davanti ai circa 115mila dello Stadio Azteca va in scena Argentina-Inghilterra, la partita che ha regalato alla storia due dei gol più iconici di sempre. E che ora è diventata la partita più costosa che il calcio abbia mai visto. Un match che ha aggiunto un altro tassello alla sua incredibile storia. Tutto grazie a Diego Armando Maradona.

Il frame finale del gol del secolo
Il frame finale del gol del secolo

Pallone e maglia venduti all’asta per una cifra record

Nonostante la sua prematura scomparsa il 25 Novembre 2020, Diego continua ad essere una sorta di Re Mida. Tutto quello che ha toccato durante la sua carriera è diventato un cimelio inestimabile, a maggior ragione ora che non potrà più farlo. Nei giorni scorsi, l’arbitro di quel Argentina-Inghilterra, il tunisino Ali Bin Nasser, ha deciso di privarsi (finalmente) del pallone ufficiale del match dopo averlo custodito e coccolato per ben 36 anni. La sfera che a questo punto potremmo definire “la pelota de Dios”, è stata venduta all’asta per una cifra pari a 2 milioni e 280mila euro facendo schizzare il valore della partita a 11 milioni di euro. Lo scorso maggio infatti, la stessa sorte era toccata alla maglia indossata dal 10 argentino proprio quel giorno. Una camiseta che meriterebbe un approfondimento a parte visto che si può parlare di un “falso originale”. Le Coq Sportif, sponsor tecnico, aveva messo a disposizione della nazionale allenata da Carlos Bilardo, due maglie ma solo una di queste, ovviamente la prima, era stata realizzata in microfibra.

Quella da trasferta, invece era caratterizzata invece da un tessuto in cotone, di certo non l’ideale per giocare la domenica di un afoso giugno messicano. Nella partita precedente infatti Maradona e compagni erano infatti riusciti a battere l’Uruguay solo di misura con quella maglia, e non senza difficoltà. Il ct Bilardo sbotta: “Mai più!”. Prima del match contro l’Inghilterra decide quindi di mandare un delegato della Seleccion a cercare nelle bancarelle locali delle maglie contraffatte del famoso marchio francese. Ovviamente il più possibile somiglianti all’originale. Sui quelle repliche, scelte di comune accordo con Maradona, le sarte del Club America hanno successivamente cucito a mano numeri di maglia e gli stemmi. Per più di 35 anni quella maglia da gioco, quella con il numero 10, è stata di proprietà di tale Steve Hodge, anche se non tutti sono di questo avviso, che la scambiò con “El Pibe de Oro” al termine dell’indimenticabile partita. Fino a che lo scorso 4 maggio è stata venduta all’asta per più di 8 milioni di euro.

Il "relato" di Victor Hugo Morales
Il “relato” di Victor Hugo Morales

La partita

Prima di raccontare il match però, pacciamo un passo indietro. L sfida tra l’albiceleste e i tre leoni inizia il 2 aprile di 4 anni prima quando il governo sudamericano tenta un disperato colpo di coda occupando le isole Falkland/Malvinas, un arcipelago britannico sperduto nell’Atlantico del Sud. Esattamente un mese dopo, 323 soldati argentini muoiono a bordo di una nave della marina caduta sotto i colpi inglesi. Caricando di ancora più tensioni il match dello Stadio Azteca.

Il resto è storia. In quei 4 minuti che separano la sua doppietta (51esimo e 54esimo), Diego spiega al mondo il significato di “onnipotenza calcistica”. Prima beffa Shilton, tutto lo stadio, l’arbitro e 3/4 dei giocatori in campo, segnando con il pugno sinistro. Poi, non contento della burla, in 11 tocchi parte dalla sua metà campo saltando qualsiasi forma vivente, e non, che gli si presentasse davanti, portiere compreso, prima di depositare la “Pelota del siglo” in rete. Un gol storico accompagnato dall’ormai celebre “relato” di Victor Hugo Morales. “Barrillete cosmico, de que planeta veniste? Gracias Dios por por Maradona y por estas lagrimas”.

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