Running, Alessandro Braconi: squalifica per 36 anni? Perchè no

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Doping, traffico illegale di farmaci e irregolarità. Sono le accuse a carico Alessandro Braconi, runner piemontese protagonista di una squalifica record. 36 anni. Una sanzione così pesante non si era mai vista nella storia dello sport. Ecco quali sono le altre squalifiche storiche.

Alessandro Braconi
Alessandro Braconi in azione lungo un tracciato extracittadino

Sempre più doping nel running. Cosa ha combinato Alessandro Braconi?

Già in passato l’Atleta ha posto l’attenzione sul doping, piaga che dall’interno infetta e danneggia l’intero mondo sportivo. Ormai da anni, la lotta a questo ‘perverso’ fenomeno si è fatta più serrata. Federazioni ed Enti, tra controlli, campagne di sensibilizzazione e sanzioni, stanno cercando di arginarlo. L’obbiettivo è quello di proteggere e conservare l’infinito amore che lega carnalmente l’appassionato al suo sport. Nonostante i passi in avanti nella ‘guerra al doping’, i casi continuano ad esserci, soprattutto nel running. Lo scorso ottobre, molto scalpore hanno fatto i maratoneti e runner africani trovati positivi a varie sostanze. Talmente tanti sono stati gli atleti coinvolti, che si è anche ipotizzato ad un coinvolgimento totale del movimento ‘running africano’. Se fossero confermate queste voci, sarebbe una vera disgrazia. Grande eco ha suscitato anche l’assurda vicenda di Alessandro Braconi, runner italiano resosi protagonista di una squalifica record: 36 anni di stop!

Si avete letto bene. L’atleta di origini piemontesi è stato squalificato per 36 anni. Considerando che è classe ’86, potrà tornare a correre quando ne avrà 72. Nel 2058. Ma cosa diamine ha combinato per meritare una sanzione così pensante? Un grande casino. Braconi è stato coinvolto in un traffico illecito di ormoni e steroidi anabolizzanti. A scoprirlo la Procura del Comune di Verbania. Questi reati, in totale, prevedono una squalifica di circa 12 anni, ma poi la sanzione è lievitata di molto. Infatti, nonostante la prima squalifica Braconi ha continuato a gareggiare e la legge sportiva prevede il raddoppio della pena. 24 anni. Tuttavia, il runner piemontese non si è fermato qui e con atteggiamento recidivo ha continuato con le irregolarità. Infatti, l’hanno nuovamente fermato per “uso di sostanze e metodi proibiti”, “possesso di sostanze vietate all’attività agonistica” e infine per “traffico illegale di prodotti vietati agli atleti”. Così si sono aggiunti altri 12 anni di squalifica. Totale 36.

Alessandro Braconi
Il cambiamento di Heidi Krieger a causa degli steroidi

36 anni è record. Altre squalifiche passate alla storia nello sport?

C’è chi raggiunge primati in tante discipline e poi c’è chi, come Alessandro Braconi, piazza tristi record legati alle squalifiche per doping. La storia dell’ormai ex runner italiano deve far riflettere, anche perché stiamo parlando di un atleta che gareggiava nelle gare minori di podistica, dove, si, ci sono professionisti, ma non come la “Maratona di New York”. È paradossale e inutile doparsi per raggiungere risultati accettabili in una ‘corsa extracittadina’ o in una ‘gara campestre’. Inoltre, se Braconi è stato accusato di traffico di ormoni e steroidi anabolizzanti, di sicuro qualche altro atleta si è rivolto a lui, quindi il reato non si ferma ad un unico individuo, ma potrebbe coinvolgere l’intero movimento territoriale. Una vicenda alquanto triste che entrerà nella storia dello sport dalla porta sbagliata, come già successo altri atleti protagonisti di squalifiche record. Rimanendo su questa scia, negli anni ’90, suscitò un clamore mondiale la storia di Heidi Krieger, che a causa dei troppi steroidi presi divenne un uomo.

Lo so, sembra impensabile, ma è così. Heidi, nata nel 1966 in Germania, a partire dai 16 anni inizia ad assumere sostanze dopanti e continuerà per tutta la sua carriera da atleta (lancio del peso e del disco), come molti altri suoi connazionali. Nella ‘categoria femminile’ partecipò agli Europei dell’86 e alle Olimpiadi dell’88, oltre a tante competizioni nazionali. I continui steroidi assunti in quantità pazzesche cambiarono il suo corpo dall’interno, creandole problemi di salute e costringendola a cambiare sesso nel 1997, diventando un uomo, Andreas Krieger. Sullo stesso binario viaggia la vicenda che nel 2016 vide coinvolta in un caso di “doping-nazionale” la Federazione sportiva russa. La Commissione Wada accusò i russi di aver creato un sistema di doping di stato, manipolando centinaia di risultati. Furono squalificati migliaia di atleti. Lasciando da parte il doping, come non ricordare la più lunga squalifica mai inflitta in NBA. Protagonista fu Metta World Peace, cestista ‘fumantino’ dei Pacers. Nel 2004 aggredì violentemente un fan, ricevendo 86 turni di squalifica e 5 milioni di multa.

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