Jordan mania, il mito senza tempo di MJ rivive nel primo store al mondo

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Si chiama Jordan World of Flight Milano, ed è il nuovo ed esclusivo (primo al mondo) punto vendita del brand, situato a Milano in Via Torino, 21.

Il primo store Jordan World of Flight Milano in Via Torino 21

Jordan World of Flight Milano, più di un negozio

Non è un semplice negozio il Jordan World of Flight Milano è qualcosa di più. Lo è per il signore da cui è nato il brand con Nike, ovvero Michael Jordan che, oltre essere stato una leggenda NBA negli anni, è diventato lui stesso un marchio.

Il negozio, aperto da venerdì 16 dicembre a Milano, è il primo al mondo, un punto di ritrovo per gli appassionati di basket e della cultura che c’è dietro allo sport dalla palla a spicchi. Non a caso nel primo giorno ci sono state code chilometriche e non solo per la curiosità.

Avere un prodotto esclusivo è il valore aggiunto e rivenderlo può far monetizzare, anche parecchio. Poter indossare ai piedi un pezzo iconico, un pezzo di storia (come le Air Jordan I) è un privilegio e allo stesso tempo un omaggio a MJ.

A distanza di anni dal suo ritiro, del resto, il mito del cestista continua a vivere e rivivere sia nelle sue gesta ormai immagini da annali, sia nel marketing.

Michael Jordan con le Air Jordan I – Ph. Credit Nike

Come è nata la collaborazione tra Nike e il giocatore dei Bulls

La storia narra come l’ex numero 23 dei Bulls fosse ben determinato a siglare un accordo di sponsorizzazione con Adidas. All’epoca Nike non possedeva l’affermazione e il prestigio di cui gode oggi. Nel basket si giocava con le Converse ed era il momento d’oro del marchio tedesco che aveva tra i suoi testimonial anche Stan Smith. MJ però spinto dalla famiglia decise di dare una chance al marchio dallo Swoosh.

A convincerlo, come raccontato da lui stesso, il padre. Andai alla riunione contro la mia volontà, e Nike fece questa grande offerta. Mio padre mi disse: ‘Devi essere un pazzo se non accetti: è l’offerta migliore’. E così feci”.

Si parlava di un accordo da 250 milioni di dollari, una cifra mai vista per l’epoca. Nike, per tutelarsi però fissò tre clausole.

Jordan avrebbe dovuto vincere il premio di Rookie dell’anno NBA, avrebbe dovuto essere un All-Star (o segnare almeno 20 punti di media) e le vendite delle scarpe dovevano raggiungere i 4 milioni di dollari nei primi tre anni.

Non ci fu nessun problema e le scarpe ebbero subito un impatto senza precedenti nel mercato. C’è però un caso attorno alle sue prime scarpe indossate, che non furono le Air Jordan ma le Air Ship, da poco vendute all’asta a 146 milioni di dollari. Al suo primo anno, nella stagione 1984 – 85, MJ mise ai piedi questo modello dal colore rosso e nero, bandito dalla lega. Si potevano indossare solo scarpe dalla colorazione bianca. Nike fu costretta a pagare una multa che venne versata alla lega per ogni volta in cui le calzature erano ai piedi del cestista. Le celebri Air Jordan, il modello forse più iconico e più cercato, invece, arrivarono solo nel Dunk Contest del 1985. In quell’anno nacque ufficialmente il brand frutto del connubio tra Jordan e Nike.

All’epoca il marchio americano era famoso solo per calzature da corsa. Dal lancio dei modelli Air Jordan e dei vari prodotti l’azienda si espanse iniziando la propria affermazione nel mondo del basket e dell’NBA.

Oggi il brand legato a MJ si occupa di tempo libero e di altri sport come il football americano, il baseball e il calcio.

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