MotoGP 2023, con la Sprint Race inizia una nuova era

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Il 2023 sarà l’anno dell’introduzione della Sprint Race in MotoGP. Al contrario di quanto avviene in F1, nel Motomondiale la “gara breve” si disputerà in tutti i GP. Una novità destinata a cambiare radicalmente il week-end di gara

Sprint Race

Il 2023, l’anno del cambiamento per la MotoGP

Il 2022 si era concluso con l’impresa della Ducati, capace di conquistare il titolo in MotoGP con Francesco Bagnaia dopo un’attesa lunga quindici stagioni. Un risultato storico e inseguito per tantissimo tempo, che ha rappresentato in qualche modo l’inizio di una rivoluzione. Dopo anni di dominio dei costruttori giapponesi (Yamaha, Honda e Suzuki), Ducati e Aprilia (altra grande protagonista del campionato) hanno riportato in alto il tricolore nella competizione motociclistica più prestigiosa del mondo. Ma non c’è stato nemmeno il tempo di elaborare quanto successo pochi mesi fa, e la nuova annata del Motomondiale è già pronta all’inizio di una nuova era, almeno per quanto riguarda il regolamento. Infatti, nel 2023 verrà introdotta la Sprint Race, già testata in Formula 1 (ma solo in qualche GP) nelle ultime stagioni.

Una novità che produrrà grandi cambiamenti nell’organizzazione dei week-end di gara. Anche per i piloti, sarà fondamentale adattarsi immediatamente alla “gara breve”, perchè questa verrà disputata in tutti i GP del calendario. La Sprint Race avrà quindi un impatto molto importante sulla classifica mondiale, al contrario di quanto avviene in F1, dove viene corsa in un ristretto numero di appuntamenti. Nonostante si tratti di una vera e propria rivoluzione regolamentare, la maggior parte dei team e dei piloti l’ha accolta positivamente. Uno dei pochi ad aver criticato questa novità – annunciata già ad agosto dello scorso anno – è stato Fabio Quartararo, secondo il quale una corsa più breve costringe a prendersi più rischi, aumentando la pericolosità della gara stessa.

Il nuovo week-end di gara e i punti assegnati dalla Sprint Race

La gara sprint si correrà il sabato pomeriggio. Questo significa che per quanto riguarda la MotoGP, sarà ridisegnato l’intero week-end. Infatti, ci saranno due turni di prova il venerdì, la cui classifica combinata stabilirà quali piloti accederanno direttamente alla Q2 e quali saranno costretti a passare per la Q1. Il sabato mattina ci sarà un terzo turno di prove, che però non avrà alcuna influenza sulla qualificazione alla Q2 (sostituirà la vecchia “FP4”). Dopo questo turno – l’unico definito come “free practice” – inizieranno la Q1 e poi la Q2. I risultati delle qualifiche stabiliranno la griglia di partenza per la Sprint Race, che come anticipato si correrà il sabato pomeriggio. La gara breve avrà una distanza del 50% dei giri (arrotondati per difetto) rispetto alla gara di domenica. Assegnerà punti ai primi 9 classificati: 12, 9, 7, 6, 5, 4, 3, 2, 1. Lo stesso punteggio della Superpole Race in Superbike.

La domenica mattina ci sarà il warm-up, che però riguarderà solo la MotoGP. Sarà invece eliminato in Moto2 e Moto3. Infine, si svolgeranno le gare della domenica, come avveniva in passato. La griglia di partenza della MotoGP sarà comunque sempre decisa dai risultati delle qualifiche, e non dall’ordine di arrivo della Sprint Race. Moto2 e Moto3 continueranno ad avere due turni di prove il venerdì e uno il sabato, anche se in questo caso il terzo turno di prove contribuirà a stabilire la classifica combinata per la qualificazione diretta in Q2. Un’organizzazione del week-end completamente rinnovata, che ha come obiettivo quello di aumentare l’interesse degli appassionati nella giornata del sabato. Un obiettivo che verrà quasi sicuramente raggiunto, anche se, probabilmente, a perderci sarà la storia del Motomondiale. Forse sarebbe stato meglio introdurre una soluzione intermedia (gara di qualifica senza punti, ad esempio), senza stravolgere il campionato.

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