Busquets, addio all’ultimo rimasto dell’invincibile Spagna

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C’era una volta una nazionale che dominava il calcio mondiale, non solo attraverso le vittorie ma grazie anche al suo gioco stellare. Busquets ha dato l’addio alla Spagna, e ora per le Furie Rosse si aprirà un nuovo capitolo.

Busquets e Xavi festeggiano la vittoria dell'Europeo
Busquets e Xavi festeggiano la vittoria dell’Europeo

L’ultimo supereroe spagnolo

Nella penisola iberica si è definitivamente chiusa un’era. Un’era caratterizzata da anni di trionfi incontrastati ottenuti grazie ad un calcio che ha pochi eguali nella storia. Lo scorso 16 dicembre infatti Sergi Busquets ha annunciato, tramite social, il suo addio alla Spagna: “Ciao a tutti, vorrei annunciare che dopo quasi 15 anni e 143 partite è arrivato il momento di salutare la Nazionale. Vorrei ringraziare tutte le persone che mi hanno accompagnato in questo lungo cammino. Da Vicente del Bosque che mi ha dato la possibilità di iniziare, a Luis Enrique per avermi fatto divertire fino all’ultimo secondo”. 

“El quitanieves” di Sabadell era infatti l’ultimo rimasto di quella nazionale che ha dominato per anni il calcio europeo e Mondiale. È stato protagonista della Coppa del Mondo in Sudafrica (saltando appena 28 minuti) e dell’Europeo in Polonia-Ucraina (giocando tutti i minuti a disposizione). Solo Sergio Ramos e Casillas possono vantare più presenze di lui in nazionale (143). Non sarà stato uno dei più appariscenti, non sarà stato il più bello da vedere ma siamo sicuri che, al momento dell’annuncio ufficiale dell’addio di Busquets alla Spagna, a qualcuno sarà scesa una lacrima, ricordando quel ragazzo che fece il suo esordio appena 20enne (aprile 2009), subentrando al mago David Silva. Peccato per la macchia del rigore sbagliato contro il Marocco. In quello che rimarrà per sempre il suo ultimo pallone toccato in rosso. Ma poco, e a pochi, importa se con le tue giocate sei riuscito a creare e a portare avanti uno stile di gioco che in tanti hanno provato a scimmiottare senza però mai riuscirci.

L'ultimo pallone toccato da Busquets prima di dire addio alla Spagna. La disperazione per aver sbagliato il rigore
L’ultimo pallone toccato da Busquets prima di dire addio alla Spagna. La disperazione per aver sbagliato il rigore

A fine stagione l’addio al Barcellona

A 34 anni, per Busquets sembra ormai arrivata l’ora del tramonto. I rumors di mercato lo vedono già all’Inter Miami, a godersi la sua meritata pensione d’oro. Non è mai stato un super atleta e probabilmente non gli è mai interessato. Ha sempre fatto della sua normalità un punto di forza, anche perché, riuscire a essere Superman avendo accanto gente come Messi, Iniesta e Xavi, non sarebbe stato possibile. Un modo di essere e giocare perfettamente delineato da una storica frase di Vicente Del Bosque: “Se guardi la partita nel suo complesso Busquets non si nota, ma guardando Busquets riuscirai a capire la partita nel suo complesso”.

A Guardiola deve tutto. Gli ha affidato le chiavi del centrocampo del Barcellona in quello che era il suo ruolo quando ancora indossava gli scarpini. Lo ha consigliato, gestito e aiutato nei momenti di difficoltà. A giugno sarà addio. Il contratto è in scadenza e i 15 milioni lordi di stipendio sembrano al momento un ostacolo enorme da superare per le tasche del club, in grave crisi economica. Lascerà da terzo più presente di sempre (689), dietro solo alla Pulce di Rosario e al Profe, suo attuale allenatore. Lascerà dopo 8 campionati vinti, 7 Coppa e 6 Supercoppe di Spagna, 3 Champions League, 3 Supercoppa Uefa e 3 Mondiali per club.

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