Home STORIE DI SPORT Alessandro Nesta: il difensore manifesto di eleganza

Alessandro Nesta: il difensore manifesto di eleganza

Quando analizziamo le caratteristiche di un difensore, è impossibile non pensare ad Alessandro Nesta. Il calcio italiano nella sua storia vanta numerosi centrali che hanno scandito le varie epoche e Sandro occupa uno dei primi posti di questa lunga lista. È stato manifesto di eleganza ed efficacia. Una carriera gloriosa, segnata da successi con i club e coronata dalla vittoria del Mondiale nel 2006.

Alessandro Nesta con la maglia della Lazio
Alessandro Nesta (calcio.fanpage.it)

La scivolata perfetta di Nesta: prototipo del difensore moderno

A cavallo tra la fine degli anni ’90 e gli inizi degli anni 2000, Alessandro Nesta è stato, senza dubbio, uno dei difensori centrali più dominanti del gioco. Eleganza e tempismo sono le principali doti che lo hanno contraddistinto e che ancora oggi lo rendono il prototipo del difensore moderno. La sua scivolata rappresentava la perfezione, in un mix di coordinazione, tempo e pulizia del gesto tecnico. Una skill che è diventata il suo marchio di fabbrica e che ha condannato gran parte degli attaccanti che gli si trovavano davanti. Nesta era moderno già vent’anni fa, quando il ruolo del difensore era ancora profondamente diverso rispetto ad oggi. In quegli anni era uno dei pochi a vantare una tecnica individuale notevole, che gli permetteva di uscire palla al piede. Allo stesso tempo, però, faceva valere il suo lato sporco da difensore rude, quando era necessario.

E pensare che Nesta inizia il suo percorso come ala destra, per poi essere arretrato sulla linea di difesa. Nato a Roma, Alessandro inizia a giocare nell’U.S. Cinecittà, squadra del quartiere, con cui offre i primi assaggi delle sue qualità. Tanto da essere segnalato da un collaboratore della Roma che convince l’allora presidente a mettere sul piatto 10 milioni di lire. Il padre, però, di fede laziale, respinge al mittente l’offerta. Nesta segue il suo amore per i colori biancocelesti e dopo aver vinto il campionato Primavera, il 13 marzo 1994 Zoff lo fa esordire in prima squadra in occasione di Udinese-Lazio. Nel ’95 Zdenek Zeman decide di spostarlo da terzino a centrale. Un’intuizione decisiva per il suo cammino. Diventa il capitano della Lazio negli anni di massimo splendore del club, scanditi dalla vittoria dello storico scudetto nel 2000. Viene ribattezzato dai tifosi ‘Il Ministro della Difesa’. Col tempo, però, si inceppa qualcosa con l’ambiente e nell’estate 2002 Galliani lo porta a Milano.

Alessandro Nesta (gettyimages)

Dai trionfi col Milan al rapporto con la Nazionale

Alla prima stagione con la maglia del Milan vince la sua prima Champions League, battendo in finale la Juventus. Diventa il partner di una leggenda come Paolo Maldini e vanta compagni del calibro di Costacurta, Pirlo, Seedorf, Rui Costa, Shevchenko. In rossonero acquisisce uno status enorme, diventando un pilastro per Carlo Ancelotti. Vince anche il suo secondo scudetto nel 2004 ma dal 2006 inizia il calvario con i primi problemi alla spalla che, però, non gli impediscono di prendersi la rivincita col Liverpool, vincendo la finale di Champions del 2007 ad Atene. Dopo diversi problemi fisici che condizionano le successive stagioni, dice addio al Milan nel 2012, per provare una nuova esperienza prima in Canada e poi in India.

Il suo rapporto con la Nazionale, invece, è stato piuttosto tormentato. Ben tre infortuni hanno segnato i suoi Mondiali, nel ’98, nel 2002 e per ultimo nel 2006 dove conquista la Coppa del Mondo ma da semi spettatore. In quel campionato mondiale, infatti, Nesta gioca solamente le prime due partite del girone, prima di infortunarsi con la Repubblica Ceca e lasciare spazio a Materazzi che, per un segno del destino, si rivela l’uomo decisivo. Protagonista invece, all’Europeo U21 vinto a Barcellona contro la Spagna, in una giovane Italia guidata da Cesare Maldini, dove il difensore romano realizza il quarto rigore. Essere riuscito a diventare uno dei migliori difensori della storia del calcio, nonostante i gravi infortuni, rende l’idea dello spessore di questo straordinario atleta che anche in veste di allenatore ha provato a costruire qualcosa. Inizia al Montreal e poi guida il Miami FC. Dopo l’esperienza al Perugia, intraprende una nuova sfida col Frosinone, sfiorando la promozione in Sere A. Nel 2022 diventa opinionista, dimostrando di avere tante frecce nel proprio arco. Oggi è un riferimento assoluto per tanti ragazzi italiani che sognano di diventare calciatori e magari di fare una scivolata alla Nesta.

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