Volley, promossi e bocciati di Superlega e Lega Femminile Serie A

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Si sono conclusi, settimana scorsa, i massimi campionati, al maschile e femminile di pallavolo. In Superlega ha trionfato l’Itas Trentino mentre tra le donne è arrivato l’ennesimo successo dell’Imoco Conegliano.

Superlega_ lo scudetto dell'itas Trentino
I festeggiamenti per lo scudetto dell’Itas Trentino Ph. Credit: Trentino Volley Srl Ufficio Stampa

Superlega, che delusione per Perugia. A Trento si fa festa con un velo di tristezza

La grande favorita della Superlega 2022/23, ovvero la Sir Safety Susa Perugia è rimasta letteralmente a mani vuote. Bocca asciutta, nessun piazzamento in Europa per la prossima stagione e un addio non senza qualche polemica di Andrea Anastasi. Inutile negarlo, gli umbri sono la delusione dell’anno. Dopo una regular season con percorso netto, ai quarti è arrivata la sorpresa Allianz Powervolley Milano a far da guastafeste. Perugia è rimandata, promossa invece Milano che ha quasi sfiorato e accarezzato il sogno finale scudetto per poi schiantarsi contro l’esperta Lube. Già, la Lube che durante l’anno non ha di certo fatto impazzire. Infortuni, qualche dissidio interno, scelte di Blengini che non sempre hanno convinto e eliminazione della Final Four di Coppa Italia. Eppure alla fine i marchigiani, campioni d’Italia uscenti, hanno agguantato la finale. Non è riuscito però il mircolo e ha vinto l‘itas Trentino.

La squadra di Lorenzetti ha messo in bacheca il quinto scudetto della propria storia. In semifinale di Superlega dopo una battaglia, risolta sempre a gara cinque, ha eliminato la Gas Sales Piacenza. Gli emiliani sono gli altri “delusi” dell’anno. Con un roster di altissimo livello (basti pensare a Simon, Leal, Brizard e Romanò) la formazione di Botti (poi esonerato) ha conquistato solo la Coppa Italia. Ci si aspettava di più. Promossa quindi la vincitrice Trento che invece proprio in Coppa aveva perso e non voleva salutare Lorenzetti, Lisinac o Kazinsky (alla loro ultima stagione in maglia Itas) senza un trofeo. Il quinto tricolore è arrivato ed è stata la ciliegina sulla torta per la società che ha anche festeggiato la promozione della squadra femminile nella massima serie. Dopo l’annata di Superlega delusione oltre che per Perugia anche per Modena fuori dalle coppe e pronta a una rivoluzione dopo l’addio di Giani. Promossa, infine, la Vero Volley che prossimo anno giocherà la Challenge Cup e che, per infortunio, ha giocato quasi tutto l’anno senza l’alzatole titolare Fernando Kreling.

Finale scudetto
Un’immagine della finale scudetto tra Vero Volley Milano e Imoco Conegliano. Ph. Credit: Conegliano

La legge del più forte: l’Imoco Conegliano vince ancora

Promossa, come sempre, la squadra campione del Mondo dell’Imoco Conegliano che ancora una volta (sesto scudetto) ha conquistato il tricolore. Il roster maggiormente attrezzato a sfide del genere e una cultura vincente ormai iscritta nel DNA hanno consentito alla squadra di Santarelli di confermare il proprio strapotere. Passa a pieni voti anche l’altra finalista, la Vero Volley Milano. Per il secondo anno di seguito la squadra di coach Gaspari è arrivata in fondo e mai come quest’anno ha visto la linea del traguardo. La sfida è rimandata al prossimo anno, quando non ci sarà la mattatrice della serie finale Jordan Thompson ma ci sarà una certa Paola Egonu.

Ci si aspettava forse il definitivo salto di qualità dalla Savino Del Bene Scandicci, eliminata, proprio da Milano in semifinale. La squadra toscana per tutto l’anno è stata forse la vera anti-Imoco, ma sul più bello si è sciolta come neve al sole. La stagione è però più che positiva, comunque, con la Cev Cup portata a casa. Prossimo anno il club guidato da Barbolini può riprovarci. Non si è conclusa bene nemmeno l’annata di Novara. Il club in Italia, da inizio anno, ha faticato e non poco. Infine, la tragedia Julia Ituma non ha creato (comprensibilmente) le condizioni psicologiche per chiudere al meglio. Applausi, invece, per Chieri che ha chiuso da quarta la regular season e ha vinto il primo trofeo europeo della propria storia, la Challenge Cup.

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