Mesut Ozil, l’addio al calcio di un vero numero 10

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Non era la conclusione che si era immaginato, ma anche per lui è arrivato il momento di mettere la parola fine. Mesut Ozil si ritira dal calcio giocato, risolvendo il suo contratto con l’Istanbul Basaksehir. Una chiusura di carriera in ombra, costellata da numerosi infortuni che hanno, pian piano, affievolito quella splendida luce che emetteva col suo piede mancino.

Ozil e Marcelo esultano dopo un gol del Real Madrid
Ozil e Marcelo esultano dopo un gol del Real Madrid

L’addio al calcio di Ozil: l’ascesa e il declino del ‘Mago de Oz’

Ci sono diverse tipologie di calciatori e non sempre a spiccare sono quelli più estrosi. Mesut Ozil è, all’apparenza, un ragazzo semplice, un leader silenzioso che non dà molto nell’occhio. Tutto cambia quando inizia a toccare il pallone. In quel momento diventa un gigante che, grazie al suo magico sinistro, riesce a disegnare calcio. Ozil ha vissuto gli ultimi 2 anni in ombra, scegliendo di trasferirsi in Turchia, prima al Fenerbahce e poi al Basaksehir. Pochi giorni fa, dopo aver rescisso il suo contratto, ha deciso di ritirarsi dal calcio giocato a 34 anni, complici i numerosi infortuni che lo hanno tormentato durante tutto il suo cammino. Non ha più la forza di andare avanti e a breve potrebbe ufficializzare questa sua decisione che, inevitabilmente, riporta subito alla memoria la splendida carriera, caratterizzata da gol, assist illuminanti e trofei prestigiosi.

Le sue giocate in campo hanno fatto innamorare tanti giovani appassionati ma anche la sua storia merita una sottolineatura. Ozil ha vestito la maglia della nazionale tedesca per tutta la carriera, pur essendo di origini turche. Nato da genitori immigrati in Germania, Mesut cresce in una condizione di estrema povertà e il calcio, come spesso accade, diventa l’unico mezzo per fuggire da una realtà difficile. Ossessionato dal pallone, cambiava completamente faccia quando iniziava a giocare: da giovane ragazzo introverso e riservato, Ozil gonfiava il petto e diventava la stella più luminosa. Musulmano praticante, ha sempre recitato il Corano prima di entrare in campo: “Mi aiuta a restare concentrato e i miei compagni sanno che in quel momento non possono parlarmi”. Da bambino ha iniziato a giocare a scacchi nei quartieri migranti di Gelsenkirchen (Germania), un’abilità che ha trasferito anche nel calcio dove ogni sua giocata sembrava quasi studiata a tavolino per aprire un varco ai compagni.

Ozil con la Coppa del Mondo

Da stella in campo alla carriera da gamer: la nuova strada di Ozil

Ozil inizia a calcare campi importanti con la maglia dello Schalke 04 e poi con quella del Werder Brema ma la sua esplosione vera e propria arriva nel 2010 con l’approdo al Real Madrid, un anno dopo la super campagna acquisti di Florentino Perez che aveva visto arrivare Ronaldo, Benzema, Kakà, Xabi Alonso e Albiol. Arrivato ai blancos insieme ad un certo Di Maria, si impone con grande personalità, dimostrando di essere un talento cristallino, tanto da guadagnarsi il soprannome di ‘Mago di Oz’. Con il Real riesce a vincere la Liga, ma anche una Coppa e una Supercoppa di Spagna. Nel settembre 2012 viene a muso duro con José Mourinho e da quel momento all’interno dello spogliatoio si crea una spaccatura insanabile. Lo Special One lascia Madrid al termine della stagione, così come Mesut che approda all’Arsenal. Da quel momento per il fantasista tedesco inizia un nuovo splendido capitolo, probabilmente il migliore della sua carriera.

Di fatto, quello di Ozil è l’ultimo Arsenal davvero vincente che riesce a conquistare 4 Coppe d’Inghilterra e 4 Community Shield. Arrivato a Londra per 42 milioni di sterline, diventa l’acquisto più costoso della storia dei Gunners. L’11 marzo 2018 diventa il giocatore più veloce nella storia della Premier League a raggiungere quota 50 assist (in sole 41 partite). Confermando di essere uno splendido rifinitore. A Londra sfoggia il meglio del suo immenso talento, trovando una buona continuità. La chiusura di carriera in Turchia rende onore solo in parte a un giocatore che ha trattato la palla come pochi al mondo. Adesso, in maniera inaspettata, potrebbe avviare una carriera da gamer. Tempo fa il suo procuratore, Erkut Sogut, aveva rivelato: “È davvero bravo a Fortnite e non sarei sorpreso se un giorno gareggiasse in competizioni ufficiali”. Chissà che quel giorno non sia già arrivato.

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