Rivoluzione WNBA, nasce una nuova lega. Servirà a colmare il salary gap?

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Due giocatrici della WNBA, Napheesa Collier e Breanna Stewart hanno lanciato un nuovo campionato di basket femminile chiamato “Unrivaled”. La nuova lega vedrà la luce a gennaio.

La Nazionale americana di basket femminile
La Nazionale americana di basket femminile vincitrice dell’ultimo mondiale. Ph. Credit: IG Breanna Stewart

Un’alternativa alla WNBA, ecco “Unrivaled”

Oltre i fasti e i soldi dell’NBA c’è anche la WNBA, ovvero la Lega Femminile in cui il livello è sempre altissimo, ma girano sicuramente meno soldi. Proprio per questo, la giocatrice delle Lynx Minnesota, Napheesa Collier e la collega delle Liberty NY, Breanna Stewart hanno ideato e lanciato un nuovo campionato di basket femminile chiamato “Unrivaled”. Le due giocatrici l’hanno annunciato a ESPN: l’idea nasce per sopperire, o almeno provarci, al gap salariale. Stando alle notizie da loro condivise il campionato vedrà la partecipazione di 30 delle migliori giocatori della WNBA che dovrebbero partecipare a partite tre contro tre e uno contro uno.

Il campionato avrà luogo durante l‘offseason della lega, da gennaio a marzo. Un escamotage per evitare che le giocatrici siano costrette a emigrare (come successo ad esempio a Brittney Griner) in Europa, per arrotondare il proprio stipendio. La Collier su Twitter ha scritto: “Rimaniamo fedeli alla WNBA, tuttavia esiste un problema, ovvero i giocatori devono scegliere se giocare all’estero per massimizzare i guadagni in inverno o restare a casa con la famiglia. Abbiamo deciso di creare la nostra soluzione”. Non solo, si tratta di una questione di tempistiche. Stando all’accordo con la lega le giocatrici devono arrivare il giorno prima dell’inizio della stagione. Con Unrivaled avrebbero maggior tempo, partecipando ai training camp di aprile o maggio.

WNBA
A’ja Wilson and Breanna Stewart. ph. Credit: WNBA

Quanto guadagnano le giocatrici americane?

Negli anni lo stipendio delle giocatrici di basket americano è stato “negoziato” e aumentato. Oggi, il salario massimo è di $ 234.936, mentre il minimo è di $ 62.285, per chi ha due o tre anni di esperienza. È di $ 74.305 per quelle con tre o più anni. Le cifre sono molto più basse rispetto a quelle da capogiro dell’NBA. Non solo, i guadagni della Lega, a livello femminile, non “influiscono” sui soldi che percepiscono le donne a differenza degli uomini. Nell’NBA lo stipendio si basa sugli introiti del club (biglietti e operazioni di marketing) e sugli accordi per i diritti tv e sui guadagni dell’NBA stessa. In ambito femminile, i guadagni della WNBA rimangono a loro. Stando a una inchiesta di Bloomberg le entrate delle WNBA sono tra ii $ 180 e i $ 200 e alle giocatrici andrebbe solo il 10%.

Un problema che non solo nello sport, ma da sempre, c’è in tutti gli Stati Uniti. Secondo una ricerca del 2020 i guadagni annuali delle donne erano, in meno, l‘82,3% di quanto guadagnavano gli uomini. In media un giocatore NBA percepisce almeno 5 milioni di $ a stagione: una cifra immane soprattutto rispetto alla competizione al femminile. C’è una distribuzione iniqua dei salari e non finisce qui. È stato calcolato che i canali americani coprono eventi femminili solo per il 3% delle volte. La domanda è: cosa e come le cose potrebbero cambiare? Sicuramente il tentativo Napheesa Collier e Breanna Stewart può essere un punto di partenza per provare a cambiare quello che purtroppo è un sistema radicato negli anni.

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