Brittney Griner la triste fine della stella WNBA detenuta in Russia

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Da mesi Brittney Griner è detenuta in Russia. Era il 17 febbraio quando la stella della WNBA, che aveva deciso di giocare a Mosca per qualche mese con la maglia dell’UMMC Ekaterinburg, venne fermata all’aeroporto russo. A suo carico l’accusa di detenzione di droga: è stata infatti trovata in possesso di alcune capsule per sigarette elettroniche ripiene di olio di hashish. A fine ottobre è stato respinto il suo ricorso e confermata la condanna di agosto a 9 anni.

Brittney Griner con la maglia della Nazionale USA. Ph. Credit: IG Brittney Griner

Griner detenuta in Russia: la famiglia non sa dove si trovi

La cestista, che per sopperire al salary gap che c’è tra NBA e WNBA, aveva deciso di “arrotondare” facendo parte della stagione nel paese di Putin, rischiava fino a 10 anni. Alla fine, in primo grado, gliene sono stati dati nove. Brittney Griner ha ammesso di aver portato le cartucce nel bagaglio per errore, di fretta, per paura di perdere il volo e senza nessun intento criminale.

A ottobre è stata confermata la condanna di 9 anni e da qualche giorno è stata spostata in una colonia penale russa (le colonie sono celebri per le dure e scarse condizioni igieniche). A renderlo noto gli avvocati che hanno fatto sapere come nessuno, nemmeno i familiari, sappiano con esattezza dove si trovi. Lo spostamento, che era prevedibile, è arrivato repentinamente e prima che venisse notificata la news al team di legali che la segue. “È stata trasferita dal centro di detenzione di Iksha il 4 novembre. Ora sta andando in una colonia penale. Non abbiamo alcuna informazione sulla sua esatta posizione attuale o sulla sua destinazione finale”.

Brittney Griner durante un match WNBA – Ph. Credit: WNBA

Cosa si sta facendo davvero per la giocatrice?

Classe 1990 è una delle icone della lega americana femminile. Peccato che a livello mediatico poco si stia parlando della sua vicenda e di come il suo arresto sia diventato di natura politica visto le tensioni tra Russia e Stati Uniti per via del conflitto con l’Ucraina. A dare molto rilievo alla notizia, con un conteggio dei giorni di detenzione, è l’associazione della WNBA. A cercare di scuotere gli animi anche alcuni giocatori simbolo dell’NBA come LeBron James o Steph Curry. Per il resto poco, soprattutto in Europa, il richiamo mediatico.

Le autorità statunitensi, dalla loro, da mesi emettono comunicati e manifestano – a parole – il sostegno a Brittney Griner che è arrivata anche a scrivere una lettera al Presidente USA Joe Biden. Qualche settimana fa, due funzionari di Stato, sono andati a trovarla e dopo lo spostamento la Casa Bianca ha diffuso un nuovo comunicato.

Ogni minuto che Brittney Griner deve sopportare una detenzione illegittima in Russia è un minuto di troppo. Come Amministrazione continuiamo a lavorare incessantemente per la sua liberazione. Il Presidente ha dato indicazione per far valere sui suoi carcerieri la necessità di migliorare le sue condizioni e i trattamenti a cui potrebbe essere soggetta nella colonia penale”.

Oltre dichiarazioni e una presunta trattativa di negoziazione tra detenuti non si sta facendo molto per la giocatrice la cui vita è stata già stravolta.

Da mesi si parla di un possibile scambio con Viktor Bout, cittadino russo detenuto in Illinois e celebre per il traffico d’armi condannato a 25 anni di carcere per aver venduto armi a terroristi e criminali di guerra.

Alle parole e alle intenzioni però per il momento non sono seguiti i fatti.

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