Tour de France cambia pelle. Partenza dall’Italia

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Ricca di novità l’edizione 2024, la più importante riguarda le tappe d’esordio. Le prime tre gare tutte in Italia. In 120 anni di storia, mai il Tour de France aveva preso il via dal territorio nostrano. Saranno omaggiati anche i grandi ciclisti italiani del passato.

Tour de France
La panoramica delle tre tappe d’esordio del Tour de France

L’edizione delle prime volte. Firenze, Bologna, Torino e la tappa finale a Nizza

Storicamente l’appuntamento sportivo più seguito di sempre dopo Mondiali di calcio e Olimpiade. Stiamo parlando del Tour de France, che nel prossimo anno si terrà dal 1° al 23 luglio. Ma oggi, vogliamo parlarvi dell’edizione 2024, annunciata da poco e ricolma di novità. Dopo 120 anni, ‘la corsa in giallo’ ha deciso di cambiarsi d’abito. Tempo di restyling. Come già fatto nelle stagioni scorse da Vuelta e Giro d’Italia, che hanno scelto di delocalizzare alcune tappe, anche il Tour abbraccerà il rinnovamento. Ad essere precisi, Giro e Vuelta l’hanno fatto più per questioni pubblicitarie e di sponsor, mentre il ‘torneo ciclistico francese’ ha voluto compiere una scelta più romantica, strizzando l’occhio agli appassionati di lunga data. Il Tour de France 2024, infatti, prenderà il via dall’Italia. Le 3 tappe d’esordio si svolgeranno tutte nel territorio nostrano e la quarta a metà.

La prima, sabato 29 giugno da Firenze, dopo 205km, con un tratto centrale ricco di salite, si concluderà in volata a Rimini. Pianeggiante la seconda (domenica 30 giugno), partenza da Cesenatico, transito per Ravenna, Imola, Castel San Pietro, toccata e fuga su qualche pendenza e arrivo nel centro storico di Bologna. Anche la terza tappa sarà poco tortuosa. Si parte da Piacenza, 1° luglio, traguardo alle porte di Torino. La 4°, invece, passerà a cavallo del confine, partenza da Pinerolo e bandiera a scacchi in Francia. Per la prima volta l’Italia accoglierà la competizione ‘a due ruote’ più importante di sempre. Fa da eco il direttore generale del Tour Prudhomme: “Il tour è stato per troppo tempo lontano dall’Italia. Un Paese così appassionato di ciclismo deve necessariamente ospitarlo. Tra terreni ottimi e paesaggi unici, avremo tappe speciali”. Altra novità importante riguarderà il gran finale. L’ultima tappa, infatti, per la prima volta nella storia non si concluderà a Parigi, ma a Nizza.

L’iconico momento in cui Bartali offre la sua borraccia a Coppi

Tour de France tra novità e ricordo dei campioni di un tempo

Tre giornate di grande rilievo per il ciclismo italiano e per le città coinvolte. È grande il ritorno di immagine che porta con se il Tour, sia livello economico che turistico con la corposa carovana di visitatori, appassionati e sponsor che, ad ogni tappa, si sposterà nei vari Comuni. La ‘corsa in giallo’, oltre al lato sportivo, rappresenta una vetrina ideale dove mettere in mostra il meglio dei territori e in quanto a bellezze i Paesi nostrani non sono secondi a nessuno. Ad arricchire l’evento, ci saranno anche dei piacevoli e romantici omaggi ai campioni del ciclismo italiano. Ogni tappa, infatti, ricorderà fuoriclasse delle due ruote che hanno fatto storia. La prima sarà dedicata a Gino Bartali, icona di questo sport. Uomo immenso che ha dato la propria vita per il ciclismo, salvando anche molte persone in sella alla sua bici.

La seconda tappa non poteva non omaggiare Marco Pantani. In Emilia-Romagna, terra natale del ‘Pirata’, ricorderà le imprese eroiche di uno dei campioni più amati. Tra la terza e la quarta, a rubare la scena sarà il ‘Campionissimo’ Fausto Coppi, leggenda insieme all’amico-nemico Bartali. Questi tre fuoriclasse hanno tutti in comune la vittoria del tour. Pantani ha trionfato nel 1998 (in quell’anno vinse anche il Giro), Coppi 1949 e 1952, Bartali nel 1938 e 1948. Tre autentici giganti, che hanno tenuto alto il nome dell’Italia per molti anni. Durante le tappe d’esordio, saranno anche ricordati altri vincitori azzurri del tour, come Gastone Nencini (1960), Felice Gimondi (1965) e Vincenzo Nibali (2014), l’ultimo italiano a vincerlo. Nel 2024 cadrà anche una ricorrenza speciale, il centenario del primo ciclista italiano capace di vincere il Grand Boucle, ovvero Ottavio Bottecchia nel 1924. Per la cronaca un’impresa unica. Ottenne la maglia gialla alla prima tappa e la conservò fino al gran finale di Parigi. L’anno dopo, nel 1925, vinse di nuovo il Tour.

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