“Salviamo l’ambiente e lo sci”. Oltre 200 atleti alzano la voce

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Surriscaldamento globale, inquinamento e neve quasi ridotta allo zero. Lo sci è uno sport a rischio. In questa stagione molte gare cancellate. Ad alta quota mancava la materia prima per sciare. Troppo pochi i provvedimenti della FIS. Il grido di Brignone, Shiffrin, Kilde e tanti altri: “Salviamo l’ambiente e lo sci”.

Salviamo l'ambiente e lo sci
Lo stato delle piste ad Adelboden. Gare cancellate nei mesi scorsi (fonte Sci WorldCup)

Lettera aperta alla FIS. “Azioni concrete. Combattere la crisi climatica. Salviamo l’ambiente e lo sci”

Il nostro pianeta è in sofferenza, lo sanno tutti. Tra stagioni sconvolte, caldo anomalo, bufere improvvise e inquinamento, la via d’uscita sembra lontana. In questo triste scenario, si trova in difficoltà anche lo sport, in particolare lo sci. La stagione invernale non è mai davvero entrata nel vivo, ad alta quota non è raro trovare temperature primaverili e di conseguenza le nevicate sono sempre più in calo. In queste condizione è difficile sciare e a maggior ragione è ancora più complicato portare a termine una stagione sportiva. Già ad inizio ottobre, con l’esordio in Coppa del mondo, queste problematiche avevano acquisito una certa rilevanza, tra piste prive di neve e località sciistiche attanagliate dal caldo. Insomma, senza materia prima, la neve, non si può sciare. A complicare tutto questo, i dispediosi spostamenti tra una tappa e l’altra. Per intenderci, la Coppa del mondo si disputa in varie zone, con una miriade di gare dislocate dovunque.

In un ambiente già fragile di suo e in località, climaticamente parlando, dall’equilibrio precario, l’enorme carrozzone composto da enti organizzatori, addetti alle piste, camion con le attrezzature e vagonate di sponsor, non fanno altro che aggravare il tutto. Difronte a tale scenario, cosa sceglie di fare la Federazione sciistica internazionale per salvaguardare l’ambiente? Un bel niente, visto che in ballo ci sono troppi ‘denari’ ed ingenti sponsorizzazioni. Ridimensionare gli eventi sportivi per avere un minor impatto ambientale o organizzare il tutto, mettendo al primo posto la cura del territorio. Queste sono le soluzioni che oltre 200 sciatori hanno presentato alla FIS, in una lettera aperta che ha i toni di un grido dall’arme verso lo sci. “Stiamo già sperimentando gli effetti del cambiamento climatico nella nostra vita quotidiana e nella nostra professione. Queste problematiche hanno un impatto enorme sul nostro sport. Vogliamo che le generazioni future vivano l’inverno come lo viviamo noi sciatori e siano in grado di praticare lo sci”.

Salviamo l'ambiente e lo sci
A sinistra Mikaela Shiffrin, a destra Aleksander Kilde, insieme a Federica Brignone ed altri 200 sciatori, hanno firmato la lettera rivolta alla FIS (fonte Neveitalia)

7 gare cancellate e i Mondiali erano a rischio. Lo Sci è uno sport in pericolo

Una lettera accorata e piena di paura per uno sport tanto affascinante, quanto debole. In un pianeta stretto in una morsa tra crisi climatica ed emergenza ambientale, lo sci rischia, davvero, di indebolirsi a tal punto da scomparire. I professionisti del settore hanno compreso questo pericolo e a differenza della FIS, vogliono provare a cambiare le cose. Tra gli oltre 200 sciatori firmatari della lettera, ci sono anche atleti del calibro di Federica Brignone, Mikaela Shiffrin e Aleksander Kilde, gente che ha vinto Olimpiadi e Mondiali, sportivi che hanno deciso di metterci la faccia, dando ancor più valore ad un’importante battaglia. Il problema, d’altronde, non si scopre certo adesso, ma da diverso tempo le nevicate ad alta quota si erano indebolite ed era sempre più complicato allestire le piste. Le sette gare cancellate ad inizio stagione sono l’emblema di questa situazione e l’ultima tappa rinviata della discesa libera a Crans-Montana in Svizzera, ne è la conferma.

Nella lettera gli sciatori sono stati molto chiari: “Gli attuali sforzi della FIS sono insufficienti. È giunto il momento di affrontare questo argomento nel modo corretto. Il mondo sta cambiando dal punto di vista della sostenibilità ambientale e questa battaglia dobbiamo vincerla insieme. Salviamo l’ambiente e lo sci”. Quindi, gli atleti chiedono un programma gare meno impattante dal punto di vista geografico, con spostamenti più ragionevoli e minori emissioni di carbonio. In aggiunta, gli oltre 200 firmatari gridano a gran voce la riorganizzazione della stagione sciistico-sportiva, spostando l’inizio a fine novembre anziché a ottobre e farla concludere nel mese di aprile. La proposta dei campioni dello sci è più che valida, anche perché ad oggi, sull’arco alpino, le nevicate sono calate del 50%, quindi iniziare una competizione con temperature primaverili non avrebbe il minimo senso. Dopo la lettera, vaghe sono state le risposte della FIS e del suo Presidente Eliasch. Forse i milioni degli sponsor sono più importanti della salvaguardia ambientale.

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