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Italvolley femminile e ora? Mazzanti non fa passi indietro e nessuno si assume le responsabilità

Davide Mazzanti ITALIA - OLANDA VOLLEY CAMPIONATI EUROPEI PALLAVOLO FEMMINILE FINALE 3-4 POSTO BRUXELLES 03-09-2023 FOTO GALBIATI - RUBIN

È davvero lecito parlare di fallimento per l’Italvolley femminile? Antetokounmpo nei mesi scorsi ha messo le cose in chiaro, forse, come dice il cestista greco, non è un termine giusto. Di certo però, per l’Italia di Mazzanti le aspettative, all‘Europeo 2023, erano altre & alte per il preolimpico. Erano perché ora c’è tanta sfiducia.

Paola Egonu
ITALIA – OLANDA VOLLEY CAMPIONATI EUROPEI PALLAVOLO FEMMINILE FINALE 3-4 POSTO BRUXELLES 03-09-2023 FOTO GALBIATI – RUBIN

Europeo, una serie di scelte difficili da capire. Mazzanti sul banco degli imputati

Aprendo i social imperversa l’hashtag #MazzantiOut. Al tecnico va dato un merito: quello di essere riuscito a far sì che il volley sia diventato argomento quotidiano, da bar. Sarebbe stato meglio che si parlasse di vittorie, ma si sa, l’Italia è un paese di allenatori. Mazzanti è il coach che ci ha portato al trionfo dell’Europeo 2021, della VNL e del bronzo mondiale 2022. Quel terzo gradino del podio grida ancora vendetta e porta strascichi pesanti. All’Europeo 2023, la formazione azzurra è arrivata priva di protagoniste del recente passato. Nella lista delle convocate per la stagione non c’erano Alessia Gennari, Ofelia Malinov e Sara Bonifacio. Presenti, invece, Cristina Chirichella, Monica De Gennaro, Caterina Bosetti e Paola Egonu. Malinov ha faticato, Gennari ha giocato poco. Bonifacio, al centro, come Chirichella, aveva tanta concorrenza. Le loro assenze non hanno fatto “rumore” (avere Gennari o Chirichella avrebbe aiutato).

De Gennaro non è mai stata chiamata: il miglior libero al mondo lasciata a casa. La motivazione? Inspiegabile. Mazzanti si è limitato a dire: “Con Sylla e Danesi abbiamo condiviso delle idee per dare forma al gruppo. Ho dato sempre libertà di espressione alle persone, ma avevo bisogno di definire i miei argini”. Dichiarazioni che hanno responsabilizzato le due. Egonu, invece, all’Europeo ci è arrivata ma da panchinara. Perché? Questa la vera domanda. Nessuno sa, visto che a livello tecnico è tra le più forti insieme a Vargas e Boskovic. Allo sbaraglio è stata mandata Ekaterina Antropova, 19 anni, alla prima manifestazione internazionale.

ITALIA – OLANDA VOLLEY CAMPIONATI EUROPEI PALLAVOLO FEMMINILE FINALE 3-4 POSTO BRUXELLES 03-09-2023 FOTO GALBIATI – RUBIN

La prova del nove: il torneo preolimpico a Lodz

Egonu e le altre, dopo la delusione Mondiale, avrebbero avuto un duro faccia a faccia con il coach. Lo scontro si sarebbe ripetuto tra l’opposto e Mazzanti prima della finale per il bronzo con l’Olanda. Alla base, sembra ci sia il suo scarso utilizzo. Una ipotesi è pure quella che le compagne di squadra abbiano voluto isolare Paola. Voci che si rincorrono per la corsa allo scoop. Né la Federazione né il CT hanno mai dato risposte univoche che avrebbero evitato un po’ di congetture. Nel post Olanda il commissario tecnico ha detto un cosa: “Dovevo riavere una squadra in mano, e dopo i Mondiali non ce l’avevo. Con la Federazione abbiamo pensato a una strategia che consisteva nel rifondare la squadra“. La Fipav, quindi, ha salvaguardato una individualità a sfavore dell’equilibrio di gruppo. Mazzanti, inoltre, non ha avuto forse l’umiltà di farsi da parte dopo aver perso il controllo della situazione.

Il risultato è stato un incaponimento in una serie di scelte che non hanno portato lontano. Non si sa cosa si siano dette le parti in causa, di certo ci sono dei non risultati (unico metro di giudizio) che fanno male. Dal 16 settembre in Polonia si gioca il torneo di qualificazione olimpica. “Tra le convocate non c’è Paola Egonu – si legge sul sito Fipavl’atleta, pur ribandendo il proprio attaccamento alla maglia dell’Italia, ha concordato con il commissario tecnico e il presidente federale Manfredi di non partecipare al torneo in Polonia per prendersi un periodo di riposo“. Una motivazione che non convince. Ironia della sorte, dopo mesi passati a discutere di Egonu e a mettere in dubbio il suo valore, ci si trova a rimpiangerla e con tante nubi all’orizzonte. In Polonia saremo senza la giocatrice simbolo e con una ricezione debole. Orro è chiamata agli straordinari, Sylla sembra stanca. Una matassa difficile da sbrogliare con tante incognite e domande a cui nessuno sembra voler rispondere.

ITALIA – OLANDA VOLLEY CAMPIONATI EUROPEI PALLAVOLO FEMMINILE FINALE 3-4 POSTO BRUXELLES 03-09-2023 FOTO GALBIATI – RUBIN

Ci sono dei precedenti: le “situazioni” Pietrini e Malinov

L’attenzione è tutta su Paola Egonu. Stando alle ultime, la rottura con il CT sarebbe definitiva, mentre il gruppo sarebbe coeso e concentrato. Opposta a parte, in passato, ci sono state altre situazioni non proprio lineari. Nel 2019, Elena Pietrini dice no all’Europeo. La stagione è logorante (ora forse ancora di più) e ha bisogno di riposo. Pochi giorni dopo il temporaneo addio alla Nazionale è però al lavoro con Scandicci. Una incongruenza di fondo: da allora però, a onor del vero, la Pietrini è diventata una pedina fissa. Quindi, anche fosse successo qualcosa la situazione, negli anni, è rientrata.

Diverso il caso di Malinov, passata da titolare a sostituta di Orro (a ragion veduta). Una scelta, ma fa parte del gioco, che non ha fatto bene alla giocatrice ex Scandicci e che a marzo a Gazzetta diceva: “Per motivi che non ho capito non sono stata nelle scelte dell’allenatore. Eppure la Nazionale per me è sempre stata un qualcosa di importante e mi è dispiaciuto tantissimo non vivere da protagonista il Mondiale“. Il chiarimento c’è poi stato e sarebbe stata “Lia” a tirarsi indietro come spiegato a Volley News. “Ho parlato con Mazzanti e ci siamo confrontati su alcune cose…Quest’anno è stato complicato. Per questo motivo ho dovuto rinunciare agli impegni con la Nazionale“. Questi due casi mostrano però come ci sia, da anni, poca chiarezza verso l’esterno (che non è dovuta) ma anche verso l’interno e questo è peggio. La polvere troppo spesso è stata nascosta sotto il tappeto.

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