Imola 2002: Edwards-Bayliss, la gara del secolo

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Il WSBK torna sul circuito di Imola, dove nel 2002 andò in scena il round più bello della storia del campionato. La lotta per il titolo tra Colin Edwards e Troy Bayliss è ancora viva nei ricordi degli appassionati

Imola Edwards Bayliss

Imola, per sempre nel cuore degli appassionati

Il campionato del mondo Superbike si appresta a tornare sul circuito di Imola per il settimo round della stagione 2023. Fino a questo momento, l’indiscusso dominatore del mondiale è Alvaro Bautista, vincitore di sedici delle prime diciotto gare disputate (dodici su dodici nelle gare lunghe!). Sembrano lontanissimi i tempi in cui il circuito italiano dava vita a battaglie leggendarie tra i più grandi campioni della storia del WSBK. Il tracciato imolese è entrato a far parte del calendario a partire dal 2001, e per due annate ha rappresentato l’ultima tappa della stagione. Nel quadriennio 2003-2006 ha invece preceduto il GP di Magny-Cours, diventando il penultimo appuntamento stagionale, per poi essere sostituito da Vallelunga (2007-2008) prima di tornare nel 2009. Dal 2012, il round di Imola è stato spostato nella prima parte della stagione.

Nel 2001 si arrivò a Imola con il mondiale già assegnato. Troy Bayliss, con 369 punti, era irraggiungibile per un Colin Edwards indietro di 52 lunghezze con 50 punti ancora in palio. Ruben Xaus vinse la prima manche, mentre Regis Laconi fu in grado di imporsi nella seconda, portando a casa il suo primo successo in carriera nella categoria riservata alle derivate di serie. Ma fu il 2002 a dare al week-end di Imola l’occasione per diventare decisivo. In quella stagione la lotta tra il campione del mondo Troy Bayliss (Ducati 998 F 02) e l’americano Colin Edwards (Honda VTR 1000 SP2) aveva raggiunto il suo apice. Gli ultimi due piloti ad aver conquistato il titolo della Superbike su due moto diverse dopo un’annata pazzesca in cui avevano distrutto la concorrenza. Si arrivava all’ultimo round con i due contendenti divisi da un solo punto: il finale della storia doveva ancora essere scritto.

Imola Edwards Bayliss

Il duello più bello di sempre

Nelle prime diciassette manches della stagione 2002 il dominatore era stato Troy Bayliss. L’australiano della Ducati se n’era aggiudicate ben quattordici, anche se nelle tre occasioni in cui non aveva vinto, era sempre finito fuori dal podio. Era avvenuto a Sugo, in Giappone, dove Troy aveva concluso quinto in gara-1 e quarto in gara-2; poi era successo sotto la pioggia di Silverstone, in una prima manche in cui Bayliss aveva terminato al quinto posto dopo essere caduto per due volte e aver rialzato la moto per ripartire. Il merito di Edwards, in quella parte della stagione favorevole al rivale, era stato quello di riuscire a perdere il minor numero possibile di punti. Dopo il quarto posto in gara-1 a Valencia, nel round d’apertura, era sempre finito sul podio con due vittorie (Sugo e Donington, sempre in gara-1).

Dopo aver battuto per la prima volta il suo avversario in uno scontro diretto nella seconda manche di Laguna Seca, era iniziato un nuovo campionato. Un Edwards praticamente imbattibile vinceva sette gare di fila con cui si presentava a Imola addirittura da favorito. La caduta di Bayliss ad Assen, nel penultimo appuntamento del campionato, aveva infatti portato per la prima volta lo statunitense in vetta alla classifica. Al texano sarebbe quindi bastato un primo e un secondo posto sulla pista italiana, ma dopo aver vinto la prima manche davanti agli oltre 100.000 spettatori presenti, Colin non si accontentava. In gara-2 Bayliss ci provava in tutti i modi, cercando di indurre il rivale a un errore e sperando nel rientro del gruppo nel tentativo di mettere tra sé e Edwards qualche altro avversario. Niente da fare, l’americano non cade nel tranello e vince la nona gara consecutiva, regalandosi il secondo titolo in carriera dopo quello del 2000. Con ventitré podi consecutivi nello stesso campionato, Colin detiene ancora il primato assoluto della Superbike. La gara del secolo era appena terminata e aveva iscritto il pilota di Houston alla lista degli immortali del motociclismo.

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