Le rivelazioni della regular season: nuove franchigie al comando in NBA

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Il primo quarto di regular season se n’è andato e non stanno mancando le sorprese, ad est ma soprattutto ad ovest. Franchigie poco quotate alla vigilia stanno lanciando segnali inequivocabili a tutta la Lega, dimostrando di avere le capacità per stare al comando. Di seguito vi presentiamo le squadre rivelazione della prima parte di stagione regolare in NBA.

Le nuove potenze della NBA ad ovest: rivelazione Pelicans

Se ad est i primi due posti sono occupati da Boston Celtics e Milwaukee Bucks, due delle principali candidate al titolo, ad ovest stanno arrivando le vere sorprese della NBA. A rubare l’occhio, in termini di gioco e organizzazione, ci sono i New Orleans Pelicans, terzi nella western conference con un ruolino di marcia di 20 vinte e 12 perse. Una franchigia che, dall’addio di Anthony Davies nel 2019, ha iniziato un processo di ricostruzione. Il punto di partenza è stata la trade con i Los Angeles Lakers che ha portato a New Orleans Brandon Ingram. Il punto esclamativo è riconducibile all’arrivo di Zion Williamson, prima scelta al Draft del 2019. I problemi fisici lo hanno limitato ma è ben diverso il suo apporto in questo primo quarto di regular season dove sta viaggiando a 25.2 punti di media a partita, 7.2 rimbalzi e 4.7 assist.

Il front-office dei Pelicans ha operato un cambio di mindset, tornando a vedere i play-off come un obiettivo percorribile. La mossa successiva ha portato a New Orleans CJ McCollum da Portland. Un giocatore in cerca di nuovi stimoli che si sta rivelando un fattore determinante a livello offensivo. Efficace dall’arco e dal midrange, viaggia a 19.4 punti di media. Accompagnato da un Brandon Ingram da 20.8 punti, 5 rimbalzi e 4.7 assist a partita. L’anno scorso si sono visti i primi effetti concreti della rinascita, con l’accesso ai play-in e il primo turno di play-off. Senza grandi stelle, ma con un gruppo ben assortito e con Zion Williamson destinato a guidare la franchigia, i New Orleans Pelicans stanno facendo la voce grossa in NBA. Il terzo posto ad ovest stupisce ma è lo specchio della nuova visione societaria. Secondi solo a Memphis e Denver, i Pelicans hanno messo alle spalle squadre come Suns, Clippers, Mavericks, ma soprattutto i Golden State Warriors campioni in carica.

New Orleans Pelicans
Pelicans: McCollum, Ingram e Williamson (Photo by Layne Murdoch Jr./NBAE via Getty Images)

I Memphis Grizzlies volano ad ovest: Ja Morant formato MVP ma i Kings sorprendono

I Pelicans sono un’assoluta rivelazione ad ovest ma in testa alla classifica, insieme ai Nuggets, ci sono i Memphis Grizzlies. La squadra del Tennessee sta dominando la western conference con un andamento di 20-11 (13 vittorie su 15 in casa), trascinata da un Ja Morant formato MVP. Il classe ’99, seconda scelta al Draft 2019, sembra già un veterano e i suoi numeri sono un’assoluta certezza di successo: 26.5 punti di media, 6.4 rimbalzi e 7.9 assist. Un super atleta accompagnato da un supporting cast di purissima qualità. Da Desmond Bane a Dillon Brooks e Steven Adams. Reduci da una recente gara superba contro i Bucks, vinta 142-101, hanno avuto due battute d’arresto contro Oklahoma e Denver, dopo un filotto di 7 vittorie consecutive, coronato dall’ultima contro i Suns. I Grizzlies stanno acquisendo la consapevolezza di poter arrivare in fondo, portando avanti il percorso iniziato con l’arrivo di Morant, ormai 3 anni fa.

Ad ovest meritano una menzione anche i Sacramento Kings che sono riemersi dalla tempesta dopo tante annate anonime. Per anni sono stati in fondo alla classifica, vedendo i play-off come un obiettivo irraggiungibile. In questa prima parte di stagione, invece, stanno ribaltando la loro storia recente. Sesti nella western conference con un ruolino di marcia di 17 vittorie e 14 sconfitte, i Kings stanno trovando delle certezze, una su tutte De’Aaron Fox. Il classe ’97 è salito in cattedra e sta viaggiando a 23.2 punti di media a partita. Coach Brown può contare anche su un supporting cast solido che comprende giocatori esperti come Sabonis e Barnes, ma anche giovani di belle speranze come Malik Monk e Keegan Murray. Il percorso dei Kings è ancora molto lungo e tortuoso ma i play-off non sembrano più un miraggio.

Mitchell Cleveland
Donovan Mitchell (cleveland.com)

I Cleveland Cavaliers si fanno spazio tra i colossi ad est: Mitchell al timone

La Eastern conference sta rispecchiando maggiormente le previsioni iniziali. I Milwaukee Bucks al comando della classifica, seguiti dai Boston Celtics di un inarrestabile Jason Tatum. La terza posizione, però, è inaspettatamente occupata dai Cleveland Cavaliers che hanno un ruolino di marcia di 22-12. La franchigia dell’Ohio ha messo alle spalle squadre come Brooklyn Nets, Philadelphia 76ers e Miami Heat, provando a farsi spazio tra i colossi dell’est. Una rinascita che porta il nome di Donovan Mitchell, il playmaker arrivato da Utah per far risplendere i Cavaliers dopo anni di buio, in seguito all’addio di Lebron James.

The Chosen One aveva riportato Cleveland sul tetto della NBA, con il titolo del 2016. Dopo il suo trasferimento ai Lakers, però, sono ricominciati tempi duri per i Cavaliers. ‘Spida’ Mitchell sta portando quel talento che mancava da tempo ai Cavaliers. In questa prima parte di regular season sta mantenendo una media di 28.9 punti a partita, tanto da insidiare giocatori del calibro di Curry, Durant e Tatum. La squadra di coach J.B. Bickerstaff ha raccolto 5 vittorie nelle ultime 6, contro Indiana Pacers, Utah Jazz, Milwaukee Bucks e due volte contro i Dallas Mavericks di Luka Doncic. Un segnale di grande maturità che lascia intravedere un futuro roseo. Cleveland vuole tornare tra i grandi e adesso anche le principali franchigie della Lega cominciano a considerarla una contender.

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