Cristiano Ronaldo-Manchester United: c’eravamo tanto amati

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Il titolo del glorioso film del ‘74 interpretata da Vittorio Gassman, sarebbe perfetto per rappresentare la situazione odierna tra il Manchester United e Cristiano Ronaldo. Una storia d’amore ormai prossima al tracollo come quando un “becco” seppur ancora sposato, rivela all’amico del tradimento della moglie. “Alea iacta est” direbbe Giulio Cesare. “Il dado è tratto” diremmo noi. È ormai solo questione di tempo, ma il matrimonio tra il leggendario numero 7 e i Red Devils, è ormai prossimo al fallimento. 

Cristiano Ronaldo e Erik Ten Hag dopo una sostituzione
CR7 e Erik Ten Hag dopo una sostituzione

L’attacco alla direzione sportiva

Quando una storia d’amore finisce, quasi mai accade come un fulmine a ciel sereno. La realtà dei fatti è ben diversa e se il tuo nome è Cristiano Ronaldo, il tuo partner uno dei club più blasonati del Mondo e il tuo amico il “The Sun”, un tappeto non basta a nascondere la polvere. Forse perché in questa particolare circostanza, non c’era nemmeno la voglia di farlo. Con le parole rilasciate a Piers Morgan il portoghese ha di fatto sparato a zero su tutto l’operato del Manchester United negli ultimi due anni e non solo: “Dopo Sir Alex Ferguson non c’è stata alcuna crescita nel club, i progressi sono stati pari allo zero. Nulla è cambiato, persino la palestra, la jacuzzi, la cucina. Questo mi ha sorpreso molto”.

Il portoghese ha accusato in particolare Erik Ten Hag e la società: “Non ho rispetto per lui perché non mostra rispetto per me. Hanno cercato di farmi fuori, di trasformarmi in un capro espiatorio. Non solo lui, anche altri del club”. Poi sulla scelta di affidare la guida tecnica a Rangnick, già promesso sposo del Milan 2 anni fa, ha aggiunto: “Non è mai stato un allenatore, come fa ad allenare lo United? La cosa ha sorpreso non solo me, ma tutto il mondo”. Ronaldo incalza sottolineando anche lo scarso attaccamento al club degli stessi proprietari, criticati aspramente dal pubblico di Old Trafford: “I Glazer? A loro a loro non importa del club. Otterranno i loro soldi dal marketing, dello sport non gli interessa”.

Cristiano Ronaldo con la maglia del Manchester United
Cristiano Ronaldo con la maglia del Manchester United

I problemi familiari

Ronaldo non si è però limitato all’ambito sportivo, ma ha demolito anche la gestione di casi delicati come i suoi problemi personali dell’ultimo anno: “Ho parlato col direttore sportivo e il presidente del Manchester United quando mia figlia è stata male – racconta Cristiano spiegando i motivi della sua assenza nella preseason estivaEra come se non credessero alle mie parole, e questo mi ha fatto stare male. Mi hanno ascoltato, ma era chiaro che dubitassero di me. Come padre e come marito non potevo lasciare la mia famiglia in quel momento. Non per il precampionato”

Accuse pesanti rivolte alla dirigenza che in un anno a dir poco travagliato per la vita personale del portoghese (lo scorso luglio ha perso la vita il loro ultimo genero durante il parto) non ha mostrato alcun tipo di solidarietà. Spesso ci si dimentica che anche i calciatori, dall’alto dei loro stipendi faraonici, sono persone che possono avere i nostri stessi problemi. E c’è da dire che con i suoi 808 gol in carriera, di “bonus malattia” se ne sarebbe pure guadagnati. Soprattutto se il permesso chiesto è per saltare la spedizione in Asia e Australia, non una finale di Champions League

Cristiano Ronaldo contro il Manchester City
CR7 contro il Manchester City

L’appello ai tifosi e il paragone con gli altri club

Nella lunghissima intervista, il portoghese ha trovato spazio anche per tendere una mano verso i propri fan ignari secondo lui della situazione attuale del club: “I tifosi devono sapere che sono tornato per provare ad aiutare il club. Come diceva Picasso devi distruggere per ricostruire, ed evidentemente hanno deciso di iniziare da me. I tifosi per me sono molto importanti ed è per questo che ho deciso di fare questa intervista: ho pensato fosse arrivato il momento giusto.

Parole rivolte proprio a chi lo United lo porta nel cuore nonostante lo sconforto suscitato da anni di mediocrità dopo una lunga e gloriosa storia. Ma anche per questo CR7 ha una spiegazione: “I tifosi dovrebbero anche sapere che ci sono situazioni all’interno del club che gli impediscono di raggiungere il massimo livello, dove sono City, Liverpool e ora anche Arsenal. Sarà dura essere al vertice nei prossimi 2-3 anni”.

Il tributo di Anfield dopo la notizia della scomparsa del figlio appena nato
Il tributo di Anfield dopo la notizia della scomparsa del figlio appena nato

Gli ex dello spogliatoio

Dopo l’inizio del caso, che sia chiaro non è nato in questi giorni ma almeno l’estate scorsa, in molti si sono schierati contro il portoghese, appoggiando le scelte di Ten Hag e della società. Tra questi molti ex compagni di squadra: “È difficile quando vedi persone che erano nello spogliatoio con te criticare in quel modo. Penso che si approfittino della mia notorietà perché non sono stupidi. Sono il ragazzo più seguito al mondo. Non è un caso”. Poi alla domanda specifica su Wayne Rooney ha risposto: “Sono sorpreso. Tempo fa eravamo a casa mia, ha anche invitato mio figlio a giocare a calcio a casa sua. Io veramente non capisco le persone così. Rooney e Neville non sono miei amici, sono colleghi”.

Non solo veleno, Ronaldo ha avuto anche parole al miele per chi, in un periodo così difficile, si è schierato con lui, ovvero Roy Keane, leggendario centrocampista irlandese, e Rio Ferdinand, ex centrale dei Red Devils: “Keane è il miglior capitano di sempre. Con Ferdinand eravamo vicini di casa e l’amicizia esisteva anche fuori dal campo. Sono bravissimi ragazzi, non solo perché parlano bene di me, ma perché lo erano nello spogliatoio. Sono giocatori di calcio e sanno come pensano e si comportano i calciatori”. La vicenda è appena iniziata e il comunicato del club, prevedibilmente vuoto di significato, sulla questione è già arrivato ma fino al 21 dicembre, giorno degli ottavi di Coppa di Lega, ci sarà una tregua. Fino a quel momento i rispettivi pensieri saranno altrove e il portoghese, impegnato nei Mondiali in Qatar, si augura di zittire le critiche alzando al cielo il trofeo più prestigioso del mondo. L’unico che gli manca.

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