Trema il mondo della Ginnastica Ritmica: la Federazione travolta da denunce di ex atlete

Ultime notizie

Coppa del mondo di sci, bene solo le azzurre

Slalom gigante, Marta Bassino sfiora il trionfo a Killington,...

Iran-Usa: un gol può portare la pace?

Una partita che va oltre lo sport, l’agonismo e...

Apoteosi Canada: Coppa Davis conquistata

Le foglie d’acero vincono per la prima volta la...

Beach Volley, Lupo – Rossi: che esordio in Australia

In Australia è il corso l'ultima Challenge del Beach...

Share

Il mondo della ginnastica ritmica non sarà più lo stesso. Almeno questo è l’augurio. Da settimane si susseguono denunce e rivelazioni sulle pressioni psicologiche e le violenze verbali subite da ex atlete ed ex Farfalle. A sollevare per prima il vaso di Pandora è stata Nina Corradini. Dopo di lei altre ginnaste si sono fatte avanti.

Nina Corradini
Nina Corradini ex Farfalla azzurra di Ginnastica Ritmica. Ph. Credit: Federginnastica

Ginnastica ritmica, le accuse delle ex azzurre

La prima a dare la scossa è stata Nina Corradini. Un fulmine a ciel sereno le sue dichiarazioni. Al quotidiano la Repubblica, l’ex farfalla ha infatti vuotato il sacco e raccontato quanto subito negli anni all’Accademia di Desio.

“Mangiavo sempre meno – ha spiegato l’ex ginnasta – ma ogni mattina salivo sulla bilancia e non andavo bene: per due anni ho continuato a subire offese quotidiane. Me lo ricordo il giorno in cui ho trovato la forza di andare via, era il 14 giugno 2021. Avevo passato ogni minuto degli ultimi mesi precedenti a desiderare di scappare da lì. Ora voglio informare e proteggere le bambine più piccole: tutti devono sapere la realtà“. La miccia non si è spenta ma anzi il coraggio di Nina Corradini come spesso succede (basti pensare al celebre caso Me Too) ha dato forza ad altre.

Si sono susseguite e si susseguono denunce e racconti da brividi che mostrano come il mondo della ginnastica ritmica sia malato. Dopo la Corradini sono arrivate le testimonianze di Anna Basta, Giulia Galtarossa, Sara Branciamore, Victoria Polidori, Sara Ferri e altre tre che sempre a Repubblica hanno parlato scegliendo la via dell’anonimato.

Il filo comune a unirle l’umiliazione, gli insulti e body shaming. A intervenire anche l’ex capitana delle Farfalle di Ginnastica Ritmica, Marta Panini. La Pagnini ha ribadito come la ginnastica sia sacrificio ma allo stesso tempo ha invitato tutte e farsi raccontare le loro esperienze e a farsi aiutare.

Nessuna dichiarazione, invece, da parte dalle azzurre dell’attuale squadra, probabilmente vincolate dall’appartenenza ai Gruppi sportivo Militari.

L’attuale squadra italiana di Ginnastica Ritmica. Ph. Credit: Simone Ferraro

Terremoto Ginnastica, le parole della Federazione e del Ministro Abodi

La Federazione ha emesso una breve nota stampa dopo la prima denuncia. Uno scarno comunicato in cui si invitava tutti a denunciare. Poi con un secondo comunicato sono arrivate le dichiarazioni dei consiglieri degli atleti che hanno espresso vicinanza alle vittime.

Infine nelle ultime ore è stata annunciato il commissariamento dell’Accademia di Desio (centro Federale di Ritmica) con la nomina di un supervisore, ovvero il Vice-Presidente Vicario della FGI, prof. Valter Peroni. Sono stati anche stanziati  120 mila euro per un progetto di salvaguardia degli atleti.

La vicenda, ora, va oltre lo sport con la Procura di Brescia che ha aperto un’indagine. Il Ministro dello Sport e dei Giovani ha anche fatto un vertice con i numeri uno di Coni e Federginnastica, ovvero Malagò e Gherardo Tecchi.

“C’è un tribunale ordinario a Brescia e uno federale prontamente sollecitati – ha aggiunto poi il Ministro Abodi – C’è una segnalazione e c’è un calendario certo. Quello che emerge andrà valutato, di sicuro il confine tra il rigore e lo sconfinamento è una linea sottile. L’allenamento della ginnastica presuppone una preparazione fisica di un certo tipo. Ma le cose bisogna dirle agli atleti nel modo giusto, altrimenti si va oltre”.

Il limite sembra quindi sia stato oltrepassato in uno sport in cui, per ottenere buoni risultati, prima si inizia meglio è. Le ginnaste sono spesso isolate, lontano dagli effetti e nel periodo dello sviluppo si trovano sopraffatte dagli eventi. Il caso è emblematico di quanto, ancora una volta, oltre la salute fisica ci voglia in primis quella mentale, per anni purtroppo ignorata.

spot_img