Sofia Goggia, dove osano gli eroi

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La sciatrice azzurra compie un’impresa eroica. Da infortunata, con una mano rotta, gonfia e sanguinante, trionfa nella discesa libera di St. Moritz. Ora Sofia Goggia punta a vincere la Coppa del mondo. Molto bene anche Elena Curtoni. La Shiffrin sempre leader. Odermatt infermabile.

Sofia Goggia
Sofia Goggia durante la discesa di St. Moritz. Sulla mano sinistra si può notare lo scotch verde applicato per tenere fermo il bastoncino

Sofia Goggia oltre i limiti. Acuto della Curtoni. Shiffrin, ma non sbagli mai?

Fai conto che, ad oltre 100kmh, sopra gli sci, urti la tua mano sinistra contro una porta nel bel mezzo di una difficile virata. Frattura, sangue e dolore atroce. Cosa fai? Se sei una sciatrice ‘normale’ alzi bandiera bianca e ti ritiri, ma se ti chiami Sofia Goggia no, perchè sei un’atleta fuori dall’ordinario. La campionessa bergamasca, nell’ultima tappa di Coppa del mondo a St. Moritz, ha compiuto un’impresa straordinaria. Con la mano fratturata e dolorante, prima ha ottenuto un sorprendente secondo posto, dietro l’amica Elena Curtoni, poi, nella gara-bis di discesa libera, sempre sulle montagne svizzere, ha conquistato un enorme oro. Il tutto nel giro di mezza giornata. Sofia, dopo la frattura, è corsa subito in ospedale. Un intervento chirurgico ha ridotto i danni. La mattina dopo era di nuovo in pista. La mano, gonfia e sanguinante, le arrecava molto dolore, non riusciva a stringerla (per reggere il bastoncino ha usato dello scotch verde). Questo non le ha impedito di trionfare.

9 viti e 2 placche infilate nella mano dopo l’operazione all’ospedale di Milano. Qualche antidolorifico e di nuovo al cancelletto di partenza. Gara perfetta per l’azzurra, attenta a non urtare o poggiare l’arto fratturato, è stata impeccabile nel tratto centrale, dove il suo tasso tecnico ha fatto la differenza. 20esima vittoria in Coppa del mondo per l’atleta bergamasca, che si rilancia in classifica generale, insidiando la Shiffrin. Questo eroico trionfo fa da eco all’epica medaglia d’argento olimpica che Sofia ha conquistato lo scorso febbraio a Tokyo, dopo aver superato in soli 23 giorni un grave infortunio al ginocchio. Insomma, non una semplice atleta, ma la Goggia è un fenomeno che va oltre lo sci, oltre lo sport. A St. Moritz, a fare bella figura è stata anche Elena Curtoni, capace di vincere la prima discesa e piazzarsi, poi, al 2° posto nella gara di Super-G, vinta da Mikaela Shiffrin. L’americana ha messo ha referto un’altra vittoria, la 77° in Coppa del mondo. Ineccepibile la sua sciata sulle nevi svizzere.

Marco Odermatt in azione durante lo slalom gigante in Alta Badia

Italiani male nelle gare di casa. Alta Badia e Val Gardena, Odermatt timbra sempre

Dai successi della Goggia e dall’infinita continuità della Shiffrin, spostiamoci verso le gare degli uomini. Negli ultimi giorni, la Coppa del mondo ha fatto tappa sulle montagne italiane. Val Gardena, Alta Badia e Madonna di Campiglio, tre appuntamenti storici dove ci si aspettava molto dagli sciatori azzurri. Purtroppo, bottino molto magro per i beniamini di casa. L’unico promosso è stato Mattia Casse che ha chiuso con un meritato 3° posto, la discesa libera in Val Gardena, dietro al vincitore Kilde e al francese Clarey. Nella ‘discesa bis’ delle montagne altoatesine, a vincere è stato l’austriaco Kriechmayr. Dietro a lui, manco a dirlo, il cannibale Marco Odermatt, che, anche se è in giornata no, conquista comunque una medaglia d’argento. Il campione svizzero si regalerà, poi, un 3° posto nella prima gara di slalom gigante in Alta Badia e nella seconda giornata si migliora, salendo sul gradino più alto del podio.

Ennesima vittoria in stagione, quindi, per il fuoriclasse elvetico, che annichilisce la concorrenza grazie ad una superiorità schiacciante. La classifica, d’altronde parla chiaro, Odermatt è 1° nella generale con 271 punti di vantaggio sul povero Kilde. Inoltre, è al vertice anche nella classifica della sua specialità, lo slalom gigante e nel Super-G. E’ secondo, invece, nella discesa libera. In altre parole, se continua così può vincere 4 Coppe in un colpo solo. Dopo Val Gardena e Alta Badia, toccava a Madonna di Campiglio. Sui pendii trentini, è andato in scena lo slalom ed a trionfare è stato Daniel Yule, dietro al campione norvegese Kristoffersen, sempre a podio nelle ultime gare. Due manche al cardiopalma, con il trionfo di Yule che è arrivato all’ultimo respiro. Tra gli italiani nessuna nota positiva, il ‘meno peggio’ è Tommaso Sala 13esimo. L’ex campione olimpico Giuliano Razzoli solo 18esimo.

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