L’Italvolley stravince: “Campioni del mondo”

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È azzurro il cielo sopra Katowice. L’Italia della pallavolo è Campione del mondo per la quarta volta. Gli uomini di Fefè De Giorgi hanno battuto a domicilio i campioni in carica della Polonia. 3-1 il risultato. Dopo un mondiale perfetto, Giannelli e compagni si sono regalati la medaglia più preziosa, quella d’oro. Prestazione sontuosa. Una vittoria attesa 24 anni. Era il 1998 quando capitan Lucchetta alzava al cielo l’ultimo mondiale italvolley. Dopo il trionfo all’Europeo 2021, per l’Italvolley arriva il premio più ambito. “Ora siamo veramente la più forte squadra del mondo”. Una vittoria che dà lustro alla pallavolo italiana e la rilancia come sport di rilievo anche tra le nuove generazioni.

mondiale italvolley
L’Italvolley festeggia dopo il trionfo mondiale

Un’impresa attesa 24 anni. La ricetta vincente: attacco a mille, difesa impenetrabile e gruppo unito

La “Bella Italia”, la “Giovane Italia” o “l’Italia dei millennial”, scegliete voi, tanto il risultato non cambia: l’Italvolley è Campione del mondo. Grande impresa dei ragazzi di Fefè De Giorgi, dai gironi alla finale, hanno espresso la pallavolo migliore del torneo. Fin dai primi tre match, stravinti contro Canada, Turchia e Cina, la Nazionale italiana aveva dato l’impressione di poter arrivare a medaglia. La conferma si è poi avuta contro l’ostica Cuba, sconfitta 3 a 2. A seguire è toccato alla favorita Francia soccombere sotto i colpi di Michieletto e Lavia. In semifinale, quella che doveva essere la partita più difficile, si è rivelata la più semplice. Manifesta superiorità italiana, 3 a 0 secco alla Slovenia. Dopo un cammino così, non ci poteva che essere il lieto fine. La partita contro la Polonia, emblema della pallavolo azzurra. Partenza diesel per l’Italia e primo set polacco, poi, però, la musica cambia.

Gli azzurri tornano ad esprimere una pallavolo di altissimo livello. Difesa granitica, grazie alla ricezione di Balaso ed ai monsterblock di Galassi e Romanò. Di riflesso, gli schiacciatori azzurri hanno potuto giocare a briglie sciolte, sapendo che dietro c’era chi avrebbe coperto le spalle. Tra pipe, primi tempi, diagonali imprendibili e finte ad aprire il muro avversario, l’Italvolley ha letteralmente mandato in tilt la Polonia. In corso d’opera, il Ct polacco Grbic (vecchia conoscenza della Serie A), ha provato a cambiare strategia, forzando la giocata con i primi tempi e schiacciando a cannone con Kurek e Fornal, ma niente ha scalfito la difesa azzurra. E poi quando in squadra hai due attaccanti come Michieletto e Lavia, tutto è più facile. Per l’intero mondiale, i due schiacciatori sono stati dei veri e propri martelli. A legare il gioco azzurro, con acume e maestria, il miglior giocatore del torneo, capitan Simone Giannelli.

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Il gruppo italiano esulta dopo il Mondiale con in cima capitan Giannelli

I migliori pallavolisti sono italiani. La pallavolo nostrana detta legge a livello mondiale

Noi de L’Atleta l’avevamo detto: “Per questo Mondiale, Italvolley tra le migliori”. Eppure, la superiorità mostrata per l’intero torneo, in parte, ha sorpreso anche noi. Ovvio, gli azzurri venivano dalla vittoria europea dello scorso settembre, ma era difficile pronosticare un trionfo così netto. A questo punto viene da chiedersi: i migliori pallavolisti al mondo sono italiani? Dopo un risultato così, la risposta è sì. Anzi, la pallavolo italiana è un punto di riferimento a livello internazionale. Un segnale è dato anche dalle vittorie che i Club italiani ottengono in giro per il mondo, dalla Champions League ai Mondiali per Club. A differenza del nostro calcio, ormai da anni fuori dai radar europei e confinato nella sua comfort-zone nazionale ricolma di problemi, di cui la mancata qualificazione mondiale della Nazionale di Mancini è solo la punta dell’iceberg, la pallavolo nostrana è un autentico esempio dell’eccellenza made in Italy.

Ad attestare tutto questo ci sono anche i riconoscimenti assegnati agli azzurri: “Miglior Libero” Balaso, “Migliori Difensore” Galassi e “Miglior Alzatore” Giannelli, votato anche, a pieno merito, “Miglior giocatore del Mondiale”. Insomma, una generazione di fenomeni, tra l’altro giovanissimi. L’Italvolley era la Nazionale con l’età media più bassa dell’intero torneo. Nel complesso, la rosa era davvero ricca di talenti: tolti i fenomeni Lavia e Michieletto, come non citare Romanò, chiamato a sostituire Zaytsev e rivelatosi formidabile perno d’accatto. Lo stesso vale per il 30enne Anzani, prezioso come pochi e per l’eccellente panchinaro Bobby Russo. Importante anche il contributo di Sbertoli e Pinali, tutt’altro fuorché semplici seconde linee. Fanno da eco Mosca, Scalfera, Bottolo e Recine. Insomma, un gruppo complementare, che ha trovato la sua forza nell’unione, trasmessa dal Ct De Giorgi, specializzato in vittorie mondiali.

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