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MotoGP, Marquez e Acosta in gran forma nei test di Valencia

I test della MotoGP a Valencia mostrano immediatamente un Marc Marquez competitivo sulla Ducati. Il campione della Moto2 Pedro Acosta è subito a suo agio sulla GASGAS

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Questo Marquez può spostare gli equilibri della MotoGP?

Storicamente, i test di Valencia che vengono svolti a fine stagione e nei giorni successivi all’ultimo Gran Premio del Motomondiale, rappresentano un momento di grandissimo interesse per gli appassionati. I piloti, subito dopo aver concluso i rispettivi campionati, tornano in pista in sella alle nuove moto, quelle con cui correranno nella stagione successiva. I riflettori sono sempre puntati sui rookie della categoria – i protagonisti che passano dalla Moto2 alla MotoGP, per esempio – e sui piloti che cambiano team. In questo caso, parlando di MotoGP, era impossibile non porre l’attenzione su Marc Marquez, che dopo undici stagioni con la Honda è passato alla Ducati del Team Gresini Racing MotoGP. Ma c’era grande interesse anche per verificare la capacità di adattamento alla nuova categoria del campione della Moto2 Pedro Acosta.

Sia chiaro, i tempi messi a segno nei test vanno sempre considerati per quello che sono. Molti piloti che restano nello stesso team – ad esempio il campione Francesco Bagnaia e il vice-campione Jorge Martin – possono essere disinteressati a questi test. Soprattutto dal punto di vista del time attack. Fatta questa premessa essenziale, va detto che sia Marquez che Acosta hanno impressionato sul tracciato della Comunità Valenciana. Marc, salito per la prima volta su una Ducati, ha chiuso al quarto posto ad appena 171 millesimi da Maverick Vinales, primo assoluto. Ed è stato il secondo dei piloti Ducati, dietro solo a Marco Bezzecchi (terzo), nonostante lo spagnolo abbia effettuato meno giri di tutti tra i primi ventuno classificati nei test valenciani. E sono già in molti a ipotizzare che l’otto volte campione del mondo di Cervera possa spostare gli equilibri della MotoGP nel 2024.

Il nuovo fuoriclasse potrebbe essere Pedro Acosta

Spostiamo ora l’attenzione su Pedro Acosta. Il pilota di Mazarron è nel Motomondiale da appena tre anni (Moto3 nel 2021, Moto2 nel biennio 2022-23) ma ha già vinto due titoli mondiali e correrà la sua quarta stagione in MotoGP. E’ il team GASGAS Factory Racing Tech3 a dargli questa possibilità. Pedrito sperava addirittura di poter chiudere i test in top 10, e ha dichiarato di puntare al suo primo podio nella massima categoria nella prossima stagione. Jorge Lorenzo, parlando di lui, lo aveva pronosticato in quattordicesima posizione nei test, ma è sicuro che Pedro possa addirittura vincere una gara nel 2024. In realtà, Acosta ha chiuso la giornata di Valencia al diciottesimo posto, ma ha stupito tutto il paddock per come il suo stile di guida si sia immediatamente adattato alla moto sin dai primissimi giri. Una caratteristica che è solo dei fenomeni.

Pedro è comunque riuscito a mettersi alle spalle piloti esperti come Alex Rins (per la prima volta sulla Yamaha) e Aleix Espargaro. Non male per uno alle prime armi su una MotoGP. Del resto, Acosta è stato a un passo dal battere tutti i record della Moto2 in questo 2023. Alla fine, quello delle 9 vittorie di Marquez nel 2012 gli è sfuggito (Pedro si è fermato a 7, raggiunte a cinque gare dalla fine), così come non è riuscito a battere i 352 punti di Johann Zarco nel 2015. Però, con 14 podi stagionali, ha eguagliato gli stessi Marquez e Zarco nelle loro migliori annate della Moto2, e ha chiuso il campionato con 83 punti di vantaggio sul secondo classificato Tony Arbolino. Difficile pensare di non essere davanti a un fuoriclasse.

Le altre novità, da Marini a Morbidelli, passando per Zarco

Oltre all’ovvio interesse per le vicende di Marquez e Acosta, non vanno dimenticati gli altri protagonisti che hanno cambiato team. Luca Marini, per cominciare. Il fratello di Valentino Rossi si è preso il rischio di passare dalla moto considerata da tutti come la migliore, ossia la Ducati, alla peggiore. Il suo approdo alla Honda, nel team ufficiale Repsol, ha sorpreso molti degli addetti ai lavori. Ma Luca sembra essere convinto della sua scelta. E i test per lui sono stati positivi, visto che è riuscito a chiudere al decimo posto, con 95 millesimi di vantaggio sul suo compagno di squadra Joan Mir (tredicesimo). Lo spagnolo potrebbe non aver cercato il tempo, ma la prestazione di Marini resta comunque incoraggiante. Va detto anche che l’azzurro è stato il secondo pilota ad aver completato più giri, dietro al solo Maverick Vinales.

La prestazione di Johann Zarco non è stata esaltante, ma nemmeno così negativa. Il francese, che in MotoGP ha già corso con Yamaha, KTM e Ducati, in sella alla Honda del team Castol LCR correrà con il suo quarto costruttore della categoria. Ha concluso al diciassettesimo posto, davanti a Pedro Acosta e a circa un secondo dal miglior tempo di Vinales. Inoltre, ha rifilato circa sette decimi di secondo al suo compagno Takaaki Nakagami. Infine, un accenno su Franco Morbidelli, dal quale forse ci si poteva aspettare qualcosa in più, essendo salito sulla Ducati del team Prima Pramac Racing – diventata quest’anno la prima squadra indipendente a vincere il mondiale dei team nella storia della MotoGP – dopo una difficilissima annata in Yamaha. Franco ha chiuso al sedicesimo posto, a oltre nove decimi da Vinales. A ogni modo, sarà il 2024 a darci reali indicazioni sui valori degli attuali protagonisti sulle diverse moto.

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