Superbike, Phillip Island: al via la stagione 2023 sullo spettacolare circuito australiano

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La pista che ha regalato il primo titolo mondiale nella Classe 500 a Valentino Rossi, torna a ospitare l’appuntamento inaugurale della Superbike a distanza di tre anni dall’ultima volta. Tutti all’inseguimento di Alvaro Bautista, campione del 2022

Phillip Island

Tre anni dopo, si riparte da Phillip Island

Fino al 2020, era stata una consuetudine quella di far partire il Mondiale Superbike con la tappa australiana di Phillip Island. Poi le restrizioni messe in atto a causa del COVID-19 hanno costretto ad annullare l’appuntamento dell’emisfero australe nel 2021 e a posticiparlo a novembre nel 2022. Finalmente, quest’anno si torna alle origini: il 25 e il 26 febbraio, il campionato delle derivate di serie ripartirà proprio da lì. L’uomo da battere sarà Alvaro Bautista, dominatore della scorsa stagione su una Ducati che è apparsa inavvicinabile per costanza di rendimento e adattabilità ai diversi circuiti. Ma la storia ci insegna che lo spettacolare tracciato australiano è spesso uno dei meno indicati per poter individuare quali saranno i protagonisti dei round successivi. Gare sempre lottatissime, a volte vinte da piloti che poi non riusciranno più a ripetersi nel corso della stagione.

E’ successo a Marco Melandri nel 2018: doppietta a Phillip Island nel suo ultimo anno in Ducati, poi nessun altro acuto nei restanti dodici round. Un anno prima era capitato a Roberto Rolfo nell’altro mondiale delle derivate di serie, la Supersport: vittoria all’esordio, poi nessun piazzamento nei primi cinque nel resto della stagione. Ma anche l’anno scorso – quando in Australia si era corso l’ultimo round – Jonathan Rea era riuscito a interrompere il più lungo digiuno della sua carriera in Kawasaki (ventiquattro gare senza vincere) conquistando gara 1 proprio a Phillip Island. E di esempi se ne potrebbero fare tanti altri. Si tratta quindi di un circuito atipico, in grado di ribaltare i pronostici.

Il titolo di Troy Corser e l’impresa di Razgatlioglu

Nonostante il particolare layout, quello di Phillip Island è uno dei circuiti più iconici del mondo delle due ruote. Introdotto in Superbike nel 1990, per sette anni è stato l’evento di chiusura della stagione. Nell’ultimo di questi (il 1996) il pilota australiano Troy Corser ha conquistato proprio nel GP di casa il suo primo titolo mondiale. Poi l’appuntamento è stato spostato a inizio stagione (spesso come secondo round), fino a diventare dal 2009 il GP d’apertura per quanto riguarda il WSBK. Quello di Phillip Island è stato un circuito speciale anche per il Motomondiale. Valentino Rossi, nel 2001, ha vinto su questa pista il suo primo alloro mondiale nella Classe 500. Ma il più grande interprete di sempre del tracciato australiano è stato Casey Stoner, vincitore per sei anni di fila dal 2007 al 2012. Non a caso, dal 2012 la curva 3 è chiamata “Curva Stoner”.

Tornando alla Superbike, è impossibile non citare l’impresa realizzata su questa pista da Toprak Razgatlioglu nel 2020. Il pilota turco, appena passato alla Yamaha dopo due stagioni in Kawasaki, vinse all’esordio con la nuova moto in gara 1. E, tornando al tema dei piloti che vincono a Phillip Island e poi spariscono, Alex Lowes uscì da quel round con il primato in classifica dopo aver trionfato in gara 2. Non avrebbe più vinto alcuna manche nei tre anni successivi: non può essere un caso. Per quanto riguarda il record del tracciato con una Superbike, questo appartiene a Jonathan Rea, che nel 2023 sarà il principale rivale, insieme a Razgatlioglu, di Alvaro Baustista.

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