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Icona Pietrangeli, l’ex tennista spegne 90 candeline. Tra successi e aneddoti di vita

Nicola Pietrangeli, Ph. Credit: Fitp

Nicola Pietrangeli fa 90. Traguardo importante per una delle icone del tennis di un tempo che con c’è più, quando le racchette erano in legno. Vincitore di due Roland Garros e trionfatore, sempre per ben due volte, degli Internazionali ma anche personaggio fuori dal campo di gioco.

Nicola Pietrangeli in azione. Ph. Credit: Fitp

Una vita spesa per il tennis: Nicola Pietrangeli spegne 90 candeline

Per capire la portata delle imprese di Nicola Pietrangeli basterebbe pensare che nel 2006 gli è stato intitolato lo Stadio del Foro Italico noto fino ad allora come Stadio della Pallacorda. Nel palmarès vanta due Roland Garros e due Internazionali di Roma. Ha guidato gli azzurri, prima da giocatore, a due finali in Coppa Davis (1960 e 1961) e poi da capitano alla vittoria nel 1976. È anche l’unico personaggio di nazionalità italiana, insieme al compianto giornalista Gianni Clerici, a essere stato inserito nella Hall of Fame del Tennis. Personaggio eclettico e di un tennis che non c’è più ha scritto una pagina di questo sport.

Nato a Tunisi è figlio di un ex calciatore e di una russa, figlia del colonnello zarista Alexis von Yourgens. Il padre per anni ha visse in un campo di prigionia nel deserto e Pietrangeli per più volte lo andò a trovare. In una recente intervista a Corriere ha ricordato: “Una caserma dove lui si era fatto un campo da tennis. Andai a trovarlo, mi mise in mano una racchetta e mi propose una partita di doppio. Fece tutto papà, e vincemmo. Il premio era un pettine ricavato dalla scheggia di una bomba. Per me è il più importante della mia carriera. Non l’ho mai ritrovato“. Il tennista ha sempre spiegato che la figura paterna è forse stato il primo modello di una carriera fatta di 120 match e 48 tornei portati a casa. Oltre il tennis ha coltivato anche amicizie importanti, tra cui quelle con Ranieri di Monaco e con Marcello Mastroianni.

L’autobiografia di Nicola Pietrangeli. Ph. Credit: Sperling & Kupfer

L’autobiografia “Se piove rimandiamo

Proprio dell’amicizia con Marcello Mastroianni ne parla nel libro, edito da Sperling & Kupfer, “Se Piove rimandiamo” uscito il 5 settembre 2023. “Marcello Mastroianni – spiega – invece, è un capitolo a parte. Per tre anni siamo stati davvero pappa e ciccia, ma non ho nemmeno una foto con lui, e la cosa mi dispiace tantissimo“.Tanti gli aneddoti e i racconti con un capitolo chiamato Gli amori della mia vita in cui spiega: “Sono sempre passato per un rubacuori ma, ripeto, in realtà sono sempre state le donne a mollare me, mai il contrario. A me piaceva fare la bella vita, ma l’abito del playboy me lo hanno cucito addosso gli altri”. Tra gli amori più celebri quello con la conduttrice, con cui dice di essere in ottimi rapporti, Licia Colò. Oggi, è spostato con Susanna Artero, madre dei suoi tre figli: Marco, Filippo e Giorgio.

Infine, c’è un capitolo dedicato a un’altra icona del tennis, Adriano Panatta e al loro rapporto sempre un po’ sopra le righe. “Il rapporto tra me e Adriano si ruppe per via del complotto che organizzarono nel 1978 per mandarmi via. L’anno prima eravamo arrivati in finale di Coppa Davis e nel 1976 l’avevamo vinta in Cile. Eppure, dopo un primo e un secondo posto, mi ricompensarono con un calcio nel sedere. Io e Panatta non ci parlammo per cinque anni. Poi fu Adriano a rompere il ghiaccio e a ricucire lo strappo”.

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