Malinin fa il bis. Quadruplo-axel da leggenda

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Entrare nella storia del pattinaggio artistico a 17 anni si può? Certo, se ti chiami Ilia Malinin ed esegui per la prima volta in assoluto un quadruplo-axel. Anzi, il pattinatore statunitense è andato addirittura oltre, portando a termine per ben due volte questo pericoloso e agognato salto. Per anni, campioni assoluti ci hanno provato e mai nessuno c’era riuscito. Invece, in poco più di un mese, Malinin fa il bis.

Malinin fa il bis
Malinin durante l’esibizione allo Skating classic

Dopo lo Skating Classic di settembre, Malinin fa il bis allo Skate America ed è leggenda. Come lui nessuno mai

17 anni, spesso, sono sinonimo di inesperienza, insicurezza e poca maturità, tutti termini che non fanno rima con Ilia Malinin. Il ragazzo prodigio, nato in Virginia negli USA, ha scavalcato campioni assoluti del pattinaggio mondiale, entrando di diritto nell’Olimpo di questo sport. Il giovane fuoriclasse americano, nel giro di un mese, ha eseguito, per ben due volte, il salto più difficile, più rischioso e più desiderato dai pattinatori di tutti i tempi, ovvero il quadruplo-axel. Con padronanza e sicurezza da veterano, il 17enne ha, prima, inserito la ‘quadrupla piroetta’ come ‘entrè’ del suo programma agli International Figure Skating Classic, eseguendolo alla perfezione, poi si è ripetuto allo Skate America-2022. Due prestazioni stellari. Standing ovation nei palaghiaccio di Lake Placid e Norwood. Pattinata gradualmente più veloce, baricentro basso, muscoli contratti e spinta verso l’alto, quadrupla piroetta e atterraggio su un piede solo. Un gesto atletico a diro poco magico.

Malinin fa il bis ed è a pieno titolo tra i migliori pattinatori della storia a soli 17 anni. Come lui nessuno mai. In molti, durante gli anni, avevano intenzione di presentare il ‘salto quadruplo’ in gara, ma lui c’è riuscito al primo colpo, dimostrando coraggio, sfrontatezza e sana follia, tipiche di chi ha 17 anni. “Mi sono sentito davvero bene. In allenamento è facile capire come avere il giusto tempismo, ma in gara è un’altra storia. I nervi e la pressione possono giocare brutti scherzi”. Queste le parole del fuoriclasse statunitense al termine dello ‘storico salto’. Per completare i due programmi, Malinin ha poi aggiunto ben altri 4 esercizi ad alto coefficiente di difficoltà, per intenderci salti quadrupli tra cui rittberger, salchow e flip. Questa miscela esplosiva, gli ha permesso, in entrambe le competizioni, di ottenere il gradino più alto del podio.

Malinin fa il bis
Malinin in azione al palaghiaccio di Lake Placid

Il quadruplo-axel, il salto più difficile di sempre. Prima il tentativo di Hanyu, poi Malinin fa la storia del pattinaggio

Che Malinin sia entrato nella storia del pattinaggio su ghiaccio è chiaro a tutti, ma forse non è chiaro quanto il quadruplo-axel sia difficile da eseguire. Per capirci, dopo il triplo-axel eseguito per la prima volta da Vern Taylor nel lontano 1978, sono dovuti passare ben 44 anni prima che un atleta riuscisse nell’impresa di aggiungere un’ulteriore piroetta al già rischioso gesto atletico. Perché si dà il caso che l’axel, preso nella sua forma doppia, tripla o quadrupla, è in assoluto l’esercizio più difficile del pattinaggio artistico, nonché il più antico. Ma per quale motivo è il più complesso e rischioso mai inventato? Semplice. L’atleta, dopo aver eseguito le eleganti piroette in volo, deve atterrare di spalle, poggiando l’intero peso del corpo su un piede solo. Un gesto del genere, oltre ad una coordinazione perfetta, richiede un’eccellente muscolatura nella parte bassa del corpo, in particolare nel piede d’appoggio.

La caviglia deve essere solida e pronta a reggere tutto lo sforzo, inoltre, ricadendo di spalle dopo 3 o 4 piroette, l’equilibrio del pattinatore non può permettersi alcun tipo di tentennamenti. In altre parole, basta un istante di insicurezza per danneggiare la caviglia in modo grave. I rischi, quindi, sia di fallire che di riportare infortuni seri, sono molti, basti pensare che, fino al 2019, tra le donne, soltanto 11 atlete avevano portato a termine un triplo axel. Malinin, dunque, con il suo bis, ha cambiato la storia del pattinaggio artistico, aprendogli le porte di una nuova epoca. Ad essere precisi, però, prima di lui il quadruplo-axel era stato tentato da un altro fuoriclasse del ghiaccio, che però aveva fallito. Stiamo parlando di Yuzuru Hanyu, pattinatore giapponese tra i migliori di sempre. Il 27enne di Sendai ci aveva provato lo scorso febbraio a Pechino, cadendo, però, sul più bello.

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