Globe Soccer Awards a Dubai, ecco i vincitori

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Ibrahimovic protagonista con il premio alla carriera e con la sua reazione: “Non è ancora finita”. Ma molta Italia lo è stata. Ancelotti miglior allenatore dell’anno, la coppia Maldini – Massara i migliori dirigenti. Premio alla carriera anche a Galliani 

C’è un po’ di Real in questa Dubai 

Ci sono premi e premi e poi ci sono i Globe Soccer Awards. Giunto alla dodicesima edizione, l’evento premia i campioni del calcio. Infatti, a coronare una stagione straordinaria, il premio come miglior giocatore dell’anno lo ha ricevuto Karim Benzema. Dopo il Pallone d’oro, il francese ha ottenuto il riconoscimento all’evento di Dubai; in attesa di essere la stella, almeno queste le aspettative, ai Mondiali in Qatar. Victor Osimhen sbaraglia la concorrenza e porta a casa invece il premio come miglior giocatore emergente al mondo.  Niente da fare per il quasi coetaneo del Milan, Leao. Battuti anche altri giovani fenomeni candidati, tra i quali Gavi, Valverde, Bellingham, Camavinga, Alvarez. Il nigeriano del Napoli ha così confermato che il suo momento roseo ha raggiunto picchi globali, oltrepassando i confini nazionali. 

Ma il Real Madrid non può lamentarsi, considerata l’incetta di premi. Oltre Benzema anche Ancelotti è stato premiato come miglior allenatore del mondo e Florentino Perez come miglior presidente del pianeta. Ma non è finita. I Blancos sono stati nominati come miglior club dopo aver vinto 4 trofei in una stagione, tra i quali la quattordicesima Champions League. Presenza del Real che si fa sentire anche in un’altra assegnazione, quella a Sergio Ramos come miglior difensore di tutti i tempi. Premio alla carriera come miglior allenatore invece consegnato a Unay Emery. Premi alla carriera che hanno ritirato anche Romario, Wayne Rooney, Zlatan Ibrahimovic. La reazione del campione svedese è stata degna di lui. L’attaccante ha infatti rassicurato “La carriera non è finita, ho ancora della strada da fare, quindi rilassatevi”. Ironia lapidaria, minacciosa ma sorridente. Quella di Ibra. 

Soccer Globe Award: la genesi 

Torniamo in Italia. C’è tanto Milan nella serata di Dubai. Oltre ad Ibra, che spera di tornare a giocare con la maglia rossonera, la coppia composta da Paolo Maldini e Frederic Massara è stata premiata nella categoria  dirigenti dell’anno. D’altronde i due hanno  riportato il Milan ai vertici del calcio italiano battendo il Napoli di Cristiano Giuntoli. “Fondamentali per riportare in pari il bilancio e resuscitare un gigante del calcio” come recita la motivazione al momento della consegna. Sa di Milan anche il premio assegnato ad Adriano Galliani: premio alla carriera da dirigente per il tycoon del Monza che ha ricordato i 29 trofei in 31 anni in rossonero con il presidente Silvio Berlusconi, e adesso la prima promozione del Monza in serie A in 110 anni di storia.

Un evento che premia il calcio nel suo presente e nel suo passato, che ha tuttavia una genesi diversa. Nasce come Globe Soccer, un meeting esclusivo a cadenza annuale dove i principali operatori del calciomercato si riunivano insieme a Club, Leghe, Federazioni e Istituzioni del calcio per dibattere. Già dalla seconda edizione cambia un la sua natura lasciando spazio agli awards, Diventa così Globe Soccer Awards con premi speciali per il miglior dirigente e il miglior agente di calciatori dell’anno. Quest’ultimo premio quest’anno è andato a Jorge Mendes. Tra i suoi assistiti d’altronde figurano Mourinho e Cristiano Ronaldo. Il portoghese detiene un record: il premio dal 2010 è sempre andato lui, a eccezione del 2016. Nel corso delle varie edizioni del premio, la lista delle categorie a cui viene conferito il premio si sono ampliate. Così è diventato quello che abbiamo appena visto. Nessun premio per il re di Roma, Francesco Totti che è stato comunque protagonista all’evento riempendo i rotocalchi per aver esordito sul red carpet con la sua nuova compagna.

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